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Delhi: differenze tra le versioni

Da Wikitravel.
India : Delhi
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L'aera su cui oggi si estende Delhi fu abitata sin dal II millennio a.C., come dimostrano i reperti archeologici ritovati nella regione. La prima testimonianza scritta della città si ha nel Mahabharata, il poema epico indiano che narra la lotta tra due dinastie, i Pandava e i Kaurava, per il dominio sulla pianura del Gange, i cui eventi si ritengono essersi svolti attorno al IX secolo a.C.. In quest'opera Delhi, o Indraprastha, come veniva chiamata allora, compare come sede di governo dei Pandava: nulla rimane al giorno d'oggi di questo insediamento, a parte un parco vicino alle rive dello Yamuna che porta il nome in Indraprastha.
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Con il ritiro delle armate di Alessandro Magno e il conseguente vuoto di potere, la zona di Delhi, così come tutto il nord-ovest dell'India, fu conquistata dagli imperatori della Dinastia Maurya, come testimonia la colonna in ferro puro fatta costruire dall'Imperatore Ashoka, ancora oggi visibile all'interno del complesso archeologico del Qutub Minar, risalente al 300 a.C. circa. Con il crollo dell'Impero Maurya, Delhi fu occupata prima dalla dinastia Rajput dei Tomara, che fondarono la città di Lal Kot ("Fortezza Rossa"), i cui resti sono ancora visibili nella zona sud della città, e successivamente da un'altra dinastia Rajput, i Chauhan, che ribattezzarono la città Qila Rai Pithora.
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'''L'invasione afghana e il Sultanato di Delhi'''
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Nel 1192 Muhammad Shahab ud-Din Ghori, governatore della città di Ghazni, nell'odierno Afghanistan, sconfisse l'ultimo rappresentante della dinastia Chauhan di Delhi, Prithviraj III, durante una delle numerose scorribande compiute dal suo esercito nella regione. Alla sua morte nel 1206, Qutb-ud-din Aibak, un ex-schiavo divenuto comandante delle truppe di Muhammed di Ghazni, prese possesso di tutti i territori indiani del suo precedente signore e stabilì la capitale del suo nuovo Sultanato nei pressi dell'odierno Qutb Minar. La Dinastia degli Schiavi dominò Delhi fino al 1290, quando Jalal-ud-din Fruz Khilji assassinò l'ultimo rappresentante della Dinastia degli Schiavi e fondò un'altra dinastia.
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Il Sultanato di Delhi vide l'alternarsi di quattro diverse dinastie, (Khilji, Tughluq, Sayyid e Lodi), ma si trattò sempre di lotte interne al Paese, protetto a nord dalla Catena dell'Himalaya e ad Ovest dal fiume Indo, che nemmeno Gengis Khan e le sue orde attraversarono. Un primo, forte scossone dall'esterno al potere dei Sultani si ebbe nel 1398, quando un condottiero originario della Transoxiana, nell'Asia Centrale, noto come Timur-i-leng (Timur lo zoppo) ma destinato ad essere conosciuto in Occidente come Tamerlano, sconfisse l'allora Sovrano di Delhi e saccheggiò la città.
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Tamerlano, dopo aver depredato la città di tutti i suoi tesori e dei suoi famigerati artisti per abbellire la propria capitale, Samarcanda, ripartì lasciando dietro di sé solo terra bruciata: vogliono le cronache di allora che per due giorni per Delhi non si muovesse neanche una foglia. La città non avrebbe più avuto da temere da Tamerlano per il resto dei suoi giorni, ma più un secolo dopo, un altro rappresentate della dinastia Timuride sarebbe giunto a Delhi, questa volta per restare.
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'''L'Impero Moghul'''
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Come per tutti i discendenti di Tamerlano, il sogno di Babur (1483 - 1530) era di poter regnare su Samarcanda, la città fatta costruire dal suo illustre antenato nell'odierno Uzbekistan: sogno destinato a realizzarsi, ma solo per breve tempo. Cacciato dalla città dopo un breve regno, Babur mosse alla conquista di Kabul, da cui mosse alla conquista dell'Hindustan e di Delhi, che conquistò nel 1526. Occupata la capitale, Babur fu impegnato a recuperare i territori del Sultanato che la debole dinastia Lodi aveva perso contro i Rajput di Mewar e ad estendere i suoi domini verso oriente.
  
 
==Come arrivare==
 
==Come arrivare==

Versione delle 21:11, 13 lug 2008

Delhi: l'India Gate
Cartina
Cartina di Delhi


In breve
Nome Delhi
Nome
ufficiale
दिल्ली Hindi
Nazione India
Abitanti 20,800,000 (2006)
Altitudine 239 m s.l.m.
CAP 110 xxx
Prefisso +011
Sito web sito ufficiale
Distretti cittadini

Delhi è la capitale federale dell'India.

Indice

Distretti cittadini



Da sapere

Geografia

Storia

Periodo induista

L'aera su cui oggi si estende Delhi fu abitata sin dal II millennio a.C., come dimostrano i reperti archeologici ritovati nella regione. La prima testimonianza scritta della città si ha nel Mahabharata, il poema epico indiano che narra la lotta tra due dinastie, i Pandava e i Kaurava, per il dominio sulla pianura del Gange, i cui eventi si ritengono essersi svolti attorno al IX secolo a.C.. In quest'opera Delhi, o Indraprastha, come veniva chiamata allora, compare come sede di governo dei Pandava: nulla rimane al giorno d'oggi di questo insediamento, a parte un parco vicino alle rive dello Yamuna che porta il nome in Indraprastha.

