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Val Gardena

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Val Gardena è il nome di una valle delle Dolomiti nella parte occidentale della provincia di Bolzano.

Regioni[Modifica sezione]

Ortisei 1236 m, S. Cristina 1428 m e Selva Gardena 1563 m si distende tra i 1200 e i 1700 metri di altitudine. Prati e piste da sci superano i 2500 m e la vetta più alta raggiunge i 3181 m.

Selva Val Gardena Altitudine: 1.563 m Area: 5.327 ha Abitanti: 2.582 Popolazione: lad. 87,84% dt. 5,97% ital. 6,18% Posti letto: ca. 8.000 Pernottamenti: ca.1.000.000 all'anno

Ortisei Altitudine: 1.236 m Area: 2.423 ha Abitanti: 5.635 Popolazione: lad. 82,32% ted. 12,13% ital. 5,55% Posti letto: 5.700 Pernottamenti all'anno: ca. 740.000

S. Cristina Altitudine: 1.428 m Area: 3.183 ha Abitanti: 1.904 Popolazione: lad. 91,20% ted. 5,68% ital. 3,12% Posti letti: 2.837 Pernottamenti: ca. 320.000 all'anno

Città[Modifica sezione]

Ortisei 1236 m, S. Cristina 1428 m e Selva Gardena 1563 m si distende tra i 1200 e i 1700 metri di altitudine. Prati e piste da sci superano i 2500 m e la vetta più alta raggiunge i 3181 m.

Selva Val Gardena Altitudine: 1.563 m Area: 5.327 ha Abitanti: 2.582 Popolazione: lad. 87,84% dt. 5,97% ital. 6,18% Posti letto: ca. 8.000 Pernottamenti: ca.1.000.000 all'anno

Ortisei Altitudine: 1.236 m Area: 2.423 ha Abitanti: 5.635 Popolazione: lad. 82,32% ted. 12,13% ital. 5,55% Posti letto: 5.700 Pernottamenti all'anno: ca. 740.000

S. Cristina Altitudine: 1.428 m Area: 3.183 ha Abitanti: 1.904 Popolazione: lad. 91,20% ted. 5,68% ital. 3,12% Posti letti: 2.837 Pernottamenti: ca. 320.000 all'anno

Altre destinazioni[Modifica sezione]

Come raggiungere la Val Gardena:

In macchina: Il sistema viario della Val Gardena è direttamente collegato con l’autostrada del Brennero (A22). Da Sud si passa per Verona – Trento – Bolzano e si arriva a Chiusa; e da Nord si percorre il tragitto Innsbruck – Brennero – Chiusa. Qui è indicata l’uscita "Chiusa – Val Gardena". Seguendo la segnaletica stradale, in una ventina di minuti si raggiunge Ortisei, più avanti trovate S. Cristina e poi Selva Gardena. La fine della valle e i passi dolomitici distano solo pochi minuti d’auto. In Val Gardena si può soggiornare tranquillamente anche senza utilizzare l’auto. Infatti, non solo funziona un ottimo servizio di trasporto pubblico, ma da ogni località partono vari mezzi di risalita che portano direttamente in quota. Molti ospiti rinunciano all’auto per raggiungere la Val Gardena in treno, in aereo o in autobus.

In treno: La Val Gardena è collegata con il resto dell’Italia e anche con il Nord Europa da ottimi treni InterCity ed EuroCity. Tutti fermano a Bolzano o a Bressanone. Da Bolzano e da Bressanone, durante la giornata, partono diversi autobus per la Val Gardena. Alcuni alberghi provvedono direttamente al trasferimento dalla e per la stazione.


Consiglio: Utilizzando i treni a lunga percorrenza (EC, IC, ES) consigliamo di scendere alla stazione di Bolzano e da Bolzano utilizzare un treno regionale fino a Ponte Gardena. Con i treni regionali provenienti da Bologna/Verona si arriva a Ponte Gardena senza cambio treno. Dalla stazione ferroviaria di Ponte Gardena, durante giorni feriali, c'è in coincidenza con i treni regionali ogni 30 minuti una corsa autobus per la Val Gardena. Sia sui treni regionali che sulle linee autobus sono valide le carte valori del sistema integrato di trasporto. Le carte valori di taglio 5,00, 10,00 o 25,00 Euro possono essere acquistati presso le stazioni ferroviarie o negli autobus.

