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Maratea

Da Wikitravel.
Italia : Basilicata : Potenza : Maratea

Maratea è un comune della provincia di Potenza.



Panorama del centro storico di Maratea.


In breve
Nazione Italia
Regione Basilicata
Provincia Potenza
Abitanti 5.221
Superficie 67
Altitudine 300
CAP 85046
Targa PZ
Prefisso 0973
Frazioni Acquafredda, Brefaro, Castrocucco, Cersuta, S. Caterina, Fiumicello-Santavenere, Marina, Massa, Porto
Comuni contigui Trecchina, Rivello, Sapri, Tortora,
Nome abitanti Marateoti
Festa patronale S. Biagio (primo sabato-seconda domenica di maggio)

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Da sapere[Modifica sezione]

Maratea è l’unico sbocco della Basilicata sul Mar Tirreno. Per il suo pittoresco paesaggio, sospeso tra mare e monti, e per le sue ricchezze storico-artistiche, viene chiamata la perla del Tirreno.

Alle decine e decine di spiagge e cale che si distendono lungo i 32 km della sua costiera, che si affaccia sullo splendido Golfo di Policastro, si aggiungono le oltre 44 chiese, testimonianze di una secolare vita religiosa e un intenso fervore artistico. Maratea conserva le reliquie di San Biagio di Sebaste, santo patrono della città, a cui la popolazione dedica una festa lunga una intera settimana.

Il monumento più famoso della cittadina è la colossale Statua del Redentore, posta sulla cima del monte San Biagio, scolpita da Bruno Innocenti nel 1965.

Nei pressi dell'isola di Santo Janni, posta al largo della costa marateota, è stato rinvenuto il più grande giacimento di ancore romane del Mediterraneo.

Il dialetto della cittadina è uno dei più caratteristici del Mezzogiorno d’Italia: si discosta dagli altri idiomi lucani sia per grammatica che per fonetica, e i suoi vocaboli hanno etimologie latine, greche, osche e addirittura arabe.

Geografia[Modifica sezione]

Maratea non si presenta come un unico centro, bensì come una città-territorio.

La città vecchia, posta sulla cima di una montagna, è soprannominata dal popolo Castello poichè era un tempo fortificata con mura, torri e bastioni. Oggi ne rimangono solo rovine, dense di fascino, da cui si può ammirare il panorama della costa sottostante.

Il centro storico, posto sul fianco della stessa montagna, è detto Borgo, ed è il vero cuore pulsante del comune: ricco di caratteristici vicoletti, piazzette, locali, chiese e cappelle, in estate è ricco di avvenimenti e spettacoli.

Sei i villaggi sulla costa: Acquafredda, posta in un magnifico scenario naturale; Cersuta; sita in uno dei più spettacolari punti della costiera, Fiumicello-Santavenere e, a breve distanza, Porto, ospitano in estate eventi quali rassegne cinematografiche e mostre; Marina, sebbene si tratti di case sparse senza una precisa identità urbana si tratta di una piccola gemma immersa nel verde; Castrocucco, centro di villeggiatura e ideale punto di contatto tra la Lucania e la Calabria.

Tre i villaggi nell’entroterra: Santa Caterina, un piccolo borgo che ospita il grand-hotel locale, Massa, la frazione più popolosa, ricca di ottimi ristoranti di cucina locale, e Brefaro, pittoresco villaggio montano immerso nella più autentica natura lucana.

Storia[Modifica sezione]

Il territorio di Maratea è abitato sin dal Paleolitico, epoca a cui risalgono i reperti trovati nelle grotte sulla costa presso Fiumicello.

Nel XV-XIV secolo a.C. nacque il primo villaggio, fatto di capanne, sul promontorio Capo la Timpa, presso l'odierno porto. Il villaggio viveva grazie ai commerci marittimi con le isole Eolie e le zone circostanti. Nel VI secolo il villaggio produceva mattoni e importava vasellame.

Dopo la conquista romana, avvenuta nel III secolo a.C., il villaggio su Capo la Timpa fu abbandonato. Non conosciamo esattamente il successivo modello abitativo, ma gli archeologi presumono che nell’era romana si formarono tanti piccoli villaggi, governati da un vicus sito a Fiumicello-Santavenere o da una area politico-religiosa sulla cima del monte San Biagio, dove leggenda vuole sorgesse un tempio dedicato alla dea Minerva. Continuarono i commerci, che all’epoca si spingevano fino alla Spagna e all’Africa.

Nel Medioevo tutta la zona costiera fu abbandonata, per pericolo di attacchi da parte di pirati arabi, e la popolazione si rifugiò sulla cima del monte San Biagio, dove nacque l’antica Marathia, piccola città fortificata che prese da una nave in viaggio le ossa di San Biagio di Sebaste, divenuto patrono di Maratea.

