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Piazza Armerina

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Sicilia : Enna : Piazza Armerina

Piazza Armerina è un comune nella provincia di Enna.

Da sapere[Modifica sezione]

Geografia[Modifica sezione]

Storia[Modifica sezione]

Come arrivare[Modifica sezione]

Come spostarsi[Modifica sezione]

Da vedere[Modifica sezione]

Il castello e la piazza

Castello Aragonese Rude castello la cui attuale costruzione risale alla fine del XIV sec. poiché, in quel tempo, re Martino ordinò la trasformazione in munita roccaforte di un antico «cenobio» dei conventuali francescani ai quali fu dato in cambio un preesistente castello normanno, non ritenuto più adatto alla difesa e del quale più nulla sopravvive. Tra le mura del nuovo edificio rimase in funzione la chiesa dei padri francescani ove si celebra ancor oggi la messa per i detenuti. Nel 1396 re Martino assegnò il castello a Giovanni Suriano, priore di S. Andrea. In seguito sotto re Alfonso, (1416 circa), ne fu castellano Alfonso de Cardines i cui eredi ritenendosi «investiti in feudo della proprietà del castello» lo presidiarono con le loro milizie e parte di esso adibirono a prigione. Sul 1812 infine, con l'abolizione delle «castellanie», il vecchio maniero passato al demanio fu completamente trasformato in carcere.

  • Chiesa dei Teatini In posizione contigua rispetto al largo San Giovanni, su cui prospetta la trecentesca chiesa di San Giovanni, pregevolmente affrescata nel XVIII secolo dal pittore fiammingo Guglielmo Borremans, si trova la chiesa di San Lorenzo al Patrisanto, volgarmente nota come chiesa dei Teatini. Nella stessa piazza Martiri d’Ungheria (l’antico piano Padre Santo, rinominato successivamente Largo Mercato Settimanale) si trova la Torre del Padre Santo, appartenente alle mura medievali della città. Nelle immediate vicinanze è possibile visitare la seicentesca chiesa di S. Stefano e la Commenda dei Cavalieri di Malta, la cui costruzione risale al XII secolo. Accanto si trova il Teatro Garibaldi, la cui costruzione è databile intorno alla seconda metà dell'Ottocento (la facciata principale invece è posteriore,risale infatti agli inizi del Novecento). Poco oltre, dopo aver superato il monumento dedicato al Gen. Antonino Cascino, eroe della Prima Guerra mondiale, si incontra la cinquecentesca chiesa di San Pietro, dal bel soffitto ligneo a cassettoni del ‘700.
  • Commenda dei Cavalieri di MaltaSi prova un senso di grande stupore quando, percorrendo la via Roma, poco prima di giungere in piazza Garibaldi si intravede la maestosa cupola della Cattedrale dell'Assunta, dove è custodito un vessillo che secondo la leggenda venne consegnato da papa Alessandro II al Conte Ruggero, che svetta sopra i tetti delle case, sopra il frontone di Palazzo di Città (XVIII secolo), il Palazzo Capodarso (XVIII secolo), la Chiesa di Fundrò (XVII secolo), l’ex Convento dei Benedettini (XVII secolo), quasi a voler sottolineare la sua supremazia architettonica, rispetto agli altri monumenti della città, che, benché egregi, non possono certo competere con questo colosso che sovrasta e domina l’intero panorama urbano. Tutti questi edifici, di notevole sobrietà ed eleganza, oltre ad essere apprezzati singolarmente, vanno considerati come un unico complesso architettonico, in cui ogni singola costruzione è armonicamente integrata nella struttura complessiva della stupenda Piazza Garibaldi, cuore pulsante della città, da cui si dipartono in ogni direzione strade dal sapore antico, dove ogni pietra ha qualcosa da dire al visitatore che, con sguardo attento, sappia apprezzarne la essenziale intrinseca bellezza.
  • Cattedrale di Piazza Armerina Risalendo la via Cavour si giunge in piazza Santa Rosalia, recentemente restaurata, dove prospettano sulla destra il Palazzo Trigona di Canicarao (XVII sec.) e sulla sinistra l’ex pretura, già sede della centrale elettrica, oggi sede dell’Università. Poco più avanti, al visitatore viene offerto il maestoso spettacolo dell’ex convento di San Francesco (XVIII sec.), col famoso balcone del Gagini, che precede di poco la vista della Cattedrale . Ci sono voluti quasi tre secoli per completare questa imponente opera, dal maestoso portale con colonne tortili, fortemente voluta dal barone Marco Trigona, il quale, alla sua morte, nel 1598, istituì un lascito per la costruzione di un edificio religioso più sontuoso della preesistente quattrocentesca Chiesa Madre, di cui oggi rimane il campanile in stile gotico-catalano nella parte inferiore, con rimaneggiamenti cinquecenteschi nella parte superiore. L’interno, a croce latina, ha una grande navata con cappelle laterali comunicanti e custodisce numerose opere d’arte, tra le quali segnaliamo la secentesca tela dell’ Assunzione della Vergine di F. Paladini, collocata sopra l’altare del transetto sinistro, il Martirio di Sant’Agata di Jacopo Ligozzi e la Croce lignea di scuola antonelliana di ignoto, denominato convenzionalmente Maestro della Croce di Piazza Armerina, dipinta su entrambe le facce (Cristo Crocifisso, nella parte anteriore, Cristo risorto, nella parte posteriore).
  • Nella stessa piazza, al centro della quale è posta la statua del Barone Marco Trigona, raffigurato nel gesto di offrire la cattedrale alla città, si affaccia anche il palazzo dei Trigona della Floresta (XVIII sec.), che presto, si spera, diventerà degna sede del museo archeologico cittadino.
  • Villa Romana Del CasaleLa villa del Casale è una villa tardo-romana i cui resti sono situati nei pressi di Piazza Armerina (EN), in Sicilia. Dal 1997 fa parte dei Patrimoni dell'umanità dell'UNESCO.

