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Licata

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Licata

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Licata: spiaggia Maranello

Licata è una città in provincia di Agrigento.

Da sapere[Modifica sezione]

Geografia[Modifica sezione]

La città è posizionata sulla foce del fiume Salso, il più lungo della Sicilia, al centro della costa sud che si apre sul Canale di Sicilia. E' sovrastato ad ovest da una serie di colline che si affacciano sul mare a Sud, e sulla fertile pianura a Nord. Il suo porto dista 64 miglia dall'arcipelago Maltese. I venti prevalenti stagionali sono i seguenti: Ottobre>Marzo lo Scirocco ed i venti occidentali; Aprile>Ottobre il Ponente ed il Maestrale. A seguito di una elevato fetch, in presenza di venti sui 25 nodi in questi casi il mare sottocosta risulterà sempre sostenuto. In presenza di scirocco, sottocosta si verificano flussi di corrente da tenere sempre sotto osservazione specie durante la stagione balneare. Il clima è molto caldo in estate per l'influenza della vicina Africa, mite durante le altre stagioni. La piovosità da un decennio è sempre più scarsa, tanto da caratterizzare e condizionare le colture e la flora spontanea.

Clima[Modifica sezione]

La particolare morfololgia costiera ed il clima mite per molti mesi dell'anno, favoriscono calde giornate soleggiate che consentono di estendere il periodo estivo da marzo a novembre, offrendo momenti di relax quasi tutto l'anno.

Storia[Modifica sezione]

Cenni storici e ritrovamenti archeologici la identificano nell'antico borgo marinaro ellenico di Phintiade, che ospitò gli abitanti di Gela, distrutta da Finzia, tiranno di Agrigento. Nel passato fu teatro di uno scontro tra le marinerie Romane a Cartaginesi che si affrontarono in un'epica battaglia navale, detta di Capo Ecnomo, che vide opporsi 160 navi romane e 150 cartaginesi alla fine sconfitti dalla vincente strategia degli ammiragli romani Lucio Manlio Valsone Longo e Marco Attilio Regolo che proprio sotto la costa Licatese, nel tratto compreso tra la foce del fiume Salso e l'isolotto di San Nicola , costrinsero i nemici in parte alla resa e parte alla fuga, vincendo questa importantissima battaglia della prima guerra punica. In epoca recente il sito di Licata fu scelto per lo sbarco degli "alleati d'America" del 44". Ogni anno alcuni reduci americani visitano la Città ripercorrendo con la memoria, quelle località che li videro partecipi dell'incursione dal mare e paracadutati dal cielo (alcuni, ahimé, atterrarono proprio sopra le macchie di rovi o ancora peggio sugli spinosi fichidindia che in quell'epoca erano abbondanti nelle nostre campagne). Tante sono state le civiltà che hanno trovato notevole interesse nel nostro territorio, ricco di storia, di popoli miti, fiumi dalle acque limpide ed abbondanti, di terre fertili; luoghi ideali per insediamenti di colonie e porti commerciali, ed ognuna di esse ha lasciato segni tangibili del loro passaggio

Personalità lgate a Licata: Rosa Balistreri (1927-1990) cantautrice folk; Sante Buoni (1880-1915), matematico; Angelo Italia (1628-1700) architetto, a lui si deve il progetto urbanistico barocco della nuova Noto nel 1693; Vincenzo Linares (1804-1847) letterato - con Racconti Popolari sperimenta la "novella popolare" anticipando il verismo di Capuana e Verga. Antichi sapori, storia, clima e spiagge dorate, sapientemente miscelate, si offrono per un gradevole soggiorno a Licata varieagto per tutte le età.

Come arrivare[Modifica sezione]

In aereo[Modifica sezione]

Attualmente gli scali operativi per il traffico passeggeri sono: l'Aereoporto Falcone Borsellino di Puntaraisi di PALERMO l'Aereoporto di TRAPANI Birgi l'Aereoporto Internazionale Fontanarossa -Vincenzo Bellini-di CATANIA

In treno[Modifica sezione]

In auto[Modifica sezione]

L'uso del treno è da coraggiosi in quanto la linea ferroviaria che collega Licata a Palermo o Catania, è notevolmente disagevole ed estenuante. Sono cinque le ore necessarie per raggiungere Licata da entrambe le partenze. Infatti numerosissimi sono le alternative su ruota con mezzi pubblici e pulmini privati che a prezzi molto contenuti realizzano le corse.

La città è posizionata lungo la S.S. 115 costiera che collega Trapani a Siracusa.