Nel 1284 Maratea fu coinvolta nella Guerra dei Vespri, combattuta da Francesi e Spagnoli per la conquista del Regno di Napoli. Maratea subì attacchi per molti mesi, senza mai essere conquistata.

Maratea non ebbe mai un feudatario, e fu sempre libera di amministrarsi da sola. A partire dal 1404 ebbe molti privilegi dai re di Napoli, che aiutarono il suo sviluppo e la sua crescita.

Nel 1440 e nel 1495 il «Castello» resistette a due attacchi, portati avanti dalla vicina città di Lauria e dai soldati di Carlo VIII.

La libertà della città fu sempre strenuamente difesa dagli abitanti, come quando, nel 1530, il conte Ettore Carafa di Policastro acquistò Maratea dal demanio regio, e i cittadini riacquistarono i privilegi pagando al re il doppio del denaro versato dal conte.

Gli abitanti della Maratea sulla montagna che coltivavano le terre nella valle sottostante, avevano fatto nascere una nuova cittadina, sita su un fianco della montagna invisibile dal mare. Ma la nuova città era diventata così più grande e più popolata dell’altra che nel XVI secolo si decise di far diventare di pari rango le due città, che nei documenti ufficiali vennero chiamate con i nomi di Maratea superiore (soprannominata dal popolo il Castello perché fortificata con mura e bastioni) e Maratea inferiore (chiamata invece il Borgo); ognuna delle quali era chiamata amministrare il territorio con l'altra. Per proteggersi dagli attacchi dei pirati Saraceni, tra il 1566 e il 1595 vennero costruite sei torri di guardia sulla costa.

Il 21 maggio 1626 il «Borgo» fu attaccato da 160 banditi, che tentarono di saccheggiare la città inferiore. L’assalto fu sventato dai soldati del «Castello», che misero in fuga i banditi a colpi di cannone.

Nel corso del XVIII secolo Maratea divenne molto ricca, grazie ai commerci marittimi, all’importazione di grano e all’esportazione di vino, fichi d’India, carrube e olio, e grazie alla fine degli attacchi dei pirati nacquero nuovi villaggi sulla costa, Acquafredda e Cersuta a nord e il Porto a sud.

Dopo la conquista francese del Regno di Napoli, nel dicembre 1806 Maratea subì l’assedio di un contingente dell’esercito napoleonico, comandato dal generale Jean Maximilien Lamarque, che attaccò con 4.500 uomini il «Castello».

Il colonnello Alessandro Mandarini, riuscì a resistere per molti giorni all’assedio, ma dovette firmare una tregua col nemico il 10 dicembre. Mandarini ottenne la salvezza della città e degli abitanti, ma i francesi distrussero per punizione le mura dell’antica Maratea superiore, che si spopolò rapidamente e nel 1808 venne degradata a sobborgo di Maratea inferiore, con il nome popolare di «Castello».

Nella prima metà del XIX secolo Maratea continuò a essere un importante scalo marittimo, e produceva olio e lana. Nel 1820 gli abitanti parteciparono ai tentativi rivoluzionari italiani, e molti furono perseguitati dai sovrani di Napoli come «nemici dello stato».

Il 4 luglio 1848 il rivoluzionario Costabile Carducci sbarcò su una spiaggia di Acquafredda, bloccato da una tempesta che gli impediva di ripartire, e lì fu attaccato e ucciso da alcuni sicari dei sovrani di Napoli venuti dalla città di Sapri.

Nel 1860 anche a Maratea si costituì un comitato insurrezionale per l’unificazione dell’Italia, guidato dal cittadino Raffaele Ginnari. In seguito il cittadino Carlo Mazzei, che aveva seguito Giuseppe Garibaldi, passato per Maratea il 3 settembre dello stesso anno, morì nella battaglia del Volturno combattendo contro l’esercito Borbonico.

Sul finire del secolo la città era uno dei paesi più agiati della Basilicata, regione poverissima, grazie alla possibilità di avere commerci marittimi e all’inaugurazione della ferrovia, avvenuta nel 1894.

All’inizio del XX secolo l’economia di Maratea non fu più in grado di sostenere tutti i suoi abitanti, molti dei quali furono costretti a emigrare in America.

Durante la seconda guerra mondiale, il 15 agosto 1943 Maratea fu bombardata da un aereo americano che sganciò 17 bombe sulla città, ma non ci furono feriti.

Dopo la guerra ci furono i primi tentativi di pubblicizzare la città come stazione balneare, ma le bellezze naturali di Maratea acquisirono visibilità su campo nazionale solo dopo il 1953, quando l’industriale Stefano Rivetti installò uno stabilimento tessile e una azienda agricola, che riuscirono a frenare il flusso migratorio della popolazione, e un hotel di lusso che avviò l’attività turistica. Nel 1962 venne costruito il porto.

Nel 1965, Rivetti donò alla popolazione di Maratea, con cui aveva un rapporto non sempre felice, una colossale statua di Cristo Redentore, scolpita dallo scultore Bruno Innocenti.

