Otranto
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Otranto è un comune nella provincia di Lecce.
[Modifica sezione] Da sapere
[Modifica sezione] Geografia
La città di Otranto è posta nella parte estrema della Puglia nel punto più ad est d'Italia. L'omonimo canale, infatti la separa dall'altra sponda adriatica per soli 70 km.
[Modifica sezione] Storia
L'origine della città di Otranto si perde nella notte de tempi. Scavi effettuati a ridosso del centro storico hanno rinvenuto infatti resti risalenti all'età del bronzo.
Poco fuori la città, in località Porto Badisco, un gruppo di speleologi, negli anni 70, hanno rinvenuto nuove aperture in una grotta che li ha condotti alla scoperta di interessanti e numerosi pittogrammi in ocra di pipistrello risalenti al neolitico. Alcuni studiosi, primo fra tutti il Graziosi, ritengono che il luogo fosse un vero e proprio santuario religioso che all'epoca fungeva da riferimento per le popolazioni di quest'area del mediterraneo.
In epoca Messapica Otranto assume una conformazione più marcata. La dodecapoli interna messapica (gruppo di 12 città) infatti utilizzava il porto di Otranto per commerciare con le vicine città greche. In epoca Romana Otranto diventerà Municipio e sarà autorizzata a battere moneta. Qui terminava la via Traiana che la collegava conla capitale dell'Impero. Otranto in questo periodo contese a lungo a Brindisi il ruolo di principale centro per l'imbarco verso l'oriente.
Con la caduta di Roma Otranto al pari delle altre città, subirà le incursioni ed i saccheggi dei nuovi popoli. Seppe resistere ai Goti ma nulla potè con i longobardi. Ma la storia di Otranto è profondamente legata all'Impero di Bisanzio. Quest'ultimo infatti aveva fatto di Otranto il proprio avamposto per i possedimenti nell'Italia meridionale.
Ma è soprattutto con l'avvio della seconda dominazione bizantina avvenuta intorno all'anno mille che Otranto vive uno dei suoi momenti più floridi dal punto di vista economico ma anche e forse soprattutto culturale ed artistico. Nei suoi dintorni infatti rifioriscono le attività del monastero di San Nicola di Casole uno dei più ricchi dell'Italia meridionale e con una biblioteca tra le più vaste dell'Europa dell'epoca. Il monastero era gestito da monaci basiliani, di rito greco dunque, che avevano con la madrepatria un forte legame. In quest'epoca rifiorisce una vera e propria scuola letteraria ancor prima di quella sviluppatisi in Sicilia.
A Casole era presente uno scriptorium per la copiatura dei testi ed era inoltre possibile dedicarsi allo studio delle lettere ottenendo vitto ed alloggio gratuito. Una sorta quindi di università con casa dello studente ancora una volta in anticipo con le future università di Bologna e di Napoli (fondata da Federico II).
Con la caduta di Bisanzio, avvenuta nel 1453, Otranto inizia un periodo di decadenza che troverà il culmine con l'invasione e saccheggio operato dai turchi alcuni decenni dopo. Nel 1480 infatti Otranto vive uno dei suoi momenti più difficili. Maometto II non pago della caduta di Bianzio mirava a portare il proprio esercito in Italia con ilnon tanto segreto sogno di dominio sulla sede del Papato. A tal fine dal marzo del 1480 cominciò ad ammassare truppe a Valona.
Dopo una sapiente opera diplomatica riuscì ad avere il placet di Venezia all'operazione (nessuna attività nell'Adriatico era possibile senza il consenso della Repubblica della Serenissima). Il 28 luglio del 1480 si presentò alle porte della città una temibile flotta fatta da oltre 150 navi e con oltre 18.000 uomini a bordo. Una truppa di tutto rispetto quindi che da l'idea dell'importanza che il sultano turco attribuiva all'operazione. Achmet Pascià era al comando delle operazione e chiese alla città la resa a condizini onorevoli. Ma il consiglio dei vecchi rifiutò e mandò un emissario a Napoli sperando in un pronto intervento del Re. Tale speranza fu vana perccè il Re di Napoli era all'epoca impegnato nella guerra contro Firenze.
L'assedio della città durò due settimane e malgrado la coraggiosa ed orgogliosa resistenza degli Otrantini la città dovette capitolare dinanzi alla superiore preparazione militare turca oltre che alla disparità delle forze (al tempo Otranto non aveva più di 5000 abitanti).
L'esercito turco si fece artefice di crudeltà indicibili nella città non avendo riguardo nè a donne nè a vecchi e bambini. Ma Achmet non ancora pago fece portare la mattina del 14 agosto 1480sul Colle della Minerva 800 cittadini maschi adulti sapravvissuti. Qui chiese loro di rinnegare la fede in Cristo ed abbracciare il credo Coranico per avere salva la vita. Ma gli 800 rifiutarono l'apostasia e contro di loro si scagliò feroce l'ira del turco. Tutti furono decapitati. La città, complice la contemporanea morte di Moametto II e la seguente guerra civile scoppiata tra i figli per la successione, fu liberata nel settembre del 1481 da un esercito a cui parteciparono tutti gli stati italiani ad eccezione di Venezia, fortemenete voluto dal Papa. Alfonso d'Aragona entrò quindi in città senza incontrare una grossa resistenza turca.
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Pizzeria "La Bella Idrusa", attaccata alle antiche mura dalla città serve pizze gigantesche ed ottime a prezzi modici (pizza farcita abbondantemente + birra media + caffè, circa 12€). Discreto assortimento di antispasti tipici locali. Buon punto di ristoro dal quale partire poi per visitare la città vecchia.
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- Dormire a Otranto
- Bed and breakfast Otranto "Villino Turchese"
- Per avere informazioni complete su hotel, appartamenti bed and breakfast visitate il sito Appartamenti a Otranto
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- Hotel Palazzo Papaleo, Via Rondachi 1 - 73028, Tel. +39.0836.802108 Fax +39.0836.805129. A due passi dalla Cattedrale dell’Annunziata.
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