Da Palermo[Modifica sezione]

È preferibile rendere l'autostrada Palermo-Catania, imboccare l'uscita per Caltanissetta e successivamente proseguire per Gela. Strada a scorrimento veloce e proseguire alla fine per Licata. Può sembrare complicato ma la suggerisco in quanto il manto stradale è in ottime condizioni, la strada è ben larga con pochissime curve pericolose e si realizza in due ore circa. L'alternativa è la statale 689 che collega Palermo ad Agrigento e successivamente, dopo 40 Km per Licata. Può sembrare la facile sulla carta, ma è molto pericolosa, con denso traffico di mezzi pesanti difficili da sorpassare, con un manto irregolare, molte curve strette e numerosi inserimenti laterali da stradine di campagna. Tempo di percorrenza circa 2 ore.

Da Catania[Modifica sezione]

Seguire l'indicazione per Gela che dista 100 Km. Discreto il manto stradale, molte le possibilità di sorpasso. Da Gela proseguire per Licata - ulteriori km.30 Tempo medio di percorrenza circa un'ora e mezza.

In autobus[Modifica sezione]

In nave[Modifica sezione]

Come spostarsi[Modifica sezione]

Da vedere[Modifica sezione]

Licata: La Rocca
Licata: L'isolotto della Rocca
Spiaggia di San Nicola
  • Quartiere della Marina - Caratteristico è l'impianto arabo del quartiere della Marina, dalla tipica architettura semplice di origine araba; stradine strette e tortuose, vicoli ciechi e bagli animati dalla massaie che tra "un survizzu e n'àttru" (i compiti domestici), si dedicano nel loro "passatempo preferito" (a spatuliari)con le comari, sedute davanti l'uscio di casa (numerose le "case vasce")(a piano terra) mentre ricamano un lenzuolo o lavano i panni "cca pila e u pilaturi", o impastano il pane sopra "u scanaturi", o mentre preparano "u stràttu" (concentrato di pomodoro salato), o mentre seccano i fichi incannucciati al sole, o mentre cuociono il pesce alla brace (sarde, cefali, cicale, seppie), colmando l'aria di odori invitanti. Nel promeriggio, quando l'aria rinfresca ed i lavori di casa cessano, è d'obbligo la partitella a scopa o briscola con il vicinato. Si dispongono a circolo con il "crivo" per tavola sulle ginocchia e, tra una mano e l'altra, con cura e dovizia dei particolari commentano storie di vita dei paesani (succulenti pettegolezzi). E' ancora in uso stendere ad asciugare la biancheria, anche intima, appesi ad un fil di ferro teso tra due balconi o alle estremità di canne inclicate a mò di bandiera che, all'arrivo di una brezza di vento sventolano festosamente. Nel pomeriggio, al rientro delle barche da pesca, Mimmo (oggi settantenne) in giacca e camicia, con una cassetta sotto braccio, si guadagna la giornata vendendo "vannia" il pesce che ottiene in regalo dai pescatori in cambio di piccoli servizi di mare(cicale, gamberetti, ghiozzi, gronchi, piccole sogliole, alici, sauri, sgonbri, qualch alaccia e qualche polpo moscardino) trattando animatamente sul prezzo di vendita con gli acquirenti che Lui chiama tutti affettuosamente ("nipù"-nipote). Lontani sono gli echi delle grida di terrore all'irrompere dei pirati tunisini di Dragut tra i vicoli portando violenze e distruzione. Oggi il quartiere è animato dal vociare degli ambulanti e dai bambini che si rincorrono per gioco, dai tanti odori delle ducine con le donne al lavoro davanti ai fornelli sin dal mattino per garantire il meritato pasto agli uomini di ritorno da una dura giornata di pesca in mare.
  • Il borgo marinaro - Si affaccia sul porto con annessi i cantieri navali, strutture artigianali specializzate nella costruzione di barche da pesca in legno, una tradizione che si tramanda da padre in figlio, utilizzando tecniche costruttive oramai collaudate nel tempo, con legni tenaci (azobè) che in passato sopperiva alla mancanza dei cuscinetti a sfera che erano costosissimi e quasi introvabili, compatto, duro, indeformabile, non galleggia per il suo peso specifico elevato. Si utilizzano anche i legni di quercia, pino larice, pino mediterraneo, l'iroko. Tipico il picchiettìo del mazzotto sui punteruoli che schiacciano la testa dei chiodi all'interno del fasciame, o del martello di legno usato per calatafare i comenti con la treccia di canapa impeciata, o il caratteristico rumore dei pialletti elettrici per meglio rastremare il fasciame dello sacafo. Barche lunghe anche 25 metri, 50/80 ton di stazza, costruire con maestria da un manipolo di mastri d'ascia, fiore all'occhiello dell'artigianato di Licata, famosi nel Mediterraneo.
  • Quartiere di San Paolo - Realizzato dal popolo maltese in fuga da Malta invasa dai turchi.

