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Trentino-Alto Adige

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Europa : Europa mediterranea : Italia : Trentino-Alto Adige
Malles Venosta -Burgusio - Abbazia di Monte Maria
Cartina
Trentino-Alto Adige-Posizione.png
Stemma
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In breve
Nazione Italia
Capoluogo Trento
Superficie 13.619 km²
Abitanti 962.464
Sito web Sito istituzionale


Il Trentino - Alto Adige [1] [2] (nome ufficiale: Regione Autonoma Trentino-Alto Adige - Autonome Region Trentino-Südtirol) è una delle cinque regioni autonome italiane. Per Trentino s'intende solitamente la provincia di Trento (anche capoluogo regionale), mentre l'Alto Adige (il Tirolo meridionale) è considerata la provincia di Bolzano.

Province[Modifica sezione]

Città[Modifica sezione]


Centri Termali[Modifica sezione]

Altre destinazioni[Modifica sezione]

Da sapere[Modifica sezione]

Geografia[Modifica sezione]

Clima[Modifica sezione]

I continui mutamenti del clima globale non sembrano aver risparmiato nemmeno la terra trentina che conosceva, come molte altre regioni montuose italiane ed europee, una regolarità stagionale. Attualmente si stanno assistendo negli ultimi anni a degli inverni poco rigidi e a delle estati sempre più torride. Non esiste invece una vera e propria stagionalità per le precipitazioni piovose in quanto i rilievi monutuosi creano spesso le condizioni per temporali e piovaschi solitamente di breve durata. In linea generale, la sagione autunnale e quella primaverile si configurano come le più piovose. La parte trentina del Lago di Garda è invece famosa in tutto il mondo per la regolarità e la stagionalità dei propri venti. Tale condizione ha portato questa zona nei primi posti al mondo per la pratica dello sport del windsurf.

Storia recente[Modifica sezione]

L’autonomia della Regione Trentino-Alto Adige trova il suo fondamento nell’accordo firmato il 5 settembre 1946 a Parigi dai Ministri degli Esteri di Italia e Austria, Alcide Degasperi e Karl Gruber. Il punto di arrivo della sua attuazione è il 12 giugno 1992, con il rilascio della cosiddetta quietanza liberatoria, con cui si concluse la controversia aperta nel 1960 dall’Austria contro l’Italia davanti alle Nazioni Unite, riguardante la mancata attuazione di tale accordo.

Quest’ultimo fu voluto dalle potenze vincitrici della seconda guerra mondiale, a tutela della minoranza di lingua tedesca, contestualmente alla decisione di non concedere la riunificazione del Sudtirolo all’Austria, come richiesto dai portavoce della popolazione sudtirolese. L’accordo divenne un allegato al trattato di pace degli Alleati con l’Italia.

Le ragioni di un’autonomia così estesa vanno ricercate sia nella spiccata tradizione autonomistica del territorio alpino in cui si trova la Regione Trentino Alto Adige, sia nell’intuizione dei due statisti di risolvere il problema della convivenza fra gruppi linguistici diversi attraverso il riconoscimento di particolari garanzie di tutela della lingua e della cultura, anziché, come avveniva contemporaneamente presso altri confini difficili, attraverso il trasferimento delle popolazioni.

L’ Alto Adige/Sudtirolo usciva allora da un lungo e tormentato periodo, in cui la politica fascista aveva tentato in vari modi di snazionalizzare la minoranza tedesca e la politica del Terzo Reich, in accordo col regime mussoliniano, aveva prospettato ed avviato una drastica e drammatica soluzione della questione attraverso le cosiddette "opzioni" del 1939 e il trasferimento delle popolazioni. Inoltre, nei venti mesi della "Zona di Operazioni delle Prealpi" (1943-1945), la sovranità italiana sulle provincie di Bolzano, Trento e Belluno era stata di fatto sospesa. Tutto ciò si collocava al culmine di un periodo di conflitti nazionalistici, all’interno di una regione plurilingue, che risalivano almeno alla fine dell’Ottocento.

