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Delhi: differenze tra le versioni

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L'aera su cui oggi si estende Delhi fu abitata sin dal II millennio a.C., come dimostrano i reperti archeologici ritovati nella regione. La prima testimonianza scritta della città si ha nel Mahabharata, il poema epico indiano che narra la lotta tra due dinastie, i Pandava e i Kaurava, per il dominio sulla pianura del Gange, i cui eventi si ritengono essersi svolti attorno al IX secolo a.C.. In quest'opera Delhi, o Indraprastha, come veniva chiamata allora, compare come sede di governo dei Pandava: nulla rimane al giorno d'oggi di questo insediamento, a parte un parco vicino alle rive dello Yamuna che porta il nome in Indraprastha.
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Con il ritiro delle armate di Alessandro Magno e il conseguente vuoto di potere, la zona di Delhi, così come tutto il nord-ovest dell'India, fu conquistata dagli imperatori della Dinastia Maurya, come testimonia la colonna in ferro puro fatta costruire dall'Imperatore Ashoka, ancora oggi visibile all'interno del complesso archeologico del Qutub Minar, risalente al 300 a.C. circa. Con il crollo dell'Impero Maurya, Delhi fu occupata prima dalla dinastia Rajput dei Tomara, che fondarono la città di Lal Kot ("Fortezza Rossa"), i cui resti sono ancora visibili nella zona sud della città, e successivamente da un'altra dinastia Rajput, i Chauhan, che ribattezzarono la città Qila Rai Pithora.
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==== L'invasione afghana e il Sultanato di Delhi ====
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Nel 1192 Muhammad Shahab ud-Din Ghori, governatore della città di Ghazni, nell'odierno Afghanistan, sconfisse l'ultimo rappresentante della dinastia Chauhan di Delhi, Prithviraj III, durante una delle numerose scorribande compiute dal suo esercito nella regione. Alla sua morte nel 1206, Qutb-ud-din Aibak, un ex-schiavo divenuto comandante delle truppe di Muhammed di Ghazni, prese possesso di tutti i territori indiani del suo precedente signore e stabilì la capitale del suo nuovo Sultanato nei pressi dell'odierno Qutb Minar. La Dinastia degli Schiavi, come venne chiamata in seguito, dominò Delhi fino al 1290, quando Jalal-ud-din Fruz Khilji assassinò l'ultimo rappresentante della Dinastia degli Schiavi e fondò un'altra dinastia.
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Il Sultanato di Delhi vide l'alternarsi di quattro diverse dinastie, (Khilji, Tughluq, Sayyid e Lodi), ma si trattò sempre di lotte interne al Paese, protetto a nord dalla Catena dell'Himalaya e ad Ovest dal fiume Indo, che nemmeno Gengis Khan e le sue orde attraversarono. Un primo, forte scossone dall'esterno al potere dei Sultani si ebbe nel 1398, quando un condottiero originario della Transoxiana, nell'Asia Centrale, noto come Timur-i-leng (Timur lo zoppo) ma destinato ad essere conosciuto in Occidente come Tamerlano, sconfisse l'allora Sovrano di Delhi e saccheggiò la città.
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Tamerlano, dopo aver depredato la città di tutti i suoi tesori e dei suoi famosi artisti per abbellire la propria capitale, Samarcanda, ripartì lasciando dietro di sé solo terra bruciata: vogliono le cronache di allora che per due giorni per Delhi non si muovesse neanche una foglia. La città non avrebbe più avuto da temere da Tamerlano per il resto dei suoi giorni, ma più un secolo dopo, un altro rappresentate della dinastia Timuride sarebbe giunto a Delhi, questa volta per restare.
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==== L'Impero Moghul ====
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Come per tutti i discendenti di Tamerlano, il sogno di '''Babur''' (1483 - 1530) era di poter regnare su Samarcanda, la città fatta costruire dal suo illustre antenato nell'odierno Uzbekistan: sogno destinato a realizzarsi, ma solo per breve tempo. Cacciato dalla città dopo un breve regno, Babur mosse alla conquista di Kabul, e da lì verso l'Hindustan e Delhi, che sottomise nel 1526. Occupata la capitale, Babur fu impegnato a recuperare i territori del Sultanato che la debole dinastia Lodi aveva perso contro i Rajput di Mewar e ad estendere i suoi domini verso oriente, impresa coronata dal successo. Le sue ultime volontà furono di essere seppellito nell'amata Kabul, che non aveva mai smesso di considerare la sua città.