Per ulteriori informazioni su orari e collegamenti consigliamo di consultare le seguenti pagine:

Trenitalia www.trenitalia.com
Orari bus di linea verso la Val Gardena  www.sii.bz.it

Ulteriori informazioni: www.valgardena.it

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La Val Gardena raggiungibile via "low cost"! Chi atterra a Bergamo, Verona o Innsbruck potrà prenotare un trasferimento low cost per la Val Gardena. www.flytovalgardena.com

In aereo: Gli aeroporti più vicini sono Bolzano, Innsbruck, Verona, Monaco, Bergamo e Milano.

Da sapere[Modifica sezione]

Geografia[Modifica sezione]

Clima[Modifica sezione]

Storia[Modifica sezione]

Un crocevia di cultura nel cuore d'Europa In Val Gardena sono ancora ben visibili tracce di una storia antica di due millenni, di quando era parte di un territorio soprannominato Ladinia. Il "ladino" è una lingua retoromana che ancora oggi si parla correntemente nelle quattro valli ladine delle Dolomiti. Deriva da una mescolanza tra il latino dei primi conquistatori romani e il celtico (retico), lingua parlata dai primi abitanti del territorio. Una simile circostanza fa della Val Gardena il luogo d'incontro emblematico di varie culture europee. La conservazione degli usi, dei costumi, del patrimonio culturale e ancor più della lingua ladina, costituisce un baluardo di questo popolo. "Bën unì" = "Benvenuti": basta ascoltare questa lingua arcana o assistere ad una giornata di festa, con i gardenesi vestiti nei loro costumi tradizionali, per riscoprire, come d'incanto, tutto lo splendore del passato.

La Val Gardena è anche un importante centro culturale per i progetti che qui vengono realizzati. Da alcuni anni è infatti diventata uno dei maggiori punti di riferimento per la musica internazionale, grazie al Music FestiVal Gardena, una rassegna di concerti di musica classica che si svolge nei mesi di luglio e agosto, a cui aderiscono orchestre tra le più prestigiose al mondo. Nello stesso periodo giovani musicisti provengono da ogni dove per partecipare ai corsi di perfezionamento (International Masterclasses) che qui si svolgono.

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Una meta facile da raggiungere La Val Gardena si trova in Alto Adige, nel cuore delle Dolomiti.

Distanze: Bolzano 40 km Verona 190 km Milano 300 km Roma 700 km Venezia 250 km

Carina: http://www.valgardena.it/it/come-arrivare/page341.html

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La natura ha favorito la Val Gardena collocandovi dei giganteschi monumenti geologici. Ma non è solo l’amante della natura ad avere ottimi motivi per venire da noi, anche se quello che colpirà maggiormente la Vostra fantasia sarà sicuramente qualche opera collocata (quasi dimenticata) in mezzo alla natura, così il crocifisso di Sëurasas o la chiesetta di S. Giacomo.

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Sapevate che...

Sapevate che in Val Gardena il 90% della popolazione parla il Ladino? Questa lingua antica con radici retoromane è nata più di 2.000 anni fa.


Sapevate che l’attività professionale più importante, accanto al turismo, è la scultura in legno? Ci sono oltre 1.000 persone che sono occupati in questo settore.


Sapevate che Luis Trenker, famoso alpinista, regista ed attore è nato in Val Gardena? La sua tomba si trova ad Ortisei, e migliaia di ospiti ogni anno vanno a trovarlo al cimitero.


Sapevate che Giorgio Moroder, compositore di tantissime colonne sonore famose è nato e cresciuto in Val Gardena? Il vincitore di 3 Oscar, che ora risiede a Beverly Hills, visita ancora regolarmente il suo paese natale Ortisei.



Sapevate che i prati e le malghe della Val Gardena vengono ancora coltivati e che esistono numerose imprese agricole?


Sapevate che il Sassolungo è l’emblema della Val Gardena? L’imponente montagna è stata scalata la prima volta dall’alpinista austriaco Paul Grohmann l’anno 1868.



Sapevate che in Val Gardena si sono svolti i Mondiali di sci alpino? La manifestazione è stata ospitata dai tre paesi Ortisei, S. Cristina e Selva Gardena l’anno 1970. Sulla pista dove è stata fatta la discesa libera, ancora oggi ogni anno a dicembre si svolge una gara di FIS-Coppa del Mondo.