Il barocco di alcuni palazzi del centro storico come la sede della Banca Sant'Angelo, in ottimo stato conservativo. Ben tenuti sono gli edifici del Parco delle Ville Liberty dei primi del "900 situati sulla cima delle colline di Montesole dove lungo il percorso, si può accedere all'Ipogeo Stagnone-Pontillo ed al Castel Sant'angelo, fortificazione del "600, che in estate si trasforma in magica cornice di concerti all'aperto di musica jazz. In città maestose facciate invitano il viandante a qualche momento di preghiera: La Chiesa Madre con l'altare ligneo finemente intagliato ed il Cristo nero, salvatosi da un incendio durante una incursione di pirati. La chiesa del onvento del Carmine, La chiesa di San Francesco, di Sant'Angelo, Di Santamaria La Vetere, Di Pompei con i sottostanti resti di una chiesetta rupestre bizantina, La chiesa di San Paolo, di Sette Spade, di San Domenico, di San Girolamo nel quartiere Marina da dove inizia il percorso della processione del Venerdì Santo con Il Signore con la Croce che procede verso il Calvario seguito da tutti i fedeli.

  • Museo Archeologico - Nel centro storico è ubicato il Museo Archeologico in un ex convento di Benedettini, ricco di reperti che costituiscono la ricchezza patrimoniale storica di questa città, con pregiati manufatti e monete anche d'oro.
  • Parco Archeologico - Molto ricco è il Parco Archeologico con reperti risalenti al Paleolitico, il Mesolitico e il Neolitico testimoniati dai numerosi reperti custoditi nel muso archeologico.

Ancora degni di nota sono la monumentale necropoli a grotte artificiali di Monte Petrulla, la Cittadella Greca di Monte Sant'Angelo, la Grangela (opera idraulica di epoca preellenistica), il frourion di Falaride (a questo monumento antico è strettamente legata la leggenda del toro di di Falaride. E' noto il mito secondo il quale il tiranno usasse rinchiudere i propri nemici all'interno di un toro di bronzo che, con del fuoco veniva reso indandescente. La vittima moriva emettendo atroci grida udibili all'esterno attraverso un'apertura praticata all'altezza del muso del toro metallico, trasmettendo la sensazione che fosse il toro a "muggire". Il primo a "provare" questa "invenzione", pare fosse proprio il suo costruttore.

Luoghi di interesse paesaggistico:

  • Torre di Gaffe - Spiaggia di sabbia giallo oro di notevole fascino che per la sua particolare esposizione ai venti occidentali si presta bene per gli sport velici, è frequentata da numerosi surfer e praticanti di kiteboarding (il surf con l'aquilone) che giungono dai paesi interni dell'Isola in cerca di forti emozioni che il vento locale può dare, di 22-25 nodi, che consente loro di librarsi sulle onde non disdegnando qualche salto acrobatico mozzafiato. La spiaggia consente lunghe ed ininterrotte passeggiate (3 km.) sulla sabbia dorata, ed è percorsa da falesie calcaree e silicee disegnate di macchia mediterranea e dove piccole sorgenti fluiscono in un mare turchese, limpido e distante da inquinamenti urbani. Indimenticabili restano romantici tramonti durante una passeggiata sulla morbida battigia accarezzati dalla breza marina e riscaldati dagli ultimi raggidi un tiepido sole d'ottobre.
  • Isolotto della Rocca - Da inizio all'esteso golfo di Gaffe, mentre verso ovest si allunga una secca di cento metri con un fondale di 10 metri, ricca di vita marina con saraghi striati, scorribande di ricciole a caccia di sardine, branzini, aragoste, occhiate, polpi e qualche gronco nelle tane. Tra gli scogli è stata collocata sul fondo una madonnina nello stesso posto dove sono stati ritrovati cannoni e colubrine di prora di antichi velieri commerciali presubilmente affondati in qualche tragica giornata di "malutempu" mentre tentavano di raggiungere il ridosso della rocca, forse con mare di scirocco, durante la virata sulla secca a volte invisibile e micidiale per l'incauto navigante.
  • Spiaggia di San Nicola - Sovrastata dalla torre che le da il nome e che anticamente fungeva da "campanello di allarme" vigilando sulla costa, in quell'epoca flagellata dalle incursioni piratesche spesso al comando del pirata Dragut. Due o tre soldati presidiavano la torre armati di una catasta di legna, di viveri per parecchi giorni, e di un mulo. Alla vista di incursori accendevano il fuoco sulla sommità segnalando l'imminente pericolo alle altre torri poste lungo tutta la costa dell'isola a distanza visibile, mentre un cavaliere partiva al galoppo ad avvisare il vicario di zona e la popolazione costiera, dello sbarco dei pirati.
  • Spiaggie di Poliscia e Mollarella - Due conche d'oro, mete ambìte di tantissimi villeggianti che vi si affollano in estate in cerca di refrigerio. Numerosi lidi offrono i servizi in spiaggia nonchè animazione anche serale con musiche caraibiche e ballo in acqua.