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Il nuovo impero fondato da Babur sembrò destinato a durare ben poco, a causa della scarsa attitudine al comando del figlio '''Humayun''' (1508 - 1556), salito al trono nel 1530, il quale dovette subire l'invasione del sultano afghano Sher Shah Suri, che strappò Delhi ai Moghul e ne fece la capitale del suo nuovo regno, costringendo Humayun ad una continua ritirata verso occidente, in direzione prima di Lahore e poi di Kabul e Kandahar. Solo con l'aiuto dello Shah di Persia ed approfittando della morte di Sher Shah e del figlio Islam Shah, nel 1555 Humayun fu in grado di riassumere il controllo dell'Hindustan, sebbene solo per un anno: nel 1556, egli morì per uno strano incidente, inciampando nella sua tunica mentre si stava inginocchiando per la preghiera, nella tromba delle scale della sua libreria, e morendo per le ferite riportate.
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Ad Humayun successe, appena tredicenne, il figlio '''Akbar''' (1542 - 1605), destinato ad essere ricordato come il più grande tra gli imperatori Moghul. A differenza dei suoi predecessori, Akbar fu decisamente di più larghe vedute e migliorò costantemente i suoi rapporti con gli induisti, arrivando a sposare perfino una figlia del sovrano Rajput di Amber (l'odierna [[Jaipur]]). Con il regno di Akbar coincise però un periodo di perdita di potere per Delhi, che fu sostituita prima da [[Agra]] e poi dalla nuova città di [[Fatehpur Sikri]] come capitale dell'Impero. Sotto la guida del figlio '''Jehangir''' (1569 - 1627), a cui si dovettero da un lato una forte espansione del territorio dell'Impero, dall'altra lo svuotamento delle casse reali per finanziare le operazioni belliche, la capitale rimase ad Agra e Delhi perse la sua importanza.
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Fu solo con Khurram, meglio noto con il suo titolo di '''Shah Jahan''' (1592 - 1666), che Delhi recuperò la sua importanza, grazie al desiderio del nuovo imperatore di ristabilire la capitale nell'area, dando inizio ai lavori di Shahjahanabad, città corrispondente all'attuale Old Delhi. A Shah Jahan, che per l'amata moglie Mumtaz Mahal fece erigere ad Agra il famoso Taj Mahal, si devono i più importanti monumenti ancora visibili nell'area di Old Delhi, ossia il Red Fort e la Jama Masjid.
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Shah Jahan fu deposto ed imprigionato nel Forte di Agra dal figlio '''Aurangzeb''' (1618 - 1707), l'ultimo dei grandi imperatori Moghul, la cui volontà di sottomettere il Sultanato del Deccan, risoltasi in una vittoria di Pirro, portò le finanze dello Stato alla bancarotta. Alla sua morte, l'impero precipitò nel caos, con diversi imperatori minori, il cui potere fu sovente più nominale che reale, che non riuscirono ad impedire il saccheggio di Delhi prima dal sovrano di Persia Nader Shah, il cui bottino consistette tra l'altro nel famoso Trono del Pavone e nel diamante Koh-i-noor, e poi dal Sultano afghano Ahmad Shah Durrani.
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==== Dalla dominazione inglese all'Indipendenza ====
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Nel 1806, le truppe inglesi guidate dal generale Lake sconfissero l'esercito della Confederazione Maratha, che aveva assunto il controllo della città, ed annetterono Delhi ai territori del Raj, la cui capitale rimase a Calcutta fino al 1911, anno in cui venne annunciato che la città sarebbe tornata ad essere il centro del potere in India. L'architetto inglese '''Edwin Lutyens''' fu incaricato dalla Corona britannica di progettare una nuova città, simbolo del potere coloniale, che venne chiamata, senza particolare fantasia, New Delhi: i lavori ebbero inizio nello stesso anno e vennero ultimati nel 1931, quando ormai un uomo, da solo, era riuscito a risvegliare le coscienze di un'intera nazione ed a cominciare una delle rivoluzioni più straordinarie della storia.
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Nel 1945, le autorità inglesi accolsero l'appello ''Quit India!'', lanciato da '''Mohandas Kamarchand Gandhi''', il ''Mahatma'' (grande anima) ed il 15 agosto 1947 '''Jawaharlal Nehru''' poté pronunciare dai bastioni del Red Fort il suo primo discorso da Primo Ministro dell'India indipendente. La Partizione tra India e Pakistan portò a Delhi, nel frattempo dichiarata distretto federale della nuova Unione indiana, diverse migliaia di profughi Hindu e Sikh provenienti dalle regioni del Punjab passate sotto il Governo pakistano, che si insediarono nell'odierna area di Punjabi Bagh.
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A Delhi, Gandhi trovò la morte per mano di un fanatico induista e il suo corpo venne cremato sulle rive dello Yamuna, nella zona oggigiorno chiamata Raj Ghat. Non lontano dal Raj Ghat, vennero cremati anche due successori di Nehru saliti al potere come Primi Ministri dell'India: la figlia '''Indira''' e il nipote '''Rajiv'''.
  
