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Vercelli

Da Wikitravel.

Vercelli (Varsèj in Piemontese) è un comune piemontese, capoluogo dell'omonima provincia.

Da sapere

Geografia

AREA COMUNALE: 79,90 kmq.

ABITANTI: 45.000 ca. (stime ISTAT gennaio 2008)

DENSITA' ABITATIVA: 557 ab/kmq

FRAZIONI E LOCALITA': Cascine Strà, Montonero, Bivio Sesia, Boarone, Brarola, Campora, Canton Biliemme, Cappuccini, Carengo, Cascina Mostioli, Cominetti, Larizzate

Vercelli sorge sulla pianura Padana, praticamente a metà fra Torino e Milano, e ciò le da un ruolo abbastanza importante come snodo di comunicazione. Sorge sulla riva destra del fiume Sesia, che attraversa la città nella sua parte più esterna. Vercelli ha un'estensione a macchia d'olio, che parte dal centro storico, di origine romana. Attorno alla città possiamo vedere immense distese agricole, adibite specialmente alla coltura del riso, che rende Vercelli il più grande mercato del riso europeo.

Storia

BREVE STORIA, TRATTO DA WIKIPEDIA... Situata lungo un importante asse viario dell’economia antica diretto al valico del San Bernardo, la città di Vercelli (Vercellae) si sviluppò come centro urbano da un preesistente abitato celto-ligure in seguito all’occupazione romana risalente ai primi decenni del II secolo a.C. La definitiva vittoria dei romani sugli altri popoli della zona si tenne nel lontano 101 a.C., quando l’esercito guidato dal Gaio Mario sconfisse in battaglia la potente tribù germanica dei Cimbri ai Campi Raudii. Nel 49 a.C. i vercellesi ottennero la piena cittadinanza romana e il centro, divenuto municipium, si arricchì di strade, monumenti, bagni pubblici, acquedotto, teatro e anfiteatro. Tra il I e il II secolo d.C. la fioritura del centro urbano proseguì senza sosta. Successivamente però, nei secoli III e IV l’importanza acquisita andò decadendo e le fortune legate a Vercelli declinarono in concomitanza con quelle dell’Impero Romano.

Per quanto riguarda la religione, il Cristianesimo giunse in età costantiniana, e precisamente nel 313 d.C. Il primo vescovo, consacrato nel 345 da papa Giulio I che in seguito divenne anche patrono della città, fu Sant'Eusebio. Seguirono poi le varie invasioni barbariche degli Unni e dei Borgognoni di Gundobaldo.

Del periodo tardo antico e alto medioevale si hanno poche e incerte notizie. Dal VI al VIII secolo la città rimase sotto il dominio longobardo e successivamente passò sotto la guida dei Franchi. Da ducato, Vercelli passò e contea e di fatto venne amministrata dai suoi vescovi. Dopo anni di incertezze, Vercelli si alleò con i milanesi e partecipò alle vicende della Lega Lombarda fino alla vittoriosa Battaglia di Legnano.

Nel XIII secolo si affermò progressivamente il regime comunale che diede il via al periodo più prospero di tutta la storia della città che aveva ottenuto il controllo sul territorio compreso tra le Alpi, il Po, la Sesia e la Dora. Nel 1219, per volere del cardinale Guala Bicheri iniziarono i lavori per la realizzazione dell’Abbazia di Sant’Andrea e cinque anni dopo nacque l’ospedale attiguo. Nel contempo il comune promosse l’istituzione della prima università degli studi del Piemonte e il 10 luglio 1243, Vercelli fu la prima città in tutta la penisola ad abolire la servitù della gleba.

A seguito delle lunghe lotte tra Guelfi e Ghibellini, capeggiati rispettivamente dagli Avogadro e dai Bicheri-Tizzoni, il comune passò al dominio straniero e nel 1335 Vercelli perse per sempre la sua autonomia politica. Sotto il dominio dei Visconti si registrò un periodo di relativa tranquillità finché nel 1427 la città andò sotto al ducato di Savoia e si immiserì rapidamente. Nonostante ciò Vercelli fu uno dei maggiori centri culturali del Piemonte rinascimentale. Nel 1704 si verificò l’ultimo assedio da parte dell’esercito del duca di Vendome durante la guerra di successione spagnola ma il trattato di Ultrecht del 1713 segnò il ritorno ai Savoia. Durante il periodo napoleonico Vercelli conquistò il titolo di capoluogo del Dipartimento della Sesia e fu unita allo stato francese. Dopo la restaurazione dello Stato Sabaudo, risalente al 1814, i vercellesi parteciparono ai moti liberali del 1821 e alle lotte risorgimentali. Poi fu la volta delle Guerre d’Indipendenza che portarono gravi danni alla città.

