Mendrisiotto
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Mendrisiotto & Basso Ceresio
Il Mendrisiotto e il Basso Ceresio formano un triangolo di terra delimitato verso sud dal confine italo-svizzero, a breve distanza da Lugano, dal Lago Maggiore, da Como e da Varese. Poichè si trova alle porte della Svizzera, questa piccola regione è divenuta, con l'evolversi delle vie di comunicazioni, un luogo di importante transito commerciale e turistico. Un soggiorno in questa regione diventa subito un viaggio romantico e spettacolare immerso in un paesaggio dalla bellezza struggente, non più alpino ma non ancora toscano, alla scoperta del Ticino delle radici. Terra ricca di contrasti, il Mendrisiotto offre momenti unici in qualsiasi stagione: in primavera quando la verde serenità dei prati della Valle di Muggio si tinge del bianco dei narcisi; d'estate quando l'unico refrigerio è sotto le pergole di osterie e grotti o in riva al lago; d'autunno quando il paesaggio si tinge di colori caldi e Mendrisio accoglie sagre dell'uva e fiere del bestiame; infine, in inverno, spesso molto mite, quando dalle vette dei Monti Generoso e San Giorgio si scopre l'infinito: il panorama mozzafiato delle Alpi innevate e della Pianura Padana, giù fino a Milano e agli Appennini.
Cartina del Mendrisiotto
Mendrisio
Capoluogo del distretto, Mendrisio è il centro politico fin dal Medioevo e dai tempi dei landfogti. La presenza di molti reperti che vanno dal periodo neolitico a quello romano testimoniano la sua antica origine. Come molte città, anche Mendrisio ha dato all'arte, alla scienza e alla politica molti personaggi come per esempio i Torriani, i Baroffio, i Croci, i Gilardi, i Beroldingen, i Borella e l'illustre Luigi Lavizzari. Da Mendrisio è possibile raggiungere in pochi minuti il lago e visitare nuclei incantevoli come Bissone, Riva San Vitale, Brusino Arsizio e Capolago. Mendrisio rappresenta quindi un punto di partenza importante per andare alla scoperta di un territorio che ha molto da offrire a visitatori di ogni età.
Il Magnifico Borgo
Mendrisio è anche chiamato il Magnifico Borgo per la bellezza del suo centro storico. L'offerta storico-culturale di Mendrisio spazia dalla splendida Torre Campanaria mediovale cche s'affaccia sulla principale piazza del paese, ai Palazzi quattrocenteschi, barocchi e neoclassici, fino alle Botteghe degli artigiani. Di grande rilievo la presenza delle chiese mediovali e barocche di Santa Maria, dell'Oratorio della Madonna delle Grazie, di San Sisinio alla Torre, sei Santi Martino e Rocco e di San Giovanni Battista, con l'attiguo Monastero dei Serviti, ora sede del Museo d'Arte di Mendrisio.
Altra zona importante e di particolare pregio è quella delle Cantine, situate a nord del Nucleo Storico, e che si propongono come un ambiente molto caratteristico e genuino. Ricco il calendario di proposte culturali e sagre che si sviluppano nel Borgo. Di grande successo sono le tradizionali Processioni Storiche pasquali, il Palio degli Asini, Estival Jazz, la Sagra dell'Uva, la Fiera di San Martino e le proposte espositive del Museo.
Monte Generoso
il Monte Generoso è la montagna più panoramica di tutto il Ticino e vi si accede con un comodo trenino a cremagliera che parte da Capolago (274 m s/m) e raggiunge la vetta in 40 minuti con un viaggio tra la natura incontaminata.
La vetta (1'704 m s/m) è raggiungibile a piedi dalla stazione d'arrivo della ferrovia in circa 10 minuti ed offre un panorama incantevole sulla Regione dei Laghi, sulla Pianura Lombarda sino agli Appennini e sulla catena alpina del Gran Paradiso al Cervino, dal Monviso al Monte Rosa.
L'offerta naturalistica è notevole. Specie rare, animali e vegetali che non si trovano altrove, sono presenti sul Generoso sin dall'ultima glaciazione.
