Parco Regionale di Monte Sole

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L’insediamento dai caratteri misti, è distribuito fra i centri più corposi di fondovalle (Marzabotto, Pioppe di Salvaro e Vado), dove abita una popolazione prevalentemente legata alle attività industriali, commerciali, artigianali e ai servizi; gli insediamenti isolati e sparsi tipici delle aree a più forte caratterizzazione mezzadrile (Caprara, Casaglia e San Martino) abitati da famiglie addette alle attività agricolo-forestali; i paesi di crinale di derivazione storica (Grizzana e Carviano) circondati da pianori coltivati e sede di alcuni servizi.

[Modifica sezione] Storia

descrizione

Gli effetti diretti della guerra su questo territorio cominciano a essere avvertiti in particolare a partire dal 1943. Dopo la firma dell’armistizio fra il governo italiano e gli Alleati, resa nota l’8 settembre 1943, nell’area del Parco Storico di Monte Sole, similmente a quanto accade anche in altre parti dell’Italia centro-settentrionale, si forma una brigata partigiana allo scopo di combattere contro i tedeschi e i fascisti.

Il 28 maggio 1944 un primo massiccio rastrellamento investe la Stella Rossa. L’operazione è guidata dai tedeschi, ma vi partecipa anche la Guardia Nazionale Repubblicana. La Stella Rossa dopo alcuni scontri si sgancia e lascia l’area per dirigersi verso la Toscana. Un partigiano e tre civili sono uccisi, quarantatré case vengono bruciate, ovunque i tedeschi si danno al saccheggio e alla asportazione di viveri e animali. Altre decine di civili vengono uccisi dai nazifascisti durante l’estate. A queste violenze si aggiungono i disastri e i morti provocati dai bombardamenti aerei alleati. Chi può si costruisce un rifugio di fortuna e molti dal fondovalle e dalla città di Bologna si trasferiscono sulle pendici di Monte Sole.

L’interesse dei tedeschi per l’altopiano di Monte Sole cresce in proporzione all’avanzata degli Alleati. L’area di Monte Sole è infatti l’ultimo ostacolo naturale prima di Bologna e la prospettiva peggiore per i tedeschi è di rimanere imprigionati in un duplice attacco partigiano e alleato. In questo mutato contesto strategico, per preparare la difesa e un’eventuale ritirata, i tedeschi hanno bisogno di eliminare qualsiasi ostacolo all’esercizio della loro autorità. La soluzione più drastica e brutale viene adottata: spazzare via da Monte Sole ogni forma di resistenza, eliminare definitivamente le condizioni per la sopravvivenza della Stella Rossa facendo tabula rasa di uomini e cose. Anche i civili vengono colti di sorpresa. Alle prime avvisaglie del rastrellamento gli uomini abili si rifugiano nei boschi, per non correre il rischio di essere uccisi o catturati per i lavori forzati. Gli altri abitanti di Monte Sole che nutrono l’errata speranza che contro donne, vecchi e bambini i tedeschi non infieriranno, si raccolgono invece nei luoghi apparentemente più sicuri: le chiese, i rifugi antiaerei, le stesse abitazioni. Il rastrellamento si rivela di una brutalità che va oltre ogni aspettativa: fra il 29 settembre e il 5 ottobre 1944 vengono massacrate 770 persone, nei modi più violenti e brutali, nelle case, nei luoghi di culto, nei rifugi, in decine e decine di località. Diverse testimonianze raccontano della presenza di fascisti insieme ai tedeschi.

[Modifica sezione] Geografia

Il Parco Storico Regionale di Monte Sole si estende sulla lunga dorsale compresa tra le valli del Reno e del Setta che, a partire dalla confluenza dei due corsi d'acqua si prolunga verso sud sino a Grizzana. Nel parco una sequenza di cime dai profili spesso accidentali disegna la linea spartiacque principale, lungo la quale,a partire da nord, si riconoscono i monti Baco, Giovine, Santa Barbara, Sole, Salvaro e Pezza. Nella lunga dorsale che forma l'ossatura del Parco le zone montuose si alternano a morfologie più dolci, che occupano parte dei versanti e i terrazzi di fondovalle, mentre i fianchi della stessa sono incisi dalle brevi vallette secondarie dei rii che si gettano nel Setta o nel Reno,a volte segnate da aspri fronti calanchivi.

Parco Regionale di Monte Sole
Parco Regionale di Monte Sole

[Modifica sezione] Flora e fauna

Il territorio del Parco, formato da un fitto mosaico di habitat costituisce l’ambiente ideale per una grande varietà di specie animali.

Nei boschi trovano rifugio il Daino, Cinghiale, Ghiro e lo Scoiattolo il quale, nutrendosi di semi d’alberi ne facilita la disseminazione a causa dell’abitudine di seppellire il cibo in eccesso. Il Moscardino, può essere incontrato anche fuori dall’ambiente forestale essendo legato agli arbusti e al sottobosco. La composizione specifica dell’avifauna del parco è senza dubbio ricca, contando oltre 60 specie di uccelli. Importante è la presenza dell’Albanella minore, il cui habitat è costituito da praterie o seminativi dove nidifica e cattura le sue prede, e del Falco pecchiaiolo, che nidifica sugli alberi e si nutre di insetti, lucertole e piccoli mammiferi.

Possiamo trovare, la Sterpazzola e la Sterpazzolina, il Picchio Verde, il Picchio Muratore e il Rampichino, negli ambienti fluviali il Martin pescatore e il Corriere Piccolo.

Da una recente indagine risulta che nel Parco sono presenti 936 specie floristiche. Considerato che la flora regionale conta circa 2700 specie, 1/3 della diversità floristica dell’Emilia Romagna è presente nel Parco. La composizione della copertura vegetale dell’area risente in primo luogo della collocazione geografica del territorio del Parco. Esso, infatti, si situa ai limiti della zona climatica mediterranea, mentre risente ancora delle influenze continentali proprie dell’Emilia centrale.