Dando uno sguardo alla storia del secolo scorso, è doveroso ricordare i momenti della lotta partigiana e la situazione disastrosa dopo la Liberazione. Ma con la rinascita degli anni ’50 e le vicissitudini più recenti, Vercelli tornò alla tranquillità e l’agricoltura si trasformò grazie alla crescente meccanizzazione dei mezzi di lavorazione. Tutt’oggi, per la provincia delle terre d’acqua, la coltivazione di riso rappresenta una vera e propria ricchezza che caratterizza il paesaggio rurale e si pone come fattore trainante dell’economia della zona.

Come arrivare

In aereo

L’aeroporto più vicino è quello di Milano Malpensa. Dall’aeroporto servizio regolare di bus fino a Novara Stazione Ferroviaria, quindi treno; in alternativa navetta Malpensa Express fino a Milano, poi treno.

Dall’aeroporto di Torino Caselle, bus a Torino Stazione di Porta Susa o Porta nuova, poi treno.

In treno

Stazione FS, situata in Piazza Roma Linee da : Novara-Milano-Venezia; Torino; Casale-Alessandria; Asti; Mortara-Pavia; Santhià-Biella.

In auto

Vercelli è raggiungibile a seconda della maggior comodità in base alla provenienza:

-Raggiungendo Milano:(da regioni del Nord-Est d'Italia) percorrendo poi la A4 Torino-Trieste fino al Km 447, dove occorre prendere la deviazione per la A26 Genova-Voltri-Gravellona, uscendo poi al casello Vercelli Est;

-Raggiungendo Torino: percorrendo la A4 Torino-Trieste, sulla quale si deve prendere al Km 43 la deviazione per Alessandria-Genova, uscendo al casello di Vercelli Ovest;

-Raggiungendo Genova:(per provenienze da Toscana, Liguria, Centro e Sud Italia) imboccando la A26 Genova-Gravellona e uscendo al casello di Vercelli Est (Km 117).

In autobus

Autolinee giornaliere collegano Vercelli con Biella, Alagna, Varallo, Casale, Chivasso, Ivrea, Novara.

Collegamenti possibili anche con Torino e Milano.

Distanze da Vercelli

Alagna....................107 km

Varallo....................66 km

Novara.....................22 km

Lago Orta..................75 Km

Lago Maggiore..............90 km

Milano.....................83 km

Torino.....................80 km

Genova....................135 km

Come spostarsi

Vercelli è una città molto tranquilla, che offre un'ottima rete di viali, piste ciclabili ed aree pedonali. Il primo ottimo mezzo per spostarsi, quindi siamo noi stessi. Arrivando in treno, ad esempio, il centro città si raggiunge in pochissimi minuti, ed avremo l'occasione di osservare e visitare alcuni grandi monumenti ed edifici.

Spostandosi in macchina, sarà spesso difficile trovare parcheggio vicino ai luoghi di interesse, a meno che non si lasci la propria vettura al parcheggio adiacente l'abbazia della città, situata in centro, e meritevole di visita.

Vercelli offre un'ottima rete di autobus, grazie ai quali potremo percorrere il centro città, con numerose fermate intermedie. Vi sono inoltre varie linee che portano alle zone più decentrate della città, dove possiamo trovare luoghi di shopping e divertimento.

Il centro città è Zona a traffico limitato.

Da vedere

IL SANT'ANDREA

Questa basilica è il monumento forse più conosciuto della città. La basilica dedicata a Sant'Andrea fu edificata tra il 1219 ed il 1227, per volere del Cardinale Guala Bicchieri; è probabile che Benedetto Antelami abbia contribuito alle progettazione ed alla realizzazione di alcune sculture che ornano la facciata della chiesa.