 
==Come arrivare==
 
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===In aereo===
 
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==Da vedere==
 
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===Old Delhi (Shahjahanabad)===
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Il primo impatto con Old Delhi, soprattutto per chi è appena arrivato in India, può essere tanto affscinante quanto traumatico:
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====Red Fort====
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antica residenza degli imperatori moghul, sorta intorno alla metà del 1600. è costituito dall'insieme di diversi edifici circondati da una cinta muraria e prende il nome dal colore delle pietre usate per la sua realizzazione
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====Jama Masjid====
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====Digambara Jain Temple====
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====Gurdwara Sis Ganj====
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Proseguendo lungo Chandni Chowk, a pochi passi dal Digambara Jain Temple, sorge il bianco Gurudwara (tempio Sikh) Sis Ganj, uno dei luoghi più importanti di pellegrinaggio degli aderenti al Sikhismo: fu qua, difatti, che, nel 1675, il nono ''guru'' Tegh Bahadur fu fatto decapitare dall'imperatore Aurangzeb. All'esterno di questo tempio, che si distingue rispetto agli altri edifici di Chadni Chowk per la tipica architettura Punjabi, sovente si possono incontrare gli appartenenti alle correnti più tradizionaliste dei Sikh, armati fino ai denti con spade, asce e lance e stretti nei loro coloratissimi abiti. Sul lato che si affaccia su Chandni Chowk, seguendo le indicazioni, si può arrivare all'ufficio accoglienza del tempio, dove alcuni volontari saranno più che felici di spiegarvi nel dettaglio la storia del Gurudwara.
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====Delhi Town Hall====
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====Fatehpuri Masjid====
  
 
==Attività ricreative==
 
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===Prezzi medi===
 
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* '''Caravan Homestay''' - <sleep name=" " alt="" phone="+91-9971843131 " email="caravanhomestay@gmail.com"> Web: http://delhicaravan.com E 'un po' Delhi famiglia che ospita una famiglia amica indiana benvenuto al loro piccolo pad. Una casa-famiglia curato con camere a prezzi accessibili e pulite con ottima compagnia. Lei non solo avere una stanza, si ottiene un esperienza. Una famiglia che è culturalmente radicata con la città negli ultimi sei decenni, noi lo conosciamo meglio la maggior parte delle persone là fuori e vogliamo condividere con voi. Vi diamo il benvenuto per godere della nostra ospitalità Delhi vera e la città meravigliosa e sarete sicuramente addicted.  <sleep name=" " alt="" address= "Address: 1/13 Single Storey, Tilak Nagar, New Delhi, India." phone="+91 9213455982" email="delhicaravan@gmail.com"> [http://www.delhicaravan.com]</sleep>
  
