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Vercelli: differenze tra le versioni

Da Wikitravel.
(Geografia)
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Sorge sulla riva destra del fiume Sesia, che attraversa la città nella sua parte più esterna. Vercelli ha un'estensione a macchia d'olio, che parte dal centro storico, di origine romana. Attorno alla città possiamo vedere immense distese agricole, adibite specialmente alla coltura del riso, che rende Vercelli il più grande mercato del riso europeo.
 
Sorge sulla riva destra del fiume Sesia, che attraversa la città nella sua parte più esterna. Vercelli ha un'estensione a macchia d'olio, che parte dal centro storico, di origine romana. Attorno alla città possiamo vedere immense distese agricole, adibite specialmente alla coltura del riso, che rende Vercelli il più grande mercato del riso europeo.
  
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'''''TRATTO DA WIKIPEDIA...''''' Situata lungo un importante asse viario dell’economia antica diretto al valico del San Bernardo, la città di Vercelli (''Vercellae'') si sviluppò come centro urbano da un preesistente abitato celto-ligure in seguito all’occupazione romana risalente ai primi decenni del II secolo a.C. La definitiva vittoria dei romani sugli altri popoli della zona si tenne nel lontano 101 a.C., quando l’esercito guidato dal Gaio Mario sconfisse in battaglia la potente tribù germanica dei Cimbri ai Campi Raudii. Nel 49 a.C. i vercellesi ottennero la piena cittadinanza romana e il centro, divenuto municipium, si arricchì di strade, monumenti, bagni pubblici, acquedotto, teatro e anfiteatro. Tra il I e il II secolo d.C. la fioritura del centro urbano proseguì senza sosta. Successivamente però, nei secoli III e IV l’importanza acquisita andò decadendo e le fortune legate a Vercelli declinarono in concomitanza con quelle dell’Impero Romano.
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Per quanto riguarda la religione, il Cristianesimo giunse in età costantiniana, e precisamente nel 313 d.C. Il primo vescovo, consacrato nel 345 da papa Giulio I che in seguito divenne anche patrono della città, fu Sant'Eusebio. Seguirono poi le varie invasioni barbariche degli Unni e dei Borgognoni di Gundobaldo.
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Del periodo tardo antico e alto medioevale si hanno poche e incerte notizie. Dal VI al VIII secolo la città rimase sotto il dominio longobardo e successivamente passò sotto la guida dei Franchi. Da ducato, Vercelli passò e contea e di fatto venne amministrata dai suoi vescovi. Dopo anni di incertezze, Vercelli si alleò con i milanesi e partecipò alle vicende della Lega Lombarda fino alla vittoriosa Battaglia di Legnano.
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Nel XIII secolo si affermò progressivamente il regime comunale che diede il via al periodo più prospero di tutta la storia della città che aveva ottenuto il controllo sul territorio compreso tra le Alpi, il Po, la Sesia e la Dora. Nel 1219, per volere del cardinale Guala Bicheri iniziarono i lavori per la realizzazione dell’Abbazia di Sant’Andrea e cinque anni dopo nacque l’ospedale attiguo. Nel contempo il comune promosse l’istituzione della prima università degli studi del Piemonte e il 10 luglio 1243, Vercelli fu la prima città in tutta la penisola ad abolire la servitù della gleba.
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A seguito delle lunghe lotte tra Guelfi e Ghibellini, capeggiati rispettivamente dagli Avogadro e dai Bicheri-Tizzoni, il comune passò al dominio straniero e nel 1335 Vercelli perse per sempre la sua autonomia politica. Sotto il dominio dei Visconti si registrò un periodo di relativa tranquillità finché nel 1427 la città andò sotto al ducato di Savoia e si immiserì rapidamente. Nonostante ciò Vercelli fu uno dei maggiori centri culturali del Piemonte rinascimentale. Nel 1704 si verificò l’ultimo assedio da parte dell’esercito del duca di Vendome durante la guerra di successione spagnola ma il trattato di Ultrecht del 1713 segnò il ritorno ai Savoia. Durante il periodo napoleonico Vercelli conquistò il titolo di capoluogo del Dipartimento della Sesia e fu unita allo stato francese. Dopo la restaurazione dello Stato Sabaudo, risalente al 1814, i vercellesi parteciparono ai moti liberali del 1821 e alle lotte risorgimentali. Poi fu la volta delle Guerre d’Indipendenza che portarono gravi danni alla città.
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Dando uno sguardo alla storia del secolo scorso, è doveroso ricordare i momenti della lotta partigiana e la situazione disastrosa dopo la Liberazione. Ma con la rinascita degli anni ’50 e le vicissitudini più recenti, Vercelli tornò alla tranquillità e l’agricoltura si trasformò grazie alla crescente meccanizzazione dei mezzi di lavorazione. Tutt’oggi, per la provincia delle terre d’acqua, la coltivazione di riso rappresenta una vera e propria ricchezza che caratterizza il paesaggio rurale e si pone come fattore trainante dell’economia della zona.
  
 
==Come arrivare==
 
==Come arrivare==

Versione delle 17:22, 15 lug 2008

Vercelli (Varsèj in Piemontese) è un comune piemontese, capoluogo dell'omonima provincia.