Il Sant'Andrea è sicuramente una delle opere architettoniche italiane, che più si avvicinano allo stile gotico francese. L'influenza franco-borgognona è evidente: le due torri sono affiancate alla facciata (caso estremamente raro in Italia). Il Tiburio ha forma ottagonale, mentre l'interno è a croce latina, con lo spazio riservato al coro a pianta rettangolare.

Da vedere, sono le tarsie figurate del 1511, opera di P. Sacca. Si trovano nel coro del Sant'Andrea.

Sant andrea vercelli tn.jpg


IL DUOMO

la chiesa di Sant'Eusebio è la cattedrale di Vercelli: costruita nel XVI secolo sulle basi di un'antica chiesa paleocristiana, ha subìto varie modifiche nel 1700. All'interno è conservato un crocefisso romanico in lamina d'argento dell' XI secolo. In origine il Duomo di Vercelli era una grande chiesa di tipo basilicale sul modello di S.Pietro in Roma, a cinque navate divise da quattro file di nove colonne monolotiche, con esteso transetto e con un'unica abside rivolta ad oriente. Era stata ricostruita sulle rovine di una precedente chiesa dal Vescovo Albino verso il 435. Al centro, preceduto da un ampio presbiterio e dal coro vi era il grande e solenne arco trionfale al di soto del quale si innalzava l'altare maggiore, sotto al quale riposavano le spoglie del protovescovo Eusebio. L'ampio catino dell'abside era decorato a mosaico e vi era collocato il mirabile pergamo scolpito da Benedetto Antelami. Nel 1570, la notte fra il 22 e il 23 dicembre, il vescovo cardinale Guido Ferrero, fece abbattere l'intero coro e il presbiterio, per porre fine ad una interminabile disputa con il Capitolo relativamente alla ricostruzione e all'adattamento della Basilica. La ricostruzione avvenne sul progetto già preparato dall'architetto Pellegrino Tibaldi che dal 1567 operava a Milano agli ordini di S.Carlo Borromeo, cugino del Cardinale Guido. Essendo trasferito a Roma il Cardinale nel 1572, i nuovo vescovo Giovanni Francesco Bonomi continuò la costruzione affidando i lavori al capomastro Giovanni Battista Saracco vincolandolo con minuziosi capitoli e rigorose condizioni, come si deduca dall'atto del 29 marzo 1577. Fu durante questi lavori che la notte del 18 febbraio 1581 fu trovata la sepoltura di S.Eusebio. Altri Vescovi si impegnaono ad abbellire la nuova costruzione. Il Cardinale Costanzo Sarnano (1587-1589) provvide a dotare la Basilica dell'organo, il Vescovo Marcantonio Vizia (1590-1599) donò parte dei sedili del coro scolpiti da G.P.Sali, il Vescovo Giovanni Stefano Ferrero (1599-1611) fece costruire il prezioso reliquiario per contenere le numerose reliquie di cui la Basilica era custode. Il grandioso progetto ideato dal Vescovo Giacomo Goria di costuire sotto al presbiterio una elegante cripta sostenuta da colonne e con in mezzo un ornato altare, nella quale doveva essere riposto solennemente il corpo di S.Eusebio che lo stesso presule nel 1628 aveva traslato da una cassa di piombo ad un'altra d'argento. Il Capitolo, per dare ulteriore compimento alla chiesa, fece innalzare nel 1646, su progetto di Francesco Rusca Castillo, architetto e scultore al duomo di Como, il magnifico altare a marmi pregiati nella nuova cappella terminale della navata sinistra dedicata alla Madonna detta dello schiaffo, unico marmo rimasto integro del pergamo antelamico, esposta alla venerazione fin dal 1630 per scongiurare l'incombente pericolo della peste. Nello stesso anno, a spese di Giovanni Berzetto da Buronzo, cavaliere di Malta, si costruiva una nuova nuova cappella terminale nella navata sinistra dedicata a S. Ambrogio. L'altare di questa cappella è un'arca sepolcrale inscritta con versi del Vescovo poeta Flaviano (530-540). Sulla parete sinistra è murata la lapide sepolcrale di S. Eusebio, ritrovata nel 1581, con versi acrostici. Nella navata di destra si apre la cappella dedicata al Beato Amedeo IX di Savoia, progettata da Michelangelo Garove da Bissone e realizzata tra 1682 e il 1698. Sull'altare si apre il loculo dove è risposta l'urna argentea del Beato Amedeo, chiusa da una grata di bronzo settecentesca. Nella cappella sono sepolti anche la duchessa Jolanda, Carlo I, Carlo III e Vittorio Amedeo I. Nella navata di sinistra si apre la cappella dedicata a S. Eusebio, costruita tra il 1763 e il 1783 a cura dell'architetto Luigi Michele Barberis su commissione del Cardinale Carlo Filippa dei Conti di Martiniana. Nel 1881-82, grazie al legato del canonico Lampugnani, la cappella fu rifatta internamente su disegno di Giuseppe Locarni; le pareti e la volta della cupola furono affrescate dal pittore vercellese Carlo Costa con immagini della vita di S. Eusebio e con i primi quattro successori; fu dotata di organo e di coro ligneo intagliato. Sull'altare fu collocata l'urna contenente le ossa di S. Eusebio, traslate dallo scurolo in alto della cappella di S.Ambrogio il 30 luglio 1805.