Il castagneto riporta l’argomento alla influenza dell’antropizzazione del territorio sulla sua composizione floristica. In realtà, a Monte Sole, è più corretto parlare di deantropizzazione. Infatti, qui, la secolare (millenaria se si considerano gli insediamenti etruschi di Misa) presenza dell’uomo e delle sue attività risulta bruscamente interrotta in corrispondenza degli eventi tragici dei quali il Parco è chiamato, dalla stessa legge istitutiva, a trasmettere la memoria. L’evoluzione dell’impatto dell’uomo risulta così arrestata alla vigilia delle ultime grandi ristrutturazioni/rivoluzioni agronomiche, in un periodo, cioè, in cui le attività economiche legate all’uso delle risorse naturali, risultavano ancora largamente “sostenibili” dall’ambiente in cui si inserivano.

[Modifica sezione] Clima

Il clima dell'Emilia-Romagna è di tipo prevalentemente sub-continentale con inverni rigidi ed estati afose e calde. In inverno sono presenti precipitazioni nevose che dalla montagna possono estendersi fino alla pianura. La parte a nord della via Emilia è situata all'interno della Pianura Padana e ne possiede pienamente le caratteristiche: afa estiva e nebbia abbastanza frequente durante l'inverno dove si raggiungono temperature rigide con giornate di gelo e nebbia che non riesce a dissolversi nemmeno nelle ore centrali del giorno, mantenendo spesso la temperatura prossima allo zero. Durante la notte la temperatura può scivolare al di sotto dello zero e talvolta si sviluppano estese gelate che possono perdurare anche per l'intera giornata.

[Modifica sezione] Come arrivare

[Modifica sezione] In aereo

Aeroporto G.Marconi di Bologna

[Modifica sezione] In treno

a Pian Di Venola c'è la fermata del treno Bologna-Porretta Terme, i treni hanno frequenza oraria.

[Modifica sezione] In autovettura

Autostrada A1 uscita Sasso Marconi, prendere la SS64 Porrettana in direzione Porretta Terme per circa 10 Km, superato l'abitato di Marzabotto, si arriva alla frazione di Pian di Venola.

[Modifica sezione] Permessi/Tariffe

[Modifica sezione] Come spostarsi

[Modifica sezione] Da vedere

Parco Regionale di Monte Sole
Parco Regionale di Monte Sole

In questa sezione troverete le informazioni relative ai cinque itinerari tematici che potrete scegliere di percorrere all’interno del territorio di questa area protetta. Troverete inoltre indicazioni sul museo all’aperto del memoriale, sul Campo trincerato di Monte Caprara, sulla modalità di utilizzo delle altane per l’osservazione della fauna del Parco e infine sul percorso per non vedenti.

  • Itinerario del Memoriale tocca molte delle località che furono violentemente coinvolte nell’eccidio del 1944, così come diversi luoghi che rimandano alla memoria della lotta di Liberazione. Questo itinerario rappresenta l’anima principale, il cuore del Parco Storico di Monte Sole.
  • itinerario Naturalistico vi permetterà di osservare angoli dove sarà appunto la bellezza della natura a coinvolgervi maggiormente.
  • itinerario di Montovolo, ripercorrerete i passi dei pellegrini che, sin dal Medioevo, attraversarono questi monti.
  • itinerario Etrusco farete un salto nel passato fino all’anima più antica del Parco, quella legata alla presenza di questa importante civiltà.

Potrete infine osservare l’ambiente che vi circonda cercando di ritrovare lo sguardo di Giorgio Morandi, il grande artista che dipinse molti dei luoghi toccati dall’itinerario Morandiano. Noterete che in diversi punti questi itinerari si intrecciano tra loro: ciò testimonia l’anima complessa ed affascinante di questo Parco. Vi consigliamo di leggere sempre attentamente i cartelli che incontrerete sul vostro cammino: vi daranno informazioni relative all’itinerario che state percorrendo e alcune istruzioni per la vostra sicurezza. Vi segnaleremo, ad esempio, il nome della località in cui vi trovate e alcuni panorami che abbiamo ritenuto particolarmente emozionanti. Vi ringraziamo per avere avuto voglia di conoscere da vicino il nostro territorio e Vi auguriamo un piacevole cammino!

[Modifica sezione] Attività ricreative

[Modifica sezione] Dove mangiare - Dove dormire

Il Centro Visita Il Poggiolo si trova proprio al centro del parco. La sua cucina propone piatti attenti alle tradizioni, alle materie prime e ai prodotti freschi. Il menù varia in base alle stagioni: nei mesi invernali a farla da padrone è la cacciagione, mentre d'estate si possono gustare le ricette del Sud Italia a base di pasta e verdure. Oltre alla pasta fatta a mano ed alla cucina espressa, si propongono anche piatti particolari ricavati da antiche ricette medioevali: Torta Castiglionese di riso salata, Cinghiale alla Castellana, Cervo allo zenzero, Oca ai marroni. Il menù include anche il castrato, le grigliate di carne, gli arrosti di prosciutto, le crescentine (su ordinazione) e molti piatti di cucina vegetariana. Per concludere, gli squisiti dolci fatti in casa come il Budino del Poggiolo, preparato con panna fresca e cioccolato fondente. via San Martino, 25 località San Martino 40043 Marzabotto BO Tel. e Fax 0516787100
Il locale offre anche la possibilità di pernottare nell'albergo soprastante, attrezzato per i disabili e dotato di 23 posti letto con sala per conferenze.

[Modifica sezione] Dove bere


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