Il 21 marzo 1982 la città fu colpita da un terremoto, che danneggiò molte abitazioni e alcune chiese, poi restaurate, e il 12 gennaio 1987 il porto fu distrutto da un maremoto, per poi essere prontamente ricostruito con i fondi della Cassa del Mezzogiorno.

Come arrivare[Modifica sezione]

In aereo[Modifica sezione]

Maratea si può raggiungere dall’aeroporto di Vibo Valentia, percorrendo l’A3.

In treno[Modifica sezione]

Maratea è dotata di ben tre scali ferroviari: Maratea Centrale, servito da Eurostar e Intercity; Acquafredda e Marina di Maratea, servite da treni locali.

In auto[Modifica sezione]

La costa di Maratea si distende lungo la strada statale n. 18 (SS 18); il centro è raggiungibile tramite l’A3 (uscita Lagonegro Nord-Maratea), percorrendo la SS 585 fino alla località Castrocucco. Percorrendo quest’ultima si può anche optare per la SP 3, passando per Trecchina si raggiunge Maratea in pochi minuti.

In autobus[Modifica sezione]

Esistono delle corse della SITA da Lagonegro e Potenza.

In nave[Modifica sezione]

Maratea dispone di un porto turistico con alloggio per 550 imbarcazioni.

Come spostarsi[Modifica sezione]

Maratea è come una città-territorio, è pertanto consigliabile di spostarsi con un autovettura propria, sebbene il comune offra un servizio di trasporto pubblico, offerto anche da molti hotel.

Da vedere[Modifica sezione]

Edifici religiosi[Modifica sezione]

La statua del Redentore.
  • Statua del Redentore: colossale scultura in marmo di Carrara, opera di Bruno Innocenti del 1965. Si trova in cima al monte San Biagio, rivolge lo sguardo vero la Basilica del santo patrono. Molto distante dalla classica iconografia, rappresenta un Cristo giovane, senza tempo, che distende le braccia verso il pellegrino.
  • Basilica di San Biagio: cuore religioso di Maratea, è la chiesa del santo patrono. Si trova nella parte più alta della città vecchia, detta Castello. Sebbene la scarsa architettura, il santuario nasconde un lungo passato: fu in principio un tempio pagano dedicato alla dea Minerva, poi riadattato al culto cristiano e dedicato alla Madonna delle Grazie. Quando, secondo la immemore tradizione popolare, nel 732 un gruppo di cristiani armeni portarono a Maratea le reliquie del vescovo Biagio di Sebaste, divenne il santuario di questo santo. All’interno ospita un tabernacolo del XVI secolo, bassorilievi in marmo e altari del XVIII secolo e un sacello, del 1618, dedicato a San Biagio, che custodisce il torace del santo e la sua statua in argento.
  • Chiesa madre di Santa Maria Maggiore: si trova nel Borgo. È una la chiesa principale del centro storico, fu costruita nel 1505 come ampliamento di una antica chiesa del XIII-XIV secolo, i cui resti si possono vedere sotto una grata nel pavimento. All’interno ospita gruppi marmorei del XVI secolo, tele del XVII-XVIII secolo e un coro ligneo del 1721. All’esterno è da notare il campanile romanico che connota tutto il panorama del paese.
  • Chiesa dell’Annunziata: costruita nel 1748 come ampliamento di una cappella del XVI secolo, la chiesa è un piccolo gioiello di arte barocca povera. All’interno sono molto belle le tele dell’Annunciazione, opera di Simone da Firenze del XVI secolo, la Santa Lucia del 1755 di ignoto pittore napoletano e il Martirio di San Lorenzo, del XVIII secolo.
  • Chiesa dell’Addolorata: costruita nel 1620, ospita altari marmorei barocchi del XVIII secolo e un dipinto del Martirio di San Biagio della stessa epoca.
  • Chiesa dell’Immacolata: grazioso edificio del XIX secolo, nella sua cripta ospita l’antica chiesa di San Pietro, con affreschi del XIV secolo.
  • Chiesa di San Vito: del X-XI secolo, è la chiesa più antica del Borgo antico di Maratea. Ospita pregevoli affreschi del XV secolo.
  • Chiesa del Rosario: edificata nel 1575, è la chiesa più ricca di opere d’arte del territorio. L’intera navata è costellata di teste di angeli aggettanti, nonché di splendide tele del XVII-XVIII secolo. Da notare anche una statua in alabastro della Madonna del Carmine, del 1695. Presenti anche affreschi, come gli Evangelisti del XVIII secolo dipinti sull’interno della cupola. La chiesa fa parte di un convento con un grazioso chiostro.
  • Chiesa di Maria Santissima Immacolata: costruita nel 1833, è la chiesa patronale della frazione Acquafredda. Di stile ottocentesco, ospita i resti del patriota Costabile Carducci