L’articolo 1 dell’Accordo di Parigi, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale il 24 dicembre del 1947, afferma che: "Gli abitanti di lingua tedesca della Provincia di Bolzano e quelli dei vicini comuni bilingui della provincia di Trento godranno di completa eguaglianza di diritti rispetto agli abitanti di lingua italiana, nel quadro delle disposizioni speciali destinate a salvaguardare il carattere etnico e lo sviluppo culturale ed economico del gruppo di lingua tedesca". Nell’articolo 2 viene riconosciuto alle popolazioni del Trentino Alto Adige l’esercizio di un potere legislativo ed esecutivo autonomo.

Il 26 febbraio del 1948 fu approvato il primo Statuto d’autonomia, con legge costituzionale del Parlamento italiano. Lo schema era tripolare, con la Regione e le due Province di Bolzano e di Trento.

L’attuazione dell’autonomia incontrò, tuttavia, notevoli difficoltà. E ben presto, da parte dei rappresentanti politici della minoranza di lingua tedesca, si denunciò il mancato recepimento dei principi dell’accordo Degasperi-Gruber.

Contemporaneamente si manifestarono forti tensioni politiche e sociali che portarono ad una lunga serie di attentati dinamitardi. Nel 1960 il cancelliere austriaco Bruno Kreisky portò la questione sudtirolese all’attenzione dell’Assemblea Generale delle Nazioni Unite, che con due risoluzioni invitò le due parti alla trattativa allo scopo di trovare una soluzione a tutte le divergenze riguardo l’applicazione dell’accordo di Parigi.

Il Governo italiano istituì una Commissione di studio per i problemi dell’Alto Adige, che lavorò per molti anni all’elaborazione di norme da sottoporre al consenso anche di Vienna e dei rappresentanti politici della popolazione sudtirolese. Nel 1969 fu conclusa la trattativa e concordato il cosiddetto "Pacchetto di misure a favore delle popolazioni altoatesine".

Il "Pacchetto", approvato dal congresso della SVP, dal Parlamento italiano e da quello austriaco, rappresentò il fondamento politico della nuova autonomia.

Da qui nasce il Secondo Statuto, approvato dal Parlamento italiano il 10 novembre 1971. Esso assegna alle due Province di Trento e di Bolzano un vasto numero di competenze legislative detenute fino ad allora dalla Regione, a cui se ne aggiunsero altre trasferite dallo Stato. Nel corso dei successivi vent’anni, ad opera delle commissioni paritetiche "stato-autonomie", istituite per predisporre le norme di attuazione dello Statuto, l’autonomia venne di fatto notevolmente ampliata assumendo, anche nello spirito regionalista che cominciava man mano a prendere piede in tutto il territorio nazionale, il respiro e la dimensione di autonomia territoriale.

Fra le novità introdotte dal nuovo Statuto vi è la tutela, oltre che della minoranza di lingua tedesca, anche delle altre minoranze locali presenti sul territorio regionale, come i ladini di entrambe le province.

Elemento cardine del sistema autonomistico è il bilinguismo, mentre lo strumento per raggiungere un equilibrato assetto socio-economico è la "proporzionale". Un meccanismo che prevede il diritto dei gruppi linguistici ad essere rappresentati per quote nell’impiego pubblico e nell’accesso ad alcuni benefici di carattere sociale (ad esempio nell’assegnazione degli alloggi pubblici).

Attualmente è in corso una fase di dibattito e riflessione che riguarda l’adeguamento della Regione, nelle sue forme istituzionali, ai cambiamenti intervenuti negli ultimi vent’anni.