Inoltre sul Monte Generoso si trovano due sentieri tematici. Il primo, chiamato "Sentiero della Natura", collega la struttura ricettiva e la stazione terminale della Vetta (1620 m s/m), con la stazione intermedia alla Bellavista (1220 m s/m); lungo questo comodo percorso 12 tavole informative spiegano, in maniera chiara e semplice, l'origine marina del Monte Generoso, le vicissitudini geologiche subite, l'influsso delle glaciazioni e le peculiarità naturalistiche dell'ambiente attraversato. Mentre il secondo si chiama il "Sentiero dei pianeti", e parte dal piazzale est dell'Albergo-Ristorante Vetta, dove su un tratto rettilineo di 600 metri è stato ricostruito il Sistema Planetario, in scala 1:10 miliardi; lungo il percorso 10 tavole informative in quattro lingue danno al turista interessanti spiegazioni di carattere astronomico.
Sul Monte Generoso è presente anche l'Osservatorio astronomico pubblico, inaugurato nel 1996, che dispone di un telescopio di 61 cm di diametro, e dove vengono organizzate regolarmente serate di osservazione del firmamento.
Da giugno a settembre è inoltre visitabile la Grotta dell'Orso, scoperta nel 1988, dove sono stati rinvenuti resti dell'orso delle caverne, che si è estinto 18/20'000 anni or sono. I reperti venuti alla luce durante gli scavi intrapresi dall'Università Degli Studi di Milano, sono datati tra i 35'000 e i 45'000 anni. Le visite, individuali o in gruppo, vengono sempre effettuate con una guida esperta.
La vocazione turistica del Monte Generoso è piuttosto antica, risale al XIX secolo. Infatti, l’Albergo Bellavista, che sorgeva sul piazzale ora di proprietà della Fondazione Monte Generoso, fu costruito nel lontano 1867 su iniziativa del dottor Carlo Pasta; pochi anni dopo vennero inaugurati la ferrovia e l’albergo in vetta.
Nel passato il Monte Generoso è stato visitato da molti illustri personaggi: la regina Margherita di Savoia, il principe di Napoli futuro re d'ltalia, Enrichetta di Sassonia, re Boris di Bulgaria con la regina Giovanna di Savoia, il romanziere Hector Malot, la poetessa Ada Negri e tanti altri richiamati dal fascino di questa montagna.
Monte San Giorgio
Decretato dall'UNESCO nel 2003 Patrimonio Mondiale Naturale dell'Umanità per l'importanza dei suoi ritrovamenti paleontologici, il Monte San Giorgio ricorda una gigantesca piramide situato tra i bracci meridionali (Porto Ceresio e Riva San Vitale) del Lago di Lugano.
Ha un'altezza di 1'097 metri e dalla sua vetta si gode un incantevole panorama. Una rete di sentieri capillare collega i diversi comuni che compongono la cosiddetta regione del San Giorgio.
Da Brusino, con una comoda funivia, si arriva al punto panoramico del Serpiano (650 m.). È poi possibile proseguire a piedi dal ristorante Funivia, percorrendo un comodo sentiero, e raggiungere in circa 30 minuti l'Alpe di Brusino. Nota caratteristica del posto sono i castagni millenari dall'enorme tronco completamente cavo.
Dall’Alpe, in circa un’ora e mezza si raggiunge la vetta del monte (1'097 m.).
La vegetazione di questa bellissima montagna è contraddistinta da un tipico bosco ceduo che annovera piante rare come le campanelle celesti dell'Adenophora lilifolia o il giaggiolo verde-azzurro.
Gli aspetti geologici e paleontologici, la vegetazione e la fauna di questa bellissima montagna sono descritti dal sentiero naturalistico. Il sentiero comincia alla “Fontana” – il primo gruppo di case, dopo Meride, sulla strada del Serpiano, a circa 600 metri di altitudine – e sale fino alla “Cassina” a 900 metri; in seguito attraversa, con andamento quasi pianeggiante, il breve solco della Val Porina, scende, con un percorso in forte pendenza, nei boschi immediatamente a monte del Serpiano (a 700 metri), per poi raggiungere il punto di partenza su un piano leggermente inclinato.