 
===Prezzi elevati===
 
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===Telefoni===
 
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Il modo migliore per telefonare, a Delhi come in tutta l'India, è acquistare una scheda SIM locale, preferibilmente di operatori che garantiscano la copertura su tutto il territorio dell'Unione, come Airtel o Vodafone; bisogna infatti considerare che in India, tra Stato e Stato, viene abilitato il ''roaming'' e che non tutti i gestori dispongono delle licenze per tutti gli Stati. La rete ha un ottima copertura, almeno nei centri abitati, la compatibilità con i cellulari italiani è totale e le tariffe sono estremamente competitive: basti pensare che una telefonata da cellulare indiano a cellulare italiano può costare circa 10-15 rupie al minuto.
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Un consiglio: qualora dobbiate chiamare un numero di cellulare indiano dalla vostra SIM indiana, mettete sempre il +91 davanti al numero, di modo da evitare problemi con il ''roaming''.
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In moltissimi negozi, anche non di telefonia, e negli alberghi è inoltre possibile avvalersi dei telefoni PCO (''Public Call Office''), l'equivalente indiano delle nostre cabine telefoniche. Verifcate sempre le sigle, indicanti il tipo di chiamate che è possibile effettuare:
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- STD (''Subscribers Trunk Dialing'') per le chiamate in India,
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- ISD (''''International Subscriber Dialing'') per le chiamate internazionali.
  
 
===Postazioni Internet e Wi-Fi spots===
 
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Versione delle 17:45, 14 feb 2012

Delhi: l'India Gate
Cartina
Cartina di Delhi


In breve
Nome Delhi
Nome
ufficiale
दिल्ली Hindi
Nazione India
Abitanti 20,800,000 (2006)
Altitudine 239 m s.l.m.
CAP 110 xxx
Prefisso +011
Sito web sito ufficiale
Distretti cittadini

Delhi è la capitale federale dell'India.

Indice

Distretti cittadini



Da sapere

Geografia

Storia

Periodo induista

L'aera su cui oggi si estende Delhi fu abitata sin dal II millennio a.C., come dimostrano i reperti archeologici ritovati nella regione. La prima testimonianza scritta della città si ha nel Mahabharata, il poema epico indiano che narra la lotta tra due dinastie, i Pandava e i Kaurava, per il dominio sulla pianura del Gange, i cui eventi si ritengono essersi svolti attorno al IX secolo a.C.. In quest'opera Delhi, o Indraprastha, come veniva chiamata allora, compare come sede di governo dei Pandava: nulla rimane al giorno d'oggi di questo insediamento, a parte un parco vicino alle rive dello Yamuna che porta il nome in Indraprastha.

Con il ritiro delle armate di Alessandro Magno e il conseguente vuoto di potere, la zona di Delhi, così come tutto il nord-ovest dell'India, fu conquistata dagli imperatori della Dinastia Maurya, come testimonia la colonna in ferro puro fatta costruire dall'Imperatore Ashoka, ancora oggi visibile all'interno del complesso archeologico del Qutub Minar, risalente al 300 a.C. circa. Con il crollo dell'Impero Maurya, Delhi fu occupata prima dalla dinastia Rajput dei Tomara, che fondarono la città di Lal Kot ("Fortezza Rossa"), i cui resti sono ancora visibili nella zona sud della città, e successivamente da un'altra dinastia Rajput, i Chauhan, che ribattezzarono la città Qila Rai Pithora.