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SINAGOGA

Il Tempio Israelitico si trova in via Foa a Vercelli. E' una cotruzione particolare, di evidente ispirazione mediorientale. Quei vercellesi, che sono sempre sopraffatti dai propri impegni quotidiani, che camminano perennemente di fretta ed a testa bassa, non si accorgeranno mai della sua presenza. La Sinagoga è seminascosta dai palazzi di piazza D'Azeglio e di via Foa. Si trova in una rientranza, dietro ad un cancello sempre chiuso: nessuno entra, nessuno esce. Non c'è il viavai di persone, che di solito si può incontrare nei pressi di un luogo di culto. Se si percorre via Foa, ci si accorge della Sinagoga, solo nelle sue immediate vicinanze, ed a condizione che si alzi lo sguardo verso il cielo. E' un edificio slanciato, dallo stile esotico e caratterizzato da forme di evidente ispirazione mediorientale. Il Tempio Israelitico fu costruito, su progetto dell'architetto Giuseppe Locarni, tra il 1874 ed il 1878. Alla sua realizzazione contribuirono altri vercellesi: il pittore Carlo Costa e lo scultore Ercole Villa; Michele Fornari si occupò delle vetrate della Sinagoga ed i fratelli Bona lavorarono alle opere di muratura. La facciata del Tempio è caratterizzata da strisce orizzontali bianche ed azzurre, che si alternano l'una con l'altra e sono costituite da pietra arenaria di Saltrio. Lesene a base ottagonale dividono la facciata in un corpo centrale e due laterali, conferendo slancio all'intera costruzione. L'ingresso è protetto da un piccolo portico, e appena sopra di esso sono scolpite due scritte in caratteri ebraici, tra cui sono raffigurate le Tavole della Legge. Sempre nel corpo centrale spicca una grossa vetrata a forma circolare, mentre nei corpi laterali sono presenti due alte finestre.

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LE TORRI

Le torri sono una testimonianza del passato medioevale della città di Vercelli. La più conosciuta è probabilmente la Torre dell'Angelo, che si trova in piazza Cavour, ma ce ne sono molte altre... come Torre Tizzoni, Torre del Comune, Torre degli Avogadro, Torre del Broletto e la Torre di Via Dante...

La Torre dell'Angelo vanta una leggenda. Secondo essa, i politici che durante la notte riescono a vedere delle fiamme blu sulla cima della torre, moriranno di lì a pochi giorni. Queste fiamme sarebbero l'Angelo della Morte, da qui si crede ne derivi il nome. Oggi non è possibile salire sulla torre, in quanto chiusa poichè la parte alta è pericolante.

((torre dell'angelo))

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L'ANFITEATRO ROMANO

Giaceva nella zona ora delimitata da via Massaua, viale Rimembranza, corso De Rege e corso Salamano.

Aveva forma ellittica ed era di grosse dimensioni; secondo alcune fonti, le gradinate poggiavano su terrapieni contenuti in strutture contraffortate.

Circa nel 1560 furono ritrovate nella zona dell'anfieteatro, in seguito ad alcuni scavi, anche due bellissime statute: una figura maschile ed una femminile. Si trovavano, forse, al centro della costruzione. Probabilmente una delle due statue, consacrata ad Apollo, fu fatta portare nel 1565 da Vercelli a Torino dal duca Emanuele Filiberto.