Ma è soprattutto come cimitero del triassico medio che questa montagna è conosciuta. Numerosi, e di grande interesse scientifico, sono i fossili ritrovati nel corso del ventesimo secolo: soprattutto pesci, invertebrati (tra cui alcuni rari insetti) e rettili per lo più marini, la cui lunghezza, in alcune specie, raggiungeva i sei metri. Nel Museo dei Fossili di Meride si può ammirare una raccolta di alcuni dei reperti più significativi.
Parco delle Gole della Breggia
Istituito nel 1998 e inaugurato nel settembre del 2001, è il primo GeoParco della Svizzera.
Il Parco si sviluppa per circa 1,5 chilometri lungo l'omonimo torrente ed interessa una superficie di 0,65 chilometri quadrati nella parte inferiore della valle di Muggio, sui territori dei comuni di Balerna, Castel San Pietro, Morbio Inferiore e Morbio Superiore.
Nelle Gole della Breggia sono presenti numerose componenti naturali ed umane, e gli straordinari contenuti geologici ne fanno uno dei geotipi più importanti della Svizzera, inserito nell'inventario dei paesaggi, dei siti e dei monumenti naturali di importanza nazionale ed è stato segnalato dall'UNESCO come modello di GeoParco.
Lungo questo tratto del fiume Breggia, la sezione naturale creata dall’ opera di scavo dell’acqua ha messo a nudo un profilo geologico quasi continuo fra il Giurassico ed il Terziario (oltre 80 milioni di anni).
Nelle rocce delle Gole sono presenti numerose testimonianze degli antichi mari: strati ricchissimi di fossili, resti di frane subacquee, testimonianze di cambiamenti climatici in epoche ben precedenti alla comparsa dell’uomo sulla Terra, e prove di eruzioni vulcaniche.
Questi resti hanno permesso di ricostruire l’evoluzione di questa parte del territorio - il Bacino del Monte Generoso - durante epoche remotissime, quando le attuali Alpi non esistevano ancora e le rocce che attualmente le compongono si trovavano a migliaia di metri di profondità nella crosta terrestre o sul fondo di remoti oceani.
Il Parco possiede pure una flora e una fauna di pregio, fra cui numerose specie protette o iscritte nelle Liste Rosse. Il patrimonio storico-culturale del comprensorio annovera la Chiesa Rossa (XIV secolo) e il Castello (XII secolo), situati sul territorio di Castel San Pietro, oltre a tratti delle vie storiche.
La Chiesa è un monumento di interesse nazionale nella cui area sono stati trovati reperti che risalgono alla fine del IV o all’inizio del VI secolo d. C..
I vecchi edifici industriali e di produzione di energia meccanica - mulini, cementificio, birreria – indicano che l’uomo ha usato le acque della Breggia sin dal 17° secolo.
Di particolare pregio il Mulino del Ghitello (1606), le cui ruote hanno ripreso a girare dopo oltre 40 anni di inattività.
Per creare la rete dei sentieri, lunga circa 6 km e con un dislivello di 300 m, è stato necessario, fra l’altro, ricostruire il ponte del Farügin, l’antico passaggio fra le due sponde della valle a 400 m di quota. Il ponte, ricostruito in corrispondenza delle vecchie spalle, offre un impressionante punto di vista nel cuore delle Gole.
Il punto di partenza ideale per visitare e studiare le Gole della Breggia è il vecchio mulino del Ghitello situato dietro i posteggi del Centro Breggia di Balerna.
Il percorso inizia costeggiando il laghetto e prosegue poi lungo il fiume incontrando successivamente il vecchio cementificio, un ponte di ferro, il complesso del pastificio (birreria) e il grande cementificio Saceba.
Superato il cementificio, si attraversa il fiume e si risale la Val della Magna per giungere in vetta al colle di San Pietro, dove si trovano i resti del castello medioevale e la Chiesa Rossa. Da qui si gode una bella veduta complessiva del Parco.
Si scende quindi di nuovo nella valle superando zone franose, per raggiungere la vecchia strada di circolo costruita attorno al 1820.