L'invasione afghana e il Sultanato di Delhi

Nel 1192 Muhammad Shahab ud-Din Ghori, governatore della città di Ghazni, nell'odierno Afghanistan, sconfisse l'ultimo rappresentante della dinastia Chauhan di Delhi, Prithviraj III, durante una delle numerose scorribande compiute dal suo esercito nella regione. Alla sua morte nel 1206, Qutb-ud-din Aibak, un ex-schiavo divenuto comandante delle truppe di Muhammed di Ghazni, prese possesso di tutti i territori indiani del suo precedente signore e stabilì la capitale del suo nuovo Sultanato nei pressi dell'odierno Qutb Minar. La Dinastia degli Schiavi, come venne chiamata in seguito, dominò Delhi fino al 1290, quando Jalal-ud-din Fruz Khilji assassinò l'ultimo rappresentante della Dinastia degli Schiavi e fondò un'altra dinastia.

Il Sultanato di Delhi vide l'alternarsi di quattro diverse dinastie, (Khilji, Tughluq, Sayyid e Lodi), ma si trattò sempre di lotte interne al Paese, protetto a nord dalla Catena dell'Himalaya e ad Ovest dal fiume Indo, che nemmeno Gengis Khan e le sue orde attraversarono. Un primo, forte scossone dall'esterno al potere dei Sultani si ebbe nel 1398, quando un condottiero originario della Transoxiana, nell'Asia Centrale, noto come Timur-i-leng (Timur lo zoppo) ma destinato ad essere conosciuto in Occidente come Tamerlano, sconfisse l'allora Sovrano di Delhi e saccheggiò la città.

Tamerlano, dopo aver depredato la città di tutti i suoi tesori e dei suoi famosi artisti per abbellire la propria capitale, Samarcanda, ripartì lasciando dietro di sé solo terra bruciata: vogliono le cronache di allora che per due giorni per Delhi non si muovesse neanche una foglia. La città non avrebbe più avuto da temere da Tamerlano per il resto dei suoi giorni, ma più un secolo dopo, un altro rappresentate della dinastia Timuride sarebbe giunto a Delhi, questa volta per restare.

L'Impero Moghul

Come per tutti i discendenti di Tamerlano, il sogno di Babur (1483 - 1530) era di poter regnare su Samarcanda, la città fatta costruire dal suo illustre antenato nell'odierno Uzbekistan: sogno destinato a realizzarsi, ma solo per breve tempo. Cacciato dalla città dopo un breve regno, Babur mosse alla conquista di Kabul, e da lì verso l'Hindustan e Delhi, che sottomise nel 1526. Occupata la capitale, Babur fu impegnato a recuperare i territori del Sultanato che la debole dinastia Lodi aveva perso contro i Rajput di Mewar e ad estendere i suoi domini verso oriente, impresa coronata dal successo. Le sue ultime volontà furono di essere seppellito nell'amata Kabul, che non aveva mai smesso di considerare la sua città.

Il nuovo impero fondato da Babur sembrò destinato a durare ben poco, a causa della scarsa attitudine al comando del figlio Humayun (1508 - 1556), salito al trono nel 1530, il quale dovette subire l'invasione del sultano afghano Sher Shah Suri, che strappò Delhi ai Moghul e ne fece la capitale del suo nuovo regno, costringendo Humayun ad una continua ritirata verso occidente, in direzione prima di Lahore e poi di Kabul e Kandahar. Solo con l'aiuto dello Shah di Persia ed approfittando della morte di Sher Shah e del figlio Islam Shah, nel 1555 Humayun fu in grado di riassumere il controllo dell'Hindustan, sebbene solo per un anno: nel 1556, egli morì per uno strano incidente, inciampando nella sua tunica mentre si stava inginocchiando per la preghiera, nella tromba delle scale della sua libreria, e morendo per le ferite riportate.