Con il ritiro delle armate di Alessandro Magno e il conseguente vuoto di potere, la zona di Delhi, così come tutto il nord-ovest dell'India, fu conquistata dagli imperatori della Dinastia Maurya, come testimonia la colonna in ferro puro fatta costruire dall'Imperatore Ashoka, ancora oggi visibile all'interno del complesso archeologico del Qutub Minar, risalente al 300 a.C. circa. Con il crollo dell'Impero Maurya, Delhi fu occupata prima dalla dinastia Rajput dei Tomara, che fondarono la città di Lal Kot ("Fortezza Rossa"), i cui resti sono ancora visibili nella zona sud della città, e successivamente da un'altra dinastia Rajput, i Chauhan, che ribattezzarono la città Qila Rai Pithora.

L'invasione afghana e il Sultanato di Delhi

Nel 1192 Muhammad Shahab ud-Din Ghori, governatore della città di Ghazni, nell'odierno Afghanistan, sconfisse l'ultimo rappresentante della dinastia Chauhan di Delhi, Prithviraj III, durante una delle numerose scorribande compiute dal suo esercito nella regione. Alla sua morte nel 1206, Qutb-ud-din Aibak, un ex-schiavo divenuto comandante delle truppe di Muhammed di Ghazni, prese possesso di tutti i territori indiani del suo precedente signore e stabilì la capitale del suo nuovo Sultanato nei pressi dell'odierno Qutb Minar. La Dinastia degli Schiavi dominò Delhi fino al 1290, quando Jalal-ud-din Fruz Khilji assassinò l'ultimo rappresentante della Dinastia degli Schiavi e fondò un'altra dinastia.

Il Sultanato di Delhi vide l'alternarsi di quattro diverse dinastie, (Khilji, Tughluq, Sayyid e Lodi), ma si trattò sempre di lotte interne al Paese, protetto a nord dalla Catena dell'Himalaya e ad Ovest dal fiume Indo, che nemmeno Gengis Khan e le sue orde attraversarono. Un primo, forte scossone dall'esterno al potere dei Sultani si ebbe nel 1398, quando un condottiero originario della Transoxiana, nell'Asia Centrale, noto come Timur-i-leng (Timur lo zoppo) ma destinato ad essere conosciuto in Occidente come Tamerlano, sconfisse l'allora Sovrano di Delhi e saccheggiò la città.

Tamerlano, dopo aver depredato la città di tutti i suoi tesori e dei suoi famigerati artisti per abbellire la propria capitale, Samarcanda, ripartì lasciando dietro di sé solo terra bruciata: vogliono le cronache di allora che per due giorni per Delhi non si muovesse neanche una foglia. La città non avrebbe più avuto da temere da Tamerlano per il resto dei suoi giorni, ma più un secolo dopo, un altro rappresentate della dinastia Timuride sarebbe giunto a Delhi, questa volta per restare.

L'Impero Moghul

Come per tutti i discendenti di Tamerlano, il sogno di Babur (1483 - 1530) era di poter regnare su Samarcanda, la città fatta costruire dal suo illustre antenato nell'odierno Uzbekistan: sogno destinato a realizzarsi, ma solo per breve tempo. Cacciato dalla città dopo un breve regno, Babur mosse alla conquista di Kabul, da cui mosse alla conquista dell'Hindustan e di Delhi, che conquistò nel 1526. Occupata la capitale, Babur fu impegnato a recuperare i territori del Sultanato che la debole dinastia Lodi aveva perso contro i Rajput di Mewar e ad estendere i suoi domini verso oriente.

Come arrivare

In aereo

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In auto

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Come spostarsi

Delhi: le linee della metro


Da vedere

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Dove alloggiare

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Prezzi elevati

Comunicazioni

Poste

Telefoni

Il modo migliore per telefonare, a Delhi come in tutta l'India, è acquistare una scheda SIM locale, preferibilmente di operatori che garantiscano la copertura su tutto il territorio dell'Unione, come Airtel o Vodafone; bisogna infatti considerare che in India, tra Stato e Stato, viene abilitato il roaming e che non tutti i gestori dispongono delle licenze per tutti gli Stati. La rete ha un ottima copertura, almeno nei centri abitati, la compatibilità con i cellulari italiani è totale e le tariffe sono estremamente competitive: basti pensare che una telefonata da cellulare indiano a cellulare italiano può costare circa 10-15 rupie al minuto.

Un consiglio: qualora dobbiate chiamare un numero di cellulare indiano dalla vostra SIM indiana, mettete sempre il +91 davanti al numero, di modo da evitare problemi con il roaming.

In moltissimi negozi, anche non di telefonia, e negli alberghi è inoltre possibile avvalersi dei telefoni PCO (Public Call Office), l'equivalente indiano delle nostre cabine telefoniche. Verifcate sempre le sigle, indicanti il tipo di chiamate che è possibile effettuare: - STD (Subscribers Trunk Dialing) per le chiamate in India, - ISD (''International Subscriber Dialing) per le chiamate internazionali.

Postazioni Internet e Wi-Fi spots

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