La scoperta della villa si deve a Gino Vinicio Gentili, che nel 1950 ne intraprese l’esplorazione in seguito alle segnalazioni degli abitanti del posto. Basandosi principalmente sullo stile dei mosaici, lo scopritore datò in un primo momento l’impianto della sontuosa abitazione – sorta su una più antica fattoria – non prima della metà del IV secolo. Successivamente lo stesso studioso assegnò la villa all'età tetrarchica (285-305).

Tra i resti della villa si individuano quattro nuclei separati e di diverso orientamento, ma strettamente connessi tra loro:

ingresso monumentale a tre arcate con cortile a ferro di cavallo (ambienti 1-2); corpo centrale della villa, organizzato intorno ad una corte a peristilio quadrangolare, dotata di giardino con vasca mistilinea al centro (ambienti 8-39); grande trichora preceduta da un peristilio ovoidale circondato a sua volta da un altro gruppo di vani (ambienti 47-55) complesso termale, con accesso dall’angolo nord-occidentale del peristilio quadrangolare (ambienti 40-46). Molte delle sale della residenza presentano il pavimento con mosaici figurati in tessere colorate. Le differenze stilistiche fra i mosaici dei diversi nuclei sono molto evidenti. Questo, tuttavia, non indica necessariamente un'esecuzione in tempi diversi, ma probabilmente maestranze differenti, che utilizzarono vari “album di modelli”.

Attività ricreative[Modifica sezione]

Folclore e manifestazioni[Modifica sezione]

Acquisti[Modifica sezione]

Dove mangiare[Modifica sezione]

Economici[Modifica sezione]

Prezzi medi[Modifica sezione]

Prezzi elevati[Modifica sezione]

Dove bere[Modifica sezione]

Vita notturna[Modifica sezione]

Dove alloggiare[Modifica sezione]

  • Bed & Breakfast La Volpe e l'Uva, Via Santa Veneranda, 35 Piazza Armerina, tel +39 0935 680752- +39 328 4455062-+39 328 1661188 (). camera doppia con colazione € 50 - € 60.  edit http://www.volpeuva.it/

Economici[Modifica sezione]

  • B&B BAOBAB, Via Sant'Antonio 16, 333.4761382, [8]. 25.00 Euro.  edit

Prezzi medi[Modifica sezione]

Prezzi elevati[Modifica sezione]

Comunicazioni[Modifica sezione]

Uscire[Modifica sezione]

Escursioni[Modifica sezione]


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