Ad Humayun successe, appena tredicenne, il figlio Akbar (1542 - 1605), destinato ad essere ricordato come il più grande tra gli imperatori Moghul. A differenza dei suoi predecessori, Akbar fu decisamente di più larghe vedute e migliorò costantemente i suoi rapporti con gli induisti, arrivando a sposare perfino una figlia del sovrano Rajput di Amber (l'odierna Jaipur). Con il regno di Akbar coincise però un periodo di perdita di potere per Delhi, che fu sostituita prima da Agra e poi dalla nuova città di Fatehpur Sikri come capitale dell'Impero. Sotto la guida del figlio Jehangir (1569 - 1627), a cui si dovettero da un lato una forte espansione del territorio dell'Impero, dall'altra lo svuotamento delle casse reali per finanziare le operazioni belliche, la capitale rimase ad Agra e Delhi perse la sua importanza.

Fu solo con Khurram, meglio noto con il suo titolo di Shah Jahan (1592 - 1666), che Delhi recuperò la sua importanza, grazie al desiderio del nuovo imperatore di ristabilire la capitale nell'area, dando inizio ai lavori di Shahjahanabad, città corrispondente all'attuale Old Delhi. A Shah Jahan, che per l'amata moglie Mumtaz Mahal fece erigere ad Agra il famoso Taj Mahal, si devono i più importanti monumenti ancora visibili nell'area di Old Delhi, ossia il Red Fort e la Jama Masjid.

Shah Jahan fu deposto ed imprigionato nel Forte di Agra dal figlio Aurangzeb (1618 - 1707), l'ultimo dei grandi imperatori Moghul, la cui volontà di sottomettere il Sultanato del Deccan, risoltasi in una vittoria di Pirro, portò le finanze dello Stato alla bancarotta. Alla sua morte, l'impero precipitò nel caos, con diversi imperatori minori, il cui potere fu sovente più nominale che reale, che non riuscirono ad impedire il saccheggio di Delhi prima dal sovrano di Persia Nader Shah, il cui bottino consistette tra l'altro nel famoso Trono del Pavone e nel diamante Koh-i-noor, e poi dal Sultano afghano Ahmad Shah Durrani.

Dalla dominazione inglese all'Indipendenza

Nel 1806, le truppe inglesi guidate dal generale Lake sconfissero l'esercito della Confederazione Maratha, che aveva assunto il controllo della città, ed annetterono Delhi ai territori del Raj, la cui capitale rimase a Calcutta fino al 1911, anno in cui venne annunciato che la città sarebbe tornata ad essere il centro del potere in India. L'architetto inglese Edwin Lutyens fu incaricato dalla Corona britannica di progettare una nuova città, simbolo del potere coloniale, che venne chiamata, senza particolare fantasia, New Delhi: i lavori ebbero inizio nello stesso anno e vennero ultimati nel 1931, quando ormai un uomo, da solo, era riuscito a risvegliare le coscienze di un'intera nazione ed a cominciare una delle rivoluzioni più straordinarie della storia.

Nel 1945, le autorità inglesi accolsero l'appello Quit India!, lanciato da Mohandas Kamarchand Gandhi, il Mahatma (grande anima) ed il 15 agosto 1947 Jawaharlal Nehru poté pronunciare dai bastioni del Red Fort il suo primo discorso da Primo Ministro dell'India indipendente. La Partizione tra India e Pakistan portò a Delhi, nel frattempo dichiarata distretto federale della nuova Unione indiana, diverse migliaia di profughi Hindu e Sikh provenienti dalle regioni del Punjab passate sotto il Governo pakistano, che si insediarono nell'odierna area di Punjabi Bagh.

A Delhi, Gandhi trovò la morte per mano di un fanatico induista e il suo corpo venne cremato sulle rive dello Yamuna, nella zona oggigiorno chiamata Raj Ghat. Non lontano dal Raj Ghat, vennero cremati anche due successori di Nehru saliti al potere come Primi Ministri dell'India: la figlia Indira e il nipote Rajiv.

Come arrivare

In aereo

[1] JetAirways : Voli giornalieri e diretti da Milano.