Curiosità[Modifica sezione]

I sistema tavolare di classificazione degli immobili[Modifica sezione]

In Italia coesistono attualmente due sistemi di pubblicità immobiliare: da una parte la trascrizione nelle vecchie province, improntata alla Legge Francese del 23 marzo 1855; dall’altra il sistema tavolare o Libro fondiario, in vigore nelle nuove province di Trento, Bolzano, Trieste, Gorizia ed in alcuni comuni delle province di Udine, Brescia, Belluno e Vicenza. Il sistema tavolare della pubblicità immobiliare è unico, ma importante, istituto derivato dalla legislazione austro-ungarica rimasto in vigore nelle province sopra accennate. E’ certo che già fin dalla prima metà del secolo XIV l’istituto mostrava quei principi giuridici che valgono ancor oggi a fondamento del moderno diritto tavolare. Sappiamo infatti che in quel tempo la Boemia possedeva una raccolta di consuetudini riguardanti i registri pubblici nei quali dovevano venire iscritti tutti gli atti di costituzione e di variazione dei diritti reali, e che non si accordava l’iscrizione se non in base alla prova della validità del titolo nonché della legittimità del diritto del dante causa (es. venditore, donante, ecc.). Di pari passo veniva introdotto il principio fondamentale secondo cui l’iscrizione non è una semplice prova bensì un requisito "sostanziale" per l’acquisto ed il trasferimento della proprietà e dei diritti reali su immobili. A poco a poco, il principio si estese alle regioni vicine, fino ad essere accolto dal codice civile universale austriaco nel 1811, che lo rendeva obbligatorio per tutte le province dell’Impero, disciplinando poi l’istituto con la Legge generale 25 luglio 1871 B.L.I n. 95, legge richiamata con modifiche nel nostro ordinamento giuridico dal R.D. 28 marzo 1929, n. 499. La Legge Tavolare è quindi un complesso di norme avente carattere di diritto speciale, vigente nei territori già soggetti all’Impero austro-ungarico ed annessi all’Italia dopo la I Guerra Mondiale, che prevale sulla Legge Civile comune, qualora con questa incompatibile. Il sistema tavolare è un sistema a base tipicamente reale, esso ha riguardo non alle "persone" dei proprietari o dei creditori, bensì sempre ed unicamente all’ "immobile" che forma oggetto dei diritti. E’ quindi semplice e sicura la consultazione facilitata dagli indici: delle particelle (registri reali), dei proprietari, dei creditori. Pertanto, per conoscere le vicende giuridiche di un immobile (chi ne è o ne è stato il proprietario, di quali ipoteche o servitù sia gravato, ecc.), sarà sufficiente conoscere il numero della relativa particella e quindi risalire attraverso il succitato Registro Reale alla partita tavolare che la contiene, venendo così immediatamente a conoscenza di tutte le iscrizioni che la riguardano. L’operazione risulta tanto semplice quanto sicura ed esonera l’utente da quelle complesse e poco affidabili ricerche condotte partendo dal nome del proprietario come avviene presso le Conservatorie dei registri immobiliari del sistema della trascrizione.

La coltivazione dell'ulivo[Modifica sezione]

A nord del Lago di Garda, ad una latitudine di circa 46° N, sulle colline di Ceole e di Deva nei comuni di Arco, Torbole e Riva del Garda, il clima particolarmente mite di tipo sub mediterraneo, consente la coltivazione dell`ulivo nella posizione geografica più a nord d`Europa. Oltre a tale latitudine, una sola località è riuscita a coltivare, ma solo a scopo decorativo, la pianta dell'ulivo: Merano (BZ). Nei Giardini di Castel Trauttmansdorff, il sole caldo e generoso favorisce la crescita di vegetali normalmente presenti a latitudini inferiori. Sul lato sud infatti cresce l’oliveto più settentrionale d’Europa.

I sanatori di Arco[Modifica sezione]

Lingue parlate[Modifica sezione]

La lingua più frequentemente usata è l'italiano. Nel nord del territorio è parlata una lingua simile al tedesco (l'inflessione dialettale ne fa la differenza) mentre nelle valli più laterali vi sono minoranze linguistiche quali quelle cimbre mochene e ladino

Come arrivare[Modifica sezione]

In aereo[Modifica sezione]