Esistono ancora pochi resti visibili dell'anfiteatro di Vercelli nella zona dove scorre l'antica roggia Molinara.


VIA FRANCIGENA

Era uno degli itinerari più trafficati nell'Europa del medioevo.

Non era una vera e propria strada, ma un insieme di percorsi e sentieri alternativi, che dalla Francia conducevano a Roma. (La via che arriva dalla Francia, da cui il nome Via Francigena)

Esistevano, comunque, alcune località di riferimento, che difficilmente venivano ignorate dai viandanti. Vercelli e Santhià erano due di queste.

Era l'anno 801, quando l'imperatore Carlo Magno passò per Vercelli. Secondo alcuni fu in questa stessa città, secondo altri fu a Santhià, che Carlo Magno ricevette in udienza gli ambasciatori di Arun Al Rashid, re di Persia, e di Amurat Abraham, re d'Africa. Essi donarono al potente imperatore due enormi elefanti, che non potendo valicare le Alpi durante la stagione fredda, trascorsero tutto l'inverno a Vercelli.

Quasi due secoli più tardi, intorno al 990, un certo Sigerico, Arcivescovo di Canterbury, che si era recato a Roma in pellegrinaggio, annotò in un diario tutte le 79 tappe del suo viaggio di ritorno. Si fermò anche a Vercelli ed a Santhià!

Il percorso indicato nel diario di Sigerico, giunto ai nostri tempi in un prezioso manoscritto, ora custodito alla British Library di Londra, è stato scelto dai burocrati dell'Unione Europea come itinerario ufficiale della Via Francigena.

Se all'epoca di Carlo Magno e nel periodo di Sigerico, la città di Vercelli era molto diversa da quella attuale, all'inizio del XIII secolo furono costruiti sia la basilica di Sant'Andrea, che il Salone Dugentesco. Quest'ultimo, in particolare, aveva lo scopo di ospitare i pellegrini che sostavano a Vercelli.


MUSEO BORGOGNA

E' la pinacoteca di Vercelli. Una delle più importanti d'Italia. Ospita una ricca serie di dipinti del Rinascimento piemontese, diverse opere del nord e del centro Italia, svariati quadri della scuola veneta del XVI secolo, opere del Seicento, del Settecento e dell'Ottocento italiano.

Presso il Museo Borgogna si può ammirare una ricca collezione di opere della scuola fiamminga, olandese e tedesca.

Dal 1934, sono depositati presso la pinacoteca gli affreschi staccati dalle chiese vercellesi di Santa Maria del Carmine, San Marco e Santa Caterina.

Tra i nomi dei pittori, le cui opere sono esposte al Borgogna, occorre ricordare: Gaudenzio Ferrari, Girolamo Giovenone, Bernardino Lanino e Giovanni Antonio Bazzi, detto il Sodoma. Essi sono i maggiori esponenti della scuola pittorica vercellese.

Il Borgogna ha sede nella via che porta lo stesso nome, a poche decine di metri da corso Libertà, passando per piazza Tizzoni.


MUSEO LEONE

Il Museo Camillo Leone ospita una collezione eterogenea di oggetti.

Al suo interno, sono esposte opere e vengono conservati reperti, che documentano il passato di Vercelli dalla preistoria all'età moderna. Non mancano, inoltre, numerosi esempi di arte decorativa e applicata provenienti da diverse località d'Europa.

Il pezzo di maggior pregio è, probabilmente, il cofanetto di manifattura limosina, che risale all'inizio del XIII secolo.

Tra i reperti di epoca romana, ritrovati in provincia di Vercelli ed esposti nelle sale del Museo Leone, di particolare interesse sono la stele bilingue scolpita in latino e celtico e la Lex Tappula, un frammento bronzeo su cui è inciso un testo goliardico risalente all'epoca dell'Impero Romano.

Sempre di provenienza vercellese, sono le sculture che decoravano il pulpito del Duomo di Vercelli, i frammenti del mosaico del XII secolo, che ornava il pavimento della chiesa di Santa Maria Maggiore, il sarcofago in tufo su cui sono scolpiti la Madonna, il Bambino ed i Santi.