In treno

In auto

In autobus

In nave

Come spostarsi

Delhi: le linee della metro


Da vedere

Old Delhi (Shahjahanabad)

Il primo impatto con Old Delhi, soprattutto per chi è appena arrivato in India, può essere tanto affscinante quanto traumatico:

Red Fort

antica residenza degli imperatori moghul, sorta intorno alla metà del 1600. è costituito dall'insieme di diversi edifici circondati da una cinta muraria e prende il nome dal colore delle pietre usate per la sua realizzazione

Jama Masjid

Digambara Jain Temple

Gurdwara Sis Ganj

Proseguendo lungo Chandni Chowk, a pochi passi dal Digambara Jain Temple, sorge il bianco Gurudwara (tempio Sikh) Sis Ganj, uno dei luoghi più importanti di pellegrinaggio degli aderenti al Sikhismo: fu qua, difatti, che, nel 1675, il nono guru Tegh Bahadur fu fatto decapitare dall'imperatore Aurangzeb. All'esterno di questo tempio, che si distingue rispetto agli altri edifici di Chadni Chowk per la tipica architettura Punjabi, sovente si possono incontrare gli appartenenti alle correnti più tradizionaliste dei Sikh, armati fino ai denti con spade, asce e lance e stretti nei loro coloratissimi abiti. Sul lato che si affaccia su Chandni Chowk, seguendo le indicazioni, si può arrivare all'ufficio accoglienza del tempio, dove alcuni volontari saranno più che felici di spiegarvi nel dettaglio la storia del Gurudwara.

Delhi Town Hall

Fatehpuri Masjid

Attività ricreative

Folclore e manifestazioni

Opportunità di studio

Opportunità di lavoro

Acquisti

Dove mangiare

Economici

Prezzi medi

Prezzi elevati

Bere

Vita notturna

Dove alloggiare

Economici

Prezzi medi

  • Caravan Homestay - +91-9971843131 (). Web: http://delhicaravan.com E 'un po' Delhi famiglia che ospita una famiglia amica indiana benvenuto al loro piccolo pad. Una casa-famiglia curato con camere a prezzi accessibili e pulite con ottima compagnia. Lei non solo avere una stanza, si ottiene un esperienza. Una famiglia che è culturalmente radicata con la città negli ultimi sei decenni, noi lo conosciamo meglio la maggior parte delle persone là fuori e vogliamo condividere con voi. Vi diamo il benvenuto per godere della nostra ospitalità Delhi vera e la città meravigliosa e sarete sicuramente addicted. Address: 1/13 Single Storey, Tilak Nagar, New Delhi, India., +91 9213455982 (). [2]

Prezzi elevati

Comunicazioni

Poste

Telefoni

Il modo migliore per telefonare, a Delhi come in tutta l'India, è acquistare una scheda SIM locale, preferibilmente di operatori che garantiscano la copertura su tutto il territorio dell'Unione, come Airtel o Vodafone; bisogna infatti considerare che in India, tra Stato e Stato, viene abilitato il roaming e che non tutti i gestori dispongono delle licenze per tutti gli Stati. La rete ha un ottima copertura, almeno nei centri abitati, la compatibilità con i cellulari italiani è totale e le tariffe sono estremamente competitive: basti pensare che una telefonata da cellulare indiano a cellulare italiano può costare circa 10-15 rupie al minuto.

Un consiglio: qualora dobbiate chiamare un numero di cellulare indiano dalla vostra SIM indiana, mettete sempre il +91 davanti al numero, di modo da evitare problemi con il roaming.

In moltissimi negozi, anche non di telefonia, e negli alberghi è inoltre possibile avvalersi dei telefoni PCO (Public Call Office), l'equivalente indiano delle nostre cabine telefoniche. Verifcate sempre le sigle, indicanti il tipo di chiamate che è possibile effettuare: - STD (Subscribers Trunk Dialing) per le chiamate in India, - ISD (''International Subscriber Dialing) per le chiamate internazionali.

Postazioni Internet e Wi-Fi spots

Sicurezza personale

Uscire

Escursioni

Itinerari



Questo articolo è un outline ed ha bisogno di maggiori contenuti. Ha un template, ma non è abbastanza. Per favore, buttati e aiutalo!


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