Il Trentino A/A possiede un piccolo scalo aereo a sud di Bolzano. L'Aereoporto di Bolzano è in continua crescita ma la difficoltà a costruire un'efficiente rete di radiofari e la presenza insuperabile dei rilievi montuosi non consente, a tutt'oggi, il decollo e l'atterraggio di velivoli di medio-grandi dimensioni. La struttura offre attualmente voli nazionali verso Roma e Milano e voli internazionali verso Austria e Germania attraverso velivoli di tipo ATR. Unica compagnia basata a Bolzano è quella dell'AirAlps! Esiste anche un altro scalo aereo a sud di Trento, in località Mattarello, che attualmente consente decollo ed atterraggio di velivoli privati di piccole dimensioni e non adibiti a trasporto di passeggeri. Seppur più agevole rispetto all'aeroporto di Bolzano, l'aeroporto Caproni di Trento non ha ancora messo in accordo Provincia ed abitanti per un suo sfruttamento di tipo commerciale ed anche la recente richiesta di allungamento della pista è stata respinta. Attualmente quindi, il modo più veloce per raggiungere in aereo il Trentino A/A è attraverso gli areoporti del Garda di Verona Villafranca e Brescia Montichiari, rispettivamente ad una 70ina di Km dal confine trentino.

In treno[Modifica sezione]

L'intera rete ferroviaria trentina conta una lunghezza complessiva delle linee di 361 Km. La linea ferroviaria del Brennero corre nella valle dell'Adige attraversando la regione nella sua parte centrale da sud verso nord. Il basso Trentino è servito principalmente dalla stazione di Rovereto, la parte centrale da quella di Trento, mentre la parte settentrionale da quelle di Bolzano, Bressanone, Vipiteno e del Brennero. In corrispondenza di Trento si dirama poi un'ulteriore linea ferroviaria: quella della Trento-Malé che attraversa la Piana Rotaliana, la Val di Non e la Val di Sole. Il 5 maggio del 2003 è diventato operativo il prolungamento della linea fino alla località di Mezzana – Marilleva. Tale linea è gestita dalla società locale di trasporti urbani ed extraurbani: la Trentino Trasporti S.p.A.. Gestite invece dalle Ferrovie Italiane sono le linee complementari Bolzano - Merano e Fortezza - Brunico - S. Candido. In ultima, la linea che da Trento percorre la Valsugana e che sta conoscendo un vero e proprio rilancio.

In automobile[Modifica sezione]

Da SUD, le vie d'accesso verso il Trentino A/A sono la SS 45BIS (Gardesana occidentale) che costeggia tutta la sponda occidentale del Lago di Garda attraversando la provincia di Brescia. Sull'altro lato vi è la SS 249 che trova inizio al confine tra le provincie di Trento e Verona. La SS 12 invece trova corso nella Val Lagarina iniziando a Verona per terminare a Trento. Da SUD-EST la SS 46 che da Schio (VI) percorre tutta la Vallarsa per terminare a Rovereto. Da EST la SS 350 che collega Asiago (VI) a Rovereto. La SS 349 DIR che da ARSIERO (VI) sale per la Valdastico fino ad arrivare a Trento. La SS 47 che da Bassano del Grappa (VI) percorre tutta la Valsugana per finire a Trento.

In navigazione[Modifica sezione]

L'unico modo per raggiungere il trentino tramite vie fluviali o d'acqua è quello di farlo attraverso la navigazione sul Lago di Garda. Il Trentino A/A possiede un porto lacustre abilitato al carico/scarico di mezzi pesanti e veicoli, quello di Riva del Garda. Le frequenti frane sulla statale gardesana 45bis, nel versante occidentale del lago, hanno spesso reso indispensabile l'uso di tale via d'accesso per coloro che provenivano da Brescia. A fronte di queste emergenze, anche Limone sul Garda (BS) s'è dotato di tale sistema portuale per poter garantire, e garantirsi, i collegamenti con la regione trentina. La società Navigarda possiede sei motonavi traghetto bidirezionali ed una motonave traghetto monodirezionale in funzione su tutto lo specchio lacustre gardesano.