Fanno parte della collezione del Museo Camillo Leone anche alcuni volumi del XVI secolo realizzati dagli stampatori di Trino e di Vercelli.

Merita una visita anche l'elegante collezione di abiti settecenteschi.

Il Museo Leone ha sede al numero 30 di via Verdi, a poche decine di metri da piazza Cavour, la piazza principale di Vercelli.


MUSEO DEL TESORO DEL DUOMO

Il museo del Tesoro del Duomo di Vercelli ha sede nel palazzo dell'Arcivescovado e si trova in piazza d'Angennes.

Il pezzo di maggior pregio dell'intera collezione è il Vercelli book: un famosissimo codice scritto in inglese antico.

Oltre al Vercelli book, il museo custodisce altri documenti, molto interessanti sia per gli studiosi che per i turisti.

Uno di questi è il "Mappamondo Medievale" (non è esattamente questo il suo nome, ma a Michele Trecate - autore di Vercellink - piace chiamarlo così). E' una vecchia pergamena, a forma ovale, ingiallita dal tempo, sporca d'inchiostro, consumata ai lati e con alcune bruciature.

La cosa che rende preziosa questa pergamena è che su di essa è rappresentata la concezione del mondo che si aveva nel Medioevo: in basso a sinistra l'Europa, a destra l'Africa ed in alto l'Asia; il mar Mediterraneo tra Europa ed Africa ed una serie di isole immaginarie intorno ai tre continenti conosciuti.

Nel museo del Duomo di Vercelli è conservato anche il Codex Evangelorum, chiamato anche Codex Vercellensis: un manoscritto risalente al IV secolo d.C., che contiene la prima traduzione dei Vangeli dal greco al latino.


Vi consigliamo anche di visitare le numerose chiese minori della città, estremamente suggestive e bellissime. Una visita la merita sopratutto la Chiesa di San Cristoforo, posta nella via omonima, recentemente rimessa a nuovo, che ospita gli affreschi di Gaudenzio Ferrari. Davvero magnifici.


PIAZZA CAVOUR

E' la piazza principale di Vercelli e prima di prendere il nome dello statista piemontese, si chiamava piazza Maggiore.

I portici, sono di epoca medioevale: furono costruiti tra il 1300 ed il 1400.

Del XIV secolo è la Torre dell'Angelo, costruzione che ha subito notevoli modifiche nel XIX secolo.

Fino al XVI secolo, tre erano le chiese che si affacciavano su piazza Maggiore. Oggi di quegli edifici non vi è quasi più traccia, ad eccezione del campanile di San Tommaso, che nel 1856 fu trasformato in torre dell'orologio e di cui potete ammirarne l'immagine in questa splendida cartolina virtuale.

Camillo Benso Conte di Cavour La statua di Camillo Benso Conte di Cavour fu scolpita da Ercole Villa, che ritrasse lo statista nell'atteggiamento di esporre il suo concetto intorno all'ordinamento del Regno d'Italia.

Ai piedi dell'imponente figura del conte, si trovano due statue di donne reppresentanti, l'una l'agricoltura, l'altra il commercio e l'industria; sono entrambe opera dello scultore Argenti.

I costi per la realizzazione del monumento di piazza Cavour furono finanziati in parte dal Municipio, per 5000 Lire e in parte dalla Società d'irrigazione, per 23000 Lire. Con un'ulteriore somma parteciparono anche alcuni privati.

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CASTELLO VISCONTEO

L'antico castello visconteo fu realizzato per volere di Matteo Visconti nel 1290. A pianta quadrangolare, con torri angolari di guardia a pianta quadrata, subì svariati restauri e fu usato in epoca napoleonica come rifugio militare, divenne poi un carcere ed infine cominciò ad assolvere le funzioni di tribunale dal 1838.

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Attività ricreative

Opportunità di studio

Vercelli ospita l'Università del Piemonte Orientale, che fu la prima università piemontese. Situata in centro, vicino alla basilica di Sant'Andrea, propone corsi lettere e filosofia.

Sempre in zona, a pochi passi dalla prima università, troviamo la facoltà di ingegneria (politecnico di Torino).