Indice

Da sapere

Geografia

AREA COMUNALE: 79,90 kmq.

ABITANTI: 45.000 ca. (stime ISTAT gennaio 2008)

DENSITA' ABITATIVA: 557 ab/kmq

FRAZIONI E LOCALITA': Cascine Strà, Montonero, Bivio Sesia, Boarone, Brarola, Campora, Canton Biliemme, Cappuccini, Carengo, Cascina Mostioli, Cominetti, Larizzate

Vercelli sorge sulla pianura Padana, praticamente a metà fra Torino e Milano, e ciò le da un ruolo abbastanza importante come snodo di comunicazione. Sorge sulla riva destra del fiume Sesia, che attraversa la città nella sua parte più esterna. Vercelli ha un'estensione a macchia d'olio, che parte dal centro storico, di origine romana. Attorno alla città possiamo vedere immense distese agricole, adibite specialmente alla coltura del riso, che rende Vercelli il più grande mercato del riso europeo.

Storia

TRATTO DA WIKIPEDIA... Situata lungo un importante asse viario dell’economia antica diretto al valico del San Bernardo, la città di Vercelli (Vercellae) si sviluppò come centro urbano da un preesistente abitato celto-ligure in seguito all’occupazione romana risalente ai primi decenni del II secolo a.C. La definitiva vittoria dei romani sugli altri popoli della zona si tenne nel lontano 101 a.C., quando l’esercito guidato dal Gaio Mario sconfisse in battaglia la potente tribù germanica dei Cimbri ai Campi Raudii. Nel 49 a.C. i vercellesi ottennero la piena cittadinanza romana e il centro, divenuto municipium, si arricchì di strade, monumenti, bagni pubblici, acquedotto, teatro e anfiteatro. Tra il I e il II secolo d.C. la fioritura del centro urbano proseguì senza sosta. Successivamente però, nei secoli III e IV l’importanza acquisita andò decadendo e le fortune legate a Vercelli declinarono in concomitanza con quelle dell’Impero Romano.

Per quanto riguarda la religione, il Cristianesimo giunse in età costantiniana, e precisamente nel 313 d.C. Il primo vescovo, consacrato nel 345 da papa Giulio I che in seguito divenne anche patrono della città, fu Sant'Eusebio. Seguirono poi le varie invasioni barbariche degli Unni e dei Borgognoni di Gundobaldo.

Del periodo tardo antico e alto medioevale si hanno poche e incerte notizie. Dal VI al VIII secolo la città rimase sotto il dominio longobardo e successivamente passò sotto la guida dei Franchi. Da ducato, Vercelli passò e contea e di fatto venne amministrata dai suoi vescovi. Dopo anni di incertezze, Vercelli si alleò con i milanesi e partecipò alle vicende della Lega Lombarda fino alla vittoriosa Battaglia di Legnano.

Nel XIII secolo si affermò progressivamente il regime comunale che diede il via al periodo più prospero di tutta la storia della città che aveva ottenuto il controllo sul territorio compreso tra le Alpi, il Po, la Sesia e la Dora. Nel 1219, per volere del cardinale Guala Bicheri iniziarono i lavori per la realizzazione dell’Abbazia di Sant’Andrea e cinque anni dopo nacque l’ospedale attiguo. Nel contempo il comune promosse l’istituzione della prima università degli studi del Piemonte e il 10 luglio 1243, Vercelli fu la prima città in tutta la penisola ad abolire la servitù della gleba.

A seguito delle lunghe lotte tra Guelfi e Ghibellini, capeggiati rispettivamente dagli Avogadro e dai Bicheri-Tizzoni, il comune passò al dominio straniero e nel 1335 Vercelli perse per sempre la sua autonomia politica. Sotto il dominio dei Visconti si registrò un periodo di relativa tranquillità finché nel 1427 la città andò sotto al ducato di Savoia e si immiserì rapidamente. Nonostante ciò Vercelli fu uno dei maggiori centri culturali del Piemonte rinascimentale. Nel 1704 si verificò l’ultimo assedio da parte dell’esercito del duca di Vendome durante la guerra di successione spagnola ma il trattato di Ultrecht del 1713 segnò il ritorno ai Savoia. Durante il periodo napoleonico Vercelli conquistò il titolo di capoluogo del Dipartimento della Sesia e fu unita allo stato francese. Dopo la restaurazione dello Stato Sabaudo, risalente al 1814, i vercellesi parteciparono ai moti liberali del 1821 e alle lotte risorgimentali. Poi fu la volta delle Guerre d’Indipendenza che portarono gravi danni alla città.

Dando uno sguardo alla storia del secolo scorso, è doveroso ricordare i momenti della lotta partigiana e la situazione disastrosa dopo la Liberazione. Ma con la rinascita degli anni ’50 e le vicissitudini più recenti, Vercelli tornò alla tranquillità e l’agricoltura si trasformò grazie alla crescente meccanizzazione dei mezzi di lavorazione. Tutt’oggi, per la provincia delle terre d’acqua, la coltivazione di riso rappresenta una vera e propria ricchezza che caratterizza il paesaggio rurale e si pone come fattore trainante dell’economia della zona.

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