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Parco Tecnologico e Archeologico delle Colline Metallifere Grossetane

Da Wikitravel.

Il Parco Tecnologico e Archeologico delle Colline Metallifere Grossetane, istituito con decreto del Ministero dell’Ambiente, aggrega i territori dei sette Comuni a nord della Provincia di Grosseto: Follonica, Gavorrano, Massa Marittima, Montieri, Monterotondo Marittimo, Roccastrada e Scarlino. Il Parco è gestito da un Consorzio costituito dal Ministero dell’Ambiente, dal Ministero dei Beni e le Attività Culturali, dalla Regione Toscana, dalla Provincia di Grosseto, dalla Comunità Montana Colline Metallifere e dalle sette Amministrazioni Comunali.

Il Parco Tecnologico e Archeologico delle Colline Metallifere Grossetane, nasce dalla ferma volontà di conservare la storia della attività minerarie e della metallurgia che si sono succedute nel comprensorio delle Colline metallifere Grossetane ed è destinato a occupare un posto di rilievo nella rete dei parchi europei. Infatti il valore delle sue testimonianze archeologiche, la significatività del suo patrimonio archeo-industriale e la qualità delle sue risorse ambientali e paesaggistiche, ne fanno un parco politematico che trova difficilmente altre esperienze simili.

Per questo la tutela dei siti industriali e minerari dismessi, integrata alle notevoli risorse naturalistiche ed a fulgidi esempi della architettura ed arte medioevale, fanno delle Colline Metallifere culla naturale ed itinerario per un turismo diverso. Per il visitatore riscoprire le tracce delle miniere ed il lavoro nel sottosuolo è una sorta di viaggio, attraverso queste terre, in contatto con una natura straordinaria e testimonianze di cultura di notevole interesse. I visitatori avranno la concreta opportunità di accostarsi a un patrimonio dai molteplici volti, dove la storia, l'arte, l'ambiente, la tecnica e le diverse culture del lavoro che si sono succedute diventano gli elementi di una struttura profonda del territorio che il Parco intende restituire in tutta la sua ricchezza e complessità.

La pluralità di tematiche e l’assortimento di spunti storico culturali, dall'archeologia etrusca e medievale, all'archeologia industriale, al patrimonio naturalistico e ambientale, al patrimonio storico-architettonico (centri storici, castelli, ecc.) e al paesaggio, rendono il parco unico su scala nazionale e non solo. Per la sua struttura multipolare, il parco è definibile come una sorta di Network Park, la cui unitarietà è data dalle sue caratteristiche di rete che interconnette occasioni di offerta culturale e di intrattenimento.

Per questo, in ogni Comune, è stata istituita, a partire dalla primavera del 2005, una "Porta del Parco", dove, oltre al centro d'accoglienza e informativo e al centro di documentazione, vengono organizzati itinerari e visite guidate, seminari, corsi di formazione professionale e stage post-laurea universitari.


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