Seguono le piccole spiagge delle Balatazze, Petralia, Colonne-Nicolizia, Cavadduzzu destinate a chi ama acoltare la musica del frangersi delle onde a riva, del canto melodico della calandra appollaiata in cima ad un dirupo che rovina fino al mare, dei cardellini e dei canarini di una villa vicina, o ancora dei pavoni della fattoria di Bracco o ancora del raglio dell'unico asinello udibile a chilometri di distanza, nuotando in un mare turchese e dondolati dalle onde della spiaggia di marianello, sovrastata dalla calanche di argille, una estesa parete animata da profondi solchi scavati dalla pioggia che rovina fin sulla spiaggia che nel tardo pomeriggio offrono una vista incantevole per l'effetto di giochi di luci ed ombre.

Attività ricreative[Modifica sezione]

Nello specchio acqueo di levante dell'area portuale sta per essere realizzato il Porto Turistico di Cala Del Sole. Copre un'area di 500 mila mq. con uno specchio acqueo di 250 mila mq. che sarà fruibile entro il 2008, costituendo il più grande approdo turistico sulle rotte del Mediterraneo con 1500 posti barca con annesso un villaggio con chalet e residence, che ripropongono i temi dell'architettura dei bagli e del barocco siciliano con annessi servizi di ristorazione, bar, farmacia, centro commerciale, negozi, boutique, banca, yacthing club, cantiere nautico e servizi in banchina, travel lift.

Folclore e manifestazioni[Modifica sezione]

Acquisti[Modifica sezione]

Dove mangiare[Modifica sezione]

Tante sono state le civiltà che hanno trovato notevole interesse nel nostro territorio, ricco di storia, di popoli miti, fiumi dalle acque limpide ed abbondanti, di terre fertili; luoghi ideali per insediamenti di colonie e porti commerciali, ed ognuna di esse ha lasciato segni tangibili del loro passaggio; in architettura, nei costumi ed usanze e, per la gioia del palato, nella cucina: - dai Greci l'uso delle sacre olive, della ricotta, del miele, delle mandorle, del vino; - dai Romani quello del "macco"; dai bizantini l'uso delle spezie, dei formaggi piccanti, dei dolci profumati; - dagli Arabi i sorbetti e le granite con la neve dell'Etna, l'uso del riso, la "cassata", la pasta reale con la farina di mandorle; - dai Normanni e dagli Svevi gli arrosti, i pesci secchi e salati; - dagli Angioini le raffinatezze della cucina francese; - dagli Spagnoli l'uso dell'agrodolce (la caponta), della melanzana, i pomodori e le patate arrivate dal nuovo mondo. Dalla fusione di tutti questi elementi, amalgamati con quanto c'era di locale, e non era poco, è nata la cucina siciliana, sia quella baronale dei Monzù magistralmente descritta dal Principe Tomasi di Lampedusa nel gattopardo, sia quella "vastasa" (popolare), una delle più ricche e fantasiose d'Italia. Piatti tipici locali: "a pasta cchi sardi e ccù l'ova di rizzi" spaghetti con le sarde o con le uova di riccio di mare; - " i cacocciuli cini", (carciori ripieni); "u maccu" passato di verdure e fave e finocchietto selvatico; "pasta a furnu ccù mezzu zitu.-

Economici[Modifica sezione]

Prezzi medi[Modifica sezione]

Prezzi elevati[Modifica sezione]

Dove bere[Modifica sezione]

Immancabile la degistazione dei vini autoctoni come il Nero D'avola, Grillo, Insolia, nell'ambito di un tour enologico nelle due storiche Cantine di Licata: il Barone la Lumia e Quignones.

Vita notturna[Modifica sezione]

Dove alloggiare[Modifica sezione]

L'Hotel Ristorante Villa Giuliana, struttura recentissima aperto tutto l'anno offre tariffe vantaggiose.

Economici[Modifica sezione]

Prezzi medi[Modifica sezione]

Prezzi elevati[Modifica sezione]

Comunicazioni[Modifica sezione]

Sicurezza personale[Modifica sezione]

Uscire[Modifica sezione]

Escursioni[Modifica sezione]

A poche ore di strada si raggiungono insediamenti romani di Morgantina, la Valle dei Templi ad Agrigento, le vestigia medioevali di Piazza Armerina con la Villa del Casale, Kamarina, Selinunte ed tutta la serie infinita di siti archeologici raggiungibili in un paio d'ore di auto.

Itinerari[Modifica sezione]