Per quanto riguarda invece le scuole superiori, Vercelli offre varie possibilità di studio. Si passa dai licei classico, scientifico, linguistico fino all'istituto agrario. Inoltre troviamo gli indirizzi per:

- Ragioneria

- Geometra

- Turismo

- Scuola Magistrale

- Elettronica

- Informatica

- Meccanica

- Liceo socio-psico-pedagogico

- Liceo delle Scienze Sociali

- Periti elettrotecnici

- Agraria

- Aeronautica

- Servizi commerciali

e molti altri ancora...

Troviamo numerose scuole medie, elementari e dun buon numero di asili nidi e scuole materne, sia pubbliche che private.

Opportunità di lavoro

Vercelli offre una discreta quantità di posti di lavoro.

Impiegati, baristi, camerieri, cuochi e molto altro ancora. Vi sono numerosi centri commerciali e negozi (gli ultimi sopratutto nelle vie centrali) che necessitano spesso di nuovo personale, sia part-time che full-time, a tempo indeterminato ed indeterminato. Vi sono uffici specializzati nella ricerca e successiva collocazione in un posto di lavoro, in base alle proprie esigenze e titoli di studio. La zona industriale, dove spicca un'industria chimica, offre comunque posti di lavoro come operai e simili molto spesso. Ci sono aziende specializzate in determinati settori, che non rifiutano l'ingresso di nuovo personale.

Sicuramente armati di pazienza e volontà, in questa città un lavoro è praticamente assicurato.

Nelle zone limitrofe, come i comuni di Borgovercelli e Caresanablot, che sono quasi una continuazione della città stessa in quanto non vi è un netto distacco di zone abitate e commerciali, possiamo trovare piccole ditte e uffici in apertura e quindi in cerca di personale. Caresanablot soprattutto, è come "la concessionaria" della città. Infatti, a partire dalla fine di Vercelli, fino a metà paese, troveremo numerose concessionarie di automobili, che spesso cercano personale.

Le figure lavorative forse più facilmente reperibili sono senza dubbio il/la commesso/a e il barista o cameriere.

Acquisti

Il centro di Vercelli (soprattutto le vie principali come Corso Libertà, Corso Italia e Corso Prestinari) è il luogo ideale per fare shopping. Negozi di abbigliamento, scarpe, elettronica, telefonia, accessori, profumerie, gioiellerie e molto altro, sono presenti qui, nella zona storica della città. E fra una camicia ed un paio di scarpe, possiamo rifugiarci in numerosi bar, aree snack e perchè no, ristoranti. Piazza Cavour e Corso Libertà, rispettivamente "cuore" e "arteria principale" della città, ospitano la maggior parte delle vetrine. Qualche negozio possiamo trovarlo anche in Via XX Settembre, e nelle vie o piazzette attigue a Piazza Cavour e Corso Libertà.

Vercelli non offre, però, soltanto negozi e bar, ma anche una discreta quantità di centri commerciali.

Il più grande è il "Parco Commerciale Cittadino" dove troviamo l'ipermercato "Carrefour", che ospita 47 negozi al suo interno. All'esterno, un'ampio parcheggio separa la struttura principale dalle altre, dove troveremo: - Negozi di elettronica ed informatica (Euronics, Unieuro);

- Fai da te (Self);

- Abbigliamento e scarpe (Conbipel, Longoni Sport, Oviesse, Facit,Pittarello, Biella Scarpe, Scarpe&Scarpe, Valleverde);

- Accessori per la casa (PuntoCasa);

- Tempo Libero (Il Delfino, Toys Center);

- Punti Snack (Spizzico)

- Sede della "Mokaor", azienda specializzata nella produzione di caffè pregiato, che potrà essere acquistato anche qui in sede.

Insomma, un'area commerciale davvero niente male.

Dall'altre parte della città, a pochissimi minuti dal centro, ed a pochissimi minuti da Caresanblot, troveremo il centro commerciale "Bennet", che con i suoi 14 negozi, un'ampio parcheggio ed un'ampia scelta di prodotti ed un'offerta davvero appetibile, offre un luogo di spesa tranquillo e piacevole.

Per quanto riguarda la spesa, troveremo numerosi discount e supermercati, come "Famila", "IN's", "Eurospin" e molti altri.

A pochi minuti da Vercelli, circa venticinque in automobile, possiamo visitare l'outlet di Vicolungo, che offre alla clientela ben 131 negozi di abbigliamento, accessori e molto altro ancora.