Superato il Punt da Canaa si raggiungono il letto del fiume e i resti del Mulino di Canaa.
Sopra, in linea quasi retta è visibile il nuovo ponte di Castello che ha sostituito nel 1997 quello in ferro costruito nel 1912. La posizione permette di osservare la composizione del bosco. Questo è anche il punto più a monte e ora inizia la discesa.
Lungo il tratto di sentiero che dal Mulin da Canaa porta al Ghitello sono visibili nel letto del fiume le rocce nettamente stratificate. In questo tratto del percorso ci sono le rocce più antiche del Parco: si tratta di calcari selciferi di 190 milioni di anni fa.
Scendendo lungo il torrente essi diventano più ricchi di argilla e di fossili (ammoniti); si tenga presente che è pericoloso e vietato scendere a cercare questi ultimi.
Al termine della discesa, sulla riva opposta, prima del Punt dal Farügin, sono ben visibili gli strati rossi dell’Ammonitico e la frana subacquea.
Si supera la stretta e profonda gola - il Buzun dal Diavul - con un nuovo ponte che sostituisce quello antico (Punt dal Farügin) e si scende lungo la parete destra della gola fino allo sbocco della stessa, sempre a contatto con gli strati rocciosi. Qui si incontrano le Radiolariti rossastre, il Calcare ad Aptici e poi, sulla destra, la grande cava di Biancone.
Giunti in basso si prosegue sulla sponda destra costeggiando - talora su ardita cengia - la serie della Scaglia e attraversando alcuni biotopi particolari. Anche da qui si gode una vista interessante.
Il sentiero prosegue poi nel bosco seguendo in quota l’ampia curva del fiume e attraversando vaste zone franose per poi scendere sulla strada a livello del fiume e ritornare al Mulino del Ghitello, dove sono visibili i depositi più recenti (Terziario e Quaternario).
Valle di Muggio
Tipica valle prealpina il cui territorio comprende i seguenti nove comuni: Bruzella, Cabbio, Caneggio, Casima, Castel San Pietro, Monte, Morbio Superiore, Muggio e Sagno (3'700 ettari).
In questa valle l'agricoltura riveste ancora un ruolo importante per la regione, anche se non più primario come accadeva fino alla prima metà del ventesimo secolo, in quanto con l'avvento della motorizzazione, si è diffuso un pendolarismo giornaliero dalla valle al piano. Grazie alla maggiore mobilità della popolazione, a partire dalla seconda metà del ventesimo secolo, la valle ha potuto evitare il pericolo dello spopolamento ed anzi, per quasi tutti i comuni, il numero degli abitanti si è mantenuto stabile.
Per l'escursionista appassionato, la flora e la fauna sono di particolare interesse. In valle troviamo diverse specie di alberi (betulla, olmo, faggio, castagno, nocciolo) e di fiori (ciclamini, primule, viole, genziane, ma anche alchemilla e elleboro).
Numerose sono le specie di uccelli presenti: picchi muratori, torcicolli, gazze, cince. Ad essi vanno aggiunti altri animali: piccoli vertebrati come talpe e roditori; grossi mammiferi come i camosci, che troviamo numerosi nella zona del Generoso, spesso a piccoli branchi di tre-quattro esemplari; non da ultimo, a partire dagli anni novanta, cervi e caprioli.
Grazie agli sforzi del Museo Etnografico della Valle di Muggio, sono stati ristrutturati diversi edifici a carattere storico (il mulino di Bruzella, il roccolo di Scudellate, le nevere) che aggiungono ulteriore interesse alla valle.
Per un'escursione di un giorno, sicuramente un’ottima idea è optare per la salita al Monte Bisbino. Si può scegliere di partire da Sagno o da Bruzella, perché in entrambi i casi in due ore di tempo si raggiunge la vetta del monte, posta a 1'325 metri.
Pure affascinante la salita che da Cabbio in poco più di due ore porta al Sasso Gordona (1'410 metri). Il monte è situato in territorio italiano ed è pertanto necessario portare con sé un documento di identità. Per ragioni di sicurezza, sconsigliamo all’escursionista di tentare la scalata alla parte finale del Sasso Gordona, (l’ammasso di rocce che si erge davanti al Rifugio Prabello), perché è davvero pericolosa.