Come spostarsi[Modifica sezione]

Il sistema della viabilità in Trentino A/A è di un discreto livello. Tutte le località sono collegate efficientemente tra loro ma la montuosità del territorio non consente, anche su tratti brevi, percorrenze in tempi ridotti. L'autostrada del Brennenero (A22) taglia longitudinalmente da est ad ovest l'intero territorio. Parallela a questa corre la linea ferroviaria e la principale strada provinciale che va da Rovereto, passando da Trento, a Bolzano. Molte strade, soprattutto quelle dirette a luoghi impervi e lontani dalla piana dell'Adige, soffrono il problema dei cedimenti franosi rimanendo così spesso sotto manutenzione. Stesso dicasi per i valichi alpini ed i passi fra le valli che, soprattutto d'inverno ed in occasione di abbondanti nevicate, rimangono impercorribili.

Dove alloggiare[Modifica sezione]

Da vedere[Modifica sezione]

Itinerari[Modifica sezione]

Attività ricreative[Modifica sezione]

Folclore e manifestazioni[Modifica sezione]

Carnevale di Termeno Vicino Bolzano, ogni anno in occasione del carnevale si tiene la tradizionale sfilata dell'Egetmann, un pupazzone di paglia che, dalla notte dei tempi, rappresenta la divinità della primavera e della fecondità. Alla parata partecipa una folla imponente che accompagna l'Egetmann sul suo carro, guidato dal cocchiere al cui fianco siede la sposa del pupazzo. Ad ogni fontana il corteo fa una sosta, ed un banditore legge l'annuncio di nozze dell'Egetmann, mentre le Schnappiveh, mostri alti due metri con pelose e cornute teste di coccodrillo, si agitano urlando. Ad ogni fontana una Schnappiveh muore accoltellata da un macellaio. All'interno del corteo compaiono inoltre diverse figure della tradizione trentina, come la strana figura della donna che porta sulla sua schiena una sacca da cui spuntano le gambe di un uomo.

I fuochi di San Martino Alla vigilia dell'11 novembre, i rappresentanti di tutti i rioni di Predazzo (Trento) corrono sulle montagne circostanti per accendere il fuoco più alto ed imponente. Quando le pareti delle montagne risplendono di luce, i partecipanti corrono in paese e con l'aiuto di corni, trombe e tamburi cercano di fare più chiasso possibile, per scacciare il maligno dal paese. A questo scopo si tiene anche una gara tra musicisti, in cui vince chi riesce a produrre col proprio strumento il suono più alto per un intero minuto. La notte di festa prosegue generalmente nelle osterie e si cerca, nel rispetto dell'antica tradizione, di tener fede alle proprie promesse e pagare i debiti. Festa della castagna A Roncegno, vicino Trento, gli abitanti del paese sono molto fieri delle proprie castagne, che si narra fossero richieste dalla famiglia Asburgo di Vienna, fin dai tempi dell'Impero austro-ungarico. In ricordo di tanto fasto e dell'importanza di questi frutti del bosco, ogni anno si organizza un festa in cui sfila la banda del paese ed i popolani si sfidano in antichi giochi dal sapore medievale.

Strozegada Alla vigilia della notte di Santa Lucia (13 dicembre) tutti i bambini di Levico Terme (Trento) si mettono a raccogliere le lattine vuote che trovano in giro. Queste vengono poi legate insieme e trascinate, mentre i bambini seguono un asinello che porta su di sé una figura della Santa, cercando di fare più chiasso possibile. La "strozegada", ossia il trascinare le lattine in giro, serve, secondo i bambini locali, ad attirare l'attenzione della Santa, che dovrà ricordarsi di portar loro i doni durante la notte.

Gran Carnevale Solandro Uno dei più grandi eventi della Val di Sole, si svolge a Terzolas, e solitamente ha durata un intera settimana. Si va dal concorso dei carri allegorici alle serate danzanti, alle serate a tema per un pubblico decisamente giovane. I carri svolgono due sfilate (solitamente la domenica e il martedì) portando l'allegria in tutto il percorso. Il centro è comunque sempre il teatro tenda allestito per l'occasione dove, oltre alla degustazione dei piatti tipici trentini, si può ballare fino a notte fonda con musica sia per giovani che meno giovani.

Bevande[Modifica sezione]

Sicurezza personale[Modifica sezione]

Uscire[Modifica sezione]

Links[Modifica sezione]





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