Sapevate che in Val Gardena d’estate sono in funzione ben 12 impianti? Una carta di mobilità per tutta la settimana consente l’utilizzo di tutti gli impianti di risalita e degli autobus che collegano Ortisei con Passo Sella e Passo Gardena.

Lingue parlate[Modifica sezione]

Quando i gardenesi sono tra di loro parlano prevalentemente il ladino. Questa lingua antica risale al periodo della presenza dei romani nella zona alpina e mostra delle evidenti analogie con il castigliano, con il provenzale e con il catalano. La lingua italiana per esempio è nata solo qualche secolo più tardi.

Oggi la lingua ladina, un tempo la più diffusa nelle regioni alpine, è ancora presente nelle seguenti zone: Val Gardena, Val Badia, Val di Fassa, Livinallongo e Ampezzo (in ogni valle con le proprie particolarità), inoltre nel Friuli e nel Cantone dei Grigioni in Svizzera (anche qui con le proprie peculiarità a seconda della valle). Nel 1985 si festeggiò in tutte le zone ladine un importante avvenimento: 2000 anni di cultura ladina.

Nell’anno 15 a.C. il condottiere romano Druso conquistò la nostra regione alpina e dalla fusione dell’antica cultura celtica (reta) con quella dei romani nacque la lingua ladina, la quale potrebbe aver messo radice intorno al primo secolo d.C. Numerosi nomi di masi, di zone e di luoghi dimostrano ancora oggi nell’Alto Adige trilingue la notevole diffusione del ladino fino al 16° o 17° secolo: Ciardes, Tarces e Pra Maggiore (Prämajur) in Val Venosta e Tschöfas, Tanürz e Albions adiacenti alla Val Gardena sono degli esempi tangibili.

Con le migrazioni delle popolazioni germaniche si impose il tedesco, isolando la lingua ladina nelle valli laterali, difficilmente raggiungibili. Oggigiorno il ladino è materia obbligatoria nelle scuole ladine; esistono inoltre diverse pubblicazioni in lingua ladina (libri e giornali), trasmissioni radiofoniche giornaliere e trasmissioni televisive.

Come arrivare[Modifica sezione]

Come raggiungere la Val Gardena:

In macchina: Il sistema viario della Val Gardena è direttamente collegato con l’autostrada del Brennero (A22). Da Sud si passa per Verona – Trento – Bolzano e si arriva a Chiusa; e da Nord si percorre il tragitto Innsbruck – Brennero – Chiusa. Qui è indicata l’uscita "Chiusa – Val Gardena". Seguendo la segnaletica stradale, in una ventina di minuti si raggiunge Ortisei, più avanti trovate S. Cristina e poi Selva Gardena. La fine della valle e i passi dolomitici distano solo pochi minuti d’auto. In Val Gardena si può soggiornare tranquillamente anche senza utilizzare l’auto. Infatti, non solo funziona un ottimo servizio di trasporto pubblico, ma da ogni località partono vari mezzi di risalita che portano direttamente in quota. Molti ospiti rinunciano all’auto per raggiungere la Val Gardena in treno, in aereo o in autobus.

In treno: La Val Gardena è collegata con il resto dell’Italia e anche con il Nord Europa da ottimi treni InterCity ed EuroCity. Tutti fermano a Bolzano o a Bressanone. Da Bolzano e da Bressanone, durante la giornata, partono diversi autobus per la Val Gardena. Alcuni alberghi provvedono direttamente al trasferimento dalla e per la stazione.

Consiglio: Utilizzando i treni a lunga percorrenza (EC, IC, ES) consigliamo di scendere alla stazione di Bolzano e da Bolzano utilizzare un treno regionale fino a Ponte Gardena. Con i treni regionali provenienti da Bologna/Verona si arriva a Ponte Gardena senza cambio treno. Dalla stazione ferroviaria di Ponte Gardena, durante giorni feriali, c'è in coincidenza con i treni regionali ogni 30 minuti una corsa autobus per la Val Gardena. Sia sui treni regionali che sulle linee autobus sono valide le carte valori del sistema integrato di trasporto. Le carte valori di taglio 5,00, 10,00 o 25,00 Euro possono essere acquistati presso le stazioni ferroviarie o negli autobus.