Il percorso Muggio – Bellavista si snoda attraverso una vegetazione mutevole e varia, intercalata dai pascoli che l’uomo ha strappato alla natura. Punti di interesse di questa escursione sono l’oratorio di San Giovanni di Tur, edificio che risale al XVII secolo, e il roccolo situato a Pianspessa, una torre in muratura un tempo utilizzata per catturare gli uccelli. Incantevole il panorama che si gode dalla Cascina d’Armirone.
Giunti alla Bella Vista, è possibile ritornare su Muggio passando da Muggiasca e Roncapiano, oppure proseguire fino alla vetta del Monte Generoso con il trenino a cremagliera, oppure a piedi in un’ora e 10 minuti.
Valle di Muggio, vista dall'alto
Città Slow
Per Città Slow si intende una rete di comuni, grandi o piccoli, che si impegnano nel migliorare la qualità della vita degli abitanti e dei visitatori, trasferendo al governo cittadino le esperienze maturate nel mondo enogastronomico attraverso la rete di Slow Food.
Mendrisio è la prima Città Slow a livello svizzero e ottenendo il certificato della chiocciola che sulla cima del guscio si porta a spasso un intero paese, Mendrisio ha ora il compito di aprire la strada a livello nazionale.
Iniziativa del movimento "Slow Food", diventato per molti una filosofia di vita da praticare con arte, "Cittaslow" è pure un'associazione con una rete internazionale. Lentezza non significa infatti inattività: quale prima "Cittaslow" elvetica, ha un anno di tempo per dimostrare di essere degna del suo marchio. Come? Deve trovare almeno altre due città, tra la Svizzera tedesca e la Romandia (il comune vallesano di Saillon, ha già inoltrato il suo dossier), interessate a far proprio lo stile di vita "slow".
Uno dei principi di Slow Food è quello di privilegiare i prodotti locali, che è anche un modo per ristabilire il contattato autentico produttore-consumatore-territorio. Una "Cittaslow" non può dunque esimersi da questa missione e nel Mendrisiotto le opportunità non mancano davvero.
In Valle di Muggio, per esempio, c'è un Presidio ticinese di Slow Food, quello dello "zincarlin", un formaggio "transfrontaliero" la cui tradizione è legata ai massicci di confine tra il lago di Como e il lago di Lugano, tra la Lombardia e il Canton Ticino. Nel 2004 l'intervento di Slow Food Svizzera ne aveva scongiurato la fine; il ruolo dei presidi è infatti quello di sostenere le piccole produzioni eccellenti che rischiano di scomparire.
La tradizione vitivinicola del Mendrisiotto è peraltro conosciuta e apprezzata a livello svizzero, tanto che i vigneti adagiati su morbide ed estese colline hanno contribuito a vendere turisticamente questa regione del sud del Ticino come la Toscana della Svizzera.
Road to Wellness
Road to Wellness è un progetto che porta a riscoprire i territori del Mendrisiotto e del Varesotto, ancora poco affollati sotto il profili turistico e proprio per questo ricchi di attrattiva.
Il Mendrisiotto e la provincia di Varese sono infatti due aree in cui il paesaggio lombardo-ticinese si offre con tratti di particolare bellezza; itinerari medi e brevi che toccano numerose valli e una decina di laghi; e possibilità di fare uscite anche in giornata accompagnate da gustose scoperte nell'ambito dell'enogastronomia.
Road to Wellness è un'invito a partire e muoversi bene e per questo motivo ha scelto di puntare sulla bicicletta come mezzo di trasporto ecosotenibile. Le biciclette a pedalata assistita permettono a tutti di muoversi e divertirsi.
Road to Wellness costruisce intorno a te una rete di servizi che sono attivabili on-line e permettono di fare prenotazioni nei Bed & Breakfast e negli hotel "bike-friendly". In più, la piattaforma tracemyworld (www.tracemyworld.com) permette di dialogare con altri cicloturisti, conforntare le proprie performance, condividere percorsi e altimetrie.