Dove mangiare

Economici

Prezzi medi

Prezzi elevati

Bere

Vita notturna

Dove alloggiare

Economici

Al Tiffany

Prezzi da 13,50 a 33,50 €uro a persona

Prenotazione consigliata

Parcheggio non molto comodo

Tradizionale, specialità di pesce

La Vecchia Brenta

Prezzi da 10,33 a 30,33 €uro a persona

Prenotazione consigliata

Parcheggio non molto comodo

Cucina regionale

Acquapazza

Prezzi da 10 a 17 €uro

Prenotazione consigliata

Parcheggio a pochi passi

Cucina tradizionale

Bacco Tabacco & Venere

Prezzi da 15 a 20 €uro

Prenotazione consigliata

Parcheggio comodo

Cucina innovativa

Il Paiolo

Prezzi da 13 a 33 €uro

Prenotazione consigliata

Parcheggio comodo

Cucina regionale

Osteria Boccalatte

Prezzi da 15 a 30 €uro

Prentozione consigliata

Parcheggio comodo

Specialità di pesce

Tarallucci e Vino

Prezzi da 15 a 30 €uro

Prenotazione consigliata

Parcheggio non comodo

Cucina regionale campana


NB: Questi ristoranti sono catalogati come economici, poichè il loro prezzo di partenza è pari o inferiore a 15 €uro.

   I prezzi possono subire variazioni.

Prezzi medi

Afra

Prezzi da 20 a 50 €uro

Prenotazione consigliata

Cucina tradizionale

Anello

Prezzi da 20 a 55 €uro

Prenotazione consigliata

Cucina tradizionale

Borgo Genova

Prezzi da 20 a 50 €uro

Prenotazione consigliata

Cucina tradizionale

Capri

Prezzi da 20 a 50 €uro

Prenotazione consigliata

Cucina tradizionale

Cavalli e Stalloni"

Prezzi da 20 a 45 €uro

Prenotazione consigliata

Cucina tradizionale

Chocolate Café

Prezzi da 20 a 50 €uro

Prenotazione consigliata

Cucina tradizionale

De Riggi

Prezzi da 20 a 50 €uro

Prenotazione consigliata

Cucina tradizionale

Degli Elfi

Prezzi da 20 a 50 €uro

Prenotazione consigliata

Cucina tradizionale

Garibaldi

Prezzi da 25 a 50 €uro

Prenotazione consigliata

Regionale piemontese

Hoteria Capel Rosso

Prezzi da 23 a 43 €uro

Prenotazione consigliata

Tradizionale

Nuovo Mulino

Prezzi da 20 a 50 €uro

Prenotazione consigliata

Cucina tradizionale

Nuvola Bianca

Prezzi da 20 a 50 €uro

Prenotazione consigliata

Cucina tradizionale

Partenope

Prezzi da 20 a 50 €uro

Prenotazione consigliata

Cucina tradizionale

Pizza e Pasta

Prezzi da 20 a 50 €uro

Prenotazione consigliata

Cucina tradizionale

Shangai

Prezzi da 25 a 35 €uro

Prenotazione consigliata

Cucina etnica, Cina

NB: Questi ristoranti sono catalogati come mediamente economici, poichè il loro prezzo di partenza è fissato a circa 20 €uro a persona.

    I prezzi possono subire variazioni

Prezzi elevati

I ristoranti di seguito elencati offrono un'alta qualità di servizio e cucina.

L'Agape

Ristorante davvero unico, posto in una zona nascosta, e in un edificio che ne nasconde le qualità interne. Da provare.

Prezzi da 30/35 a 60/65 €uro Prenotazione consigliata Cucina tradizionale, specialità di pesce Parcheggio comodo Carte di credito accettate

La Locanda del Bue Rosso

Prezzi da 40 a 65 €uro Prenotazione consigliata Cucina tradizionale, specialità di carne Parcheggio comodo Carte di credito accettate

Risotteria Cinzia

Prezzi da 60 a 115 €uro Prenotazione consigliata Cucina innovativa piemontese, risotteria Parcheggio comodo, privato Carte di credito accettate


NB: Questi ristoranti sono catalogati come prezzo elevato, poichè il loro prezzo di partenza è pari o superiore a 35 €uro.

   I prezzi possono subire variazioni

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