Per ulteriori informazioni su orari e collegamenti consigliamo di consultare le seguenti pagine:

Trenitalia www.trenitalia.com Orari bus di linea verso la Val Gardena www.sii.bz.it Ulteriori informazioni: www.valgardena.it

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La Val Gardena raggiungibile via "low cost"! Chi atterra a Bergamo, Verona o Innsbruck potrà prenotare un trasferimento low cost per la Val Gardena. www.flytovalgardena.com

In aereo: Gli aeroporti più vicini sono Bolzano, Innsbruck, Verona, Monaco, Bergamo e Milano.

Come spostarsi[Modifica sezione]

Da vedere[Modifica sezione]

Chiese e cappelle In Val Gardena si possono visitare numerose chiese e cappelle come la chiesa di S. Giacomo o la chiesa di Selva Gardena.

Castelli:

Anche nella storia gardenese diversi castelli hanno avuto un ruolo molto importante. Il Castel Gardena, tra Selva Gardena e S. Cristina, è un castello di caccia e residenza estiva in stile rinascimentale che nella sua monumentalità nasconde un'attitudine alle armi di matrice medievale. Il nome "Fischburg" deriva dai numerosi laghetti artificiali in cui il barone praticava un allevamento di trote. Attualmente il castello appartiene alla famiglia del Barone Andrea Franchetti che lo abita in estate assieme alla sua famiglia. Non è consentito visitare l’interno del castello.

Il Castello di Wolkenstein è arroccato, come una maestosa aquila, sulla parete dello Stevia. Un breve sentiero molto ripido conduce poco sopra il Centro Addestramento Carabinieri in Vallunga (Selva) fino ai ruderi del castello. Il castello era stato costruito all’inizio del 13° secolo, ma già crollato nell’anno 1525 e mai più ricostruito. Dal 14° secolo appartiene ai Conti von Wolkenstein. Oswald von Wolkenstein , nato fra il 1376 ed il 1387 in Alto Adige e morto nell’anno 1445 a Merano, fu fra i trovatori e compositori più importanti del Medioevo. Era un uomo di mondo, grande viaggiatore e sempre in cerca di avventura. Già a 10 anni andò via da casa per girare il mondo come scudiero di un cavaliere. Probabilmente per un incidente da ragazzo Oswald von Wolkenstein aveva perso l’occhio destro. Diverse volte durante I mesi estivi aveva soggiornato nel Castello sopra la Vallunga.

Le leggende delle Dolomiti di K. F. Wolff hanno portato gli archeologi sulle tracce del Castello medievale di Stetteneck. Nell’estate del 2000 sono state riportate alla luce sul colle Pincan (Val d’Anna) ad Ortisei, ai piedi del Balest, diversi tratti di muratura di un castello trecentesco. Il castello è nominato una sola volta in un documento del 1324 e della sua storia si sa ben poco. Adelheid, figlia del cavalier Gebhard di Stetteneck, probabilmente era l’ultima padrona del castello. Ulteriori scavi e diversi studi portano alla luce nuove informazioni, che dovrebbero aiutare a ricostruire la storia del castello. Tra i ritrovamenti più importanti va accennata una porta romana.


Monumenti:

Diversi monumenti possono essere visitati in Val Gardena. Il monumento "Purger" vicino alla Piazza della Chiesa è stato fatto in onore di Johann Baptist Purger (1805-1872). Il Sindaco Purger ha contribuito notevolmente alla costruzione della strada da Ponte Gardena ad Ortisei, aperta al traffico nel 1856.

Il monumento “Luis Trenker” sull’omonima passeggiata (vicino alla locomotiva) ricorda forse il valligiano più famoso, il multitalento “Bera Luis”, attore regista ed architetto, che attraverso i suoi film ha fatto conoscere a tutto il mondo la bellezza e la particolarità della sua patria nelle Dolomiti.

Ai piedi della parete di roccia “Parëi de Ciampac” (Vallunga) si trova un monumento scolpito nel legno in memoria del grande alpinista Emilio Comici, caduto proprio da quella parete nel 1940. Emilio Comici, che ha fatto oltre 200 prime nelle Dolomiti, fra cui il ”Salame” nel gruppo del Sassolungo, fu podestà del Comune di Selva Gardena fra il 1938 ed il 1940, dove aveva trovato lavoro come direttore della scuola di sci.


Itinerari[Modifica sezione]

Chiesa di S. Giacomo, 1565m Da S. Cristina alla chiesa più antica della valle

Punto di partenza: S. Cristina, 1428m (frazione Plesdinaz, 1600 m) Tempo di percorrenza: ore 2-2.30 Caratteristiche: fino ai masi Praulëta strada asfaltata piuttosto ripida (dislivello m 212), facile il tratto successivo del percorso Posto di ristoro: gli alberghi del paesino di S. Giacomo Segnaletica: rosso bianca, in seguito n. 4 Carta: Kompass n. 59

Cominciamo l’escursione presso l’Hotel Dosses sulla strada del fondovalle, saliamo quindi per la via Cisles, che corre parallela all’omonimo torrente, e più sopra proseguiamo per la via Plesdinaz che si dirama a sinistra, in direzione nord-ovest. Raggiunta la sommità di questa strada (Casa l’Ciabot, 30 min.) troviamo una biforcazione ben segnalata. Mantenendoci sulla destra, proseguiamo su fondo asfalto e dopo pochi minuti giungiamo alle case di Praulëta che sorgono su un bel terrazzo prativo. Dal tabernacolo sotto la prima casa (tabella segnavia) un viottolo in piano fiancheggiato da larici si snoda a mezza costa verso ovest ed entra quindi nel bosco rado, sopra il gruppo di masi di Ulëta arrampicati su un erto pendio, per sboccare poi in una carrareccia con segn. Nr. 4 (S. Giacomo- Alpe Mastlè). Seguiamo questa strada verso ovest per 10-15 min. e dopo l’alta croce a due bracci e il crocifisso con tettucci imbocchiamo a destra una stradina in piano non numerata che passa accanto all’antichissimo maso Peza (un tempo tributario dei vescovi di Frisinga) giungendo dopo poco alla chiesetta di S. Giacomo. Il sentiero per Ortisei parte dalla chiesa e si dirige verso ovest, dapprima in piano, poi in discesa, passando accanto a un edificio in rovina e si snoda quindi lungo la cresta boscosa arrivando in centro lungo la passeggiata Col de Flam. Percorso per ritorno: a) da Ortisei a S. Cristina con l’autobus; b) si torna a S. Cristina per il sentiero Ulëta.

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Giro dell’Alpe di Cisles, 2263 m Escursione nel parco naturale- un giardino Fra le rocce


Punto di partenza: S. Cristina, stazione a monte della cabinovia Col Raiser, 2102 m (parcheggio a pagamento presso la stazione a valle) Quota massima: Plan Ciautier 2300 m, ai piedi del Sass Rigais Tempo di marcia: ore 3.15 Caratteristiche: facile escursione priva di pericoli in una zona di alpeggi, su sentieri carrarecce alle pendici delle Odle e del Seceda. Adatta anche per bambini e anziani. La flora di questi pascoli alpini è di proverbiale bellezza. Posto di ristoro: Rif. Firenze in Cisles, Rif. Col Raiser, Rif. Fermeda Carta: KOMPASS n. 59

Dalla stazione a monte un idillico sentierino (segnavia n. 4) conduce in 20 min. al Rifugio Firenze in Cisles, 2037 m, che appare a nord-ovest dopo pochi minuti. Da lì, lasciando sulla destra l`edificio con la meridiana, si sale lungo il sentiero con segnavia n. 13 (tabella Sass Rigais/Rif. Genova ) passando accanto all`abbeveratoio. Percorrendo in salita lo splendido paesaggio alle pendici delle Odle, raggiungiamo l`erboso terrazzo del Plan Ciautier, 2263 m, proprio alla base del Sass Rigais, 45 min. (punto di svolta orientale). Questo verde terrazzo segnato da frane di disgregazione, è un punto per le escursioni, come si vede dalle numerose tabelle qui colorate: sentieri per la scalata al Sass Rigais, Furchetta, Forcella dall`Ega, Rif. Puez ecc. Dalla tabella segnavia 2B (stazione a monte della funivia dell Seceda) lungo le ondulazioni del terreno segnato da qualche innocuo spuntone di roccia ai piedi della torre del Sas da Mesdì, proseguendo verso ovest fino al bivio sotto la torre della Grande Fermeda (tabella segnavia). Lì si abbandona il sentiero 2B prendendo a sinistra quello per il Col Raiser. Questo conduce ora verso la Piera longia, caratteristico spuntone di roccia staccatosi dalle Odle e precipitato qui alla fine dell´era glaciale, che svetta isolata formando un forte strapiombo. Giunti alle sue pendici ci imbattiamo in un sentiero d`alpeggio che scende tagliando a mezza costa splendidi declivi fioriti. Più in basso, dopo poco giungiamo ad un importante crocevia di sentieri con tabelle segnavia. Qui c´è la possibilità di terminare il giro prima del previsto: a) lungo il sentiero con segnavia n.1, oltrepassando il dorso dell’Alpe a sud –est fino al Rif. Firenze, non visibile da qui, 30 min.; b) lungo il sentiero 2B in discesa fino alla cabinovia del Col Raiser, già visibile, 25 min. Desiderato invece prolungare il giro, dal crocevia si prosegue in direzione nord-ovest sul sentiero con segnavia n. 1 fino al posto di ristoro Malga Troier, 2271 m; 15 min. Procedendo in salita si arriva ad un ameno specchio d’acqua (Lech da Iman), da cui si può trarre un bel motivo fotografico. Dalla Malga Troier percorriamo una carrareccia di servizio in direzione sud-ovest che, attraverso una conca prativa, dopo alcuni minuti ci conduce in discesa alla Baita Daniel. Per raggiungere il Rif. Fermeda, la nostra prossima meta, scendiamo per 10 min. lungo la carrareccia. Il rifugio si scorge solo tardi, poiché sorge in una conca a destra del sentiero. Da lì so torna alla cabinovia del Col Raiser su un bel sentiero quasi in piano (45 min.).

Attività ricreative[Modifica sezione]

Dove alloggiare[Modifica sezione]

Folclore e manifestazioni[Modifica sezione]

Usi e costumi

Le vallate ladine dolomitiche sono ricche di tradizioni fin dai tempi più antichi. Avvenimenti nell'ambito familiare, celebrazioni e feste nel corso dell'anno erano accompagnati da usanze dal contenuto profondo e simbolico. Oggigiorno molti di questi usi sono andati persi oppure hanno perso il significato più profondo e originale. Perciò si rende necessario un lavoro di ricerca in vecchi volumi per riscoprire usi e costumi di tempi andati, come p.es. il libro "Das Grödner Thal" di Franz Moroder-Lenert. Anche lo scorrere delle stagioni dava vari accenti alle vecchie tradizioni gardenesi. Si nota che il periodo più adatto per la nascita di nuovi usi e costumi era quello invernale, ove i lavori nei campi subivano una pausa e le persone avevano più tempo a disposizione. Caratteristici per la Val Gardena sono senza dubbio i costumi tipici gardenesi. La ricchezza e l'originalità di questi costumi è dovuta al fatto che gli antenati ebbero la possibilità, girando per il mondo, di conoscere cose nuove e di acquistare sete, nastri, stoffe, pizzi e gioielli. Il costume gardenese è ancora oggi uno dei costumi più ricchi e interessanti di tutto l'arco alpino e viene portato in occasione di processioni, grandi feste religiose e cortei folcloristici.

In vendita il libro: "Usanzes de Gherdëina".

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Val Gardena in costume - 01.08.2010

Caratteristici per la Val Gardena sono anche i costumi tipici gardenesi. Quest'anno il corteo folcloristico con festa avrà luogo a Selva Gardena.

Programma su: http://www.valgardena.it/?pagid=43&artid=479&lang=ita

Cibi[Modifica sezione]

Ricette specialità della Val Gardena

Fra gli elementi più caratteristici dei nostri luoghi possiamo porre, assieme alla nostra lingua, alle usanze ed ai costumi tradizionali, anche la nostra cucina. Essa è destinata purtroppo a lasciare sempre più spazio o addirittura ad essere sostituita dalla peculiarità di altre culture e di altre popolazioni.

L'alimentazione dei nostri nonni era molto semplice, sia per i pochi alimenti che avevano a disposizione, sia per la maniera di prepararli.


Crafuncins (Mezzelune agli spinaci) Jufa (Mus) Tëurta de furmenton (Torta di grano saraceno) Panicia (Minestra d'orzo) Bales de furmenton (Canederli di grano saraceno) Grosti da patac (Grosti di patate)

Ricette: http://www.valgardena.it/it/ricette-della-val-gardena/page561.html

Bevande[Modifica sezione]

Sicurezza personale[Modifica sezione]

Uscire[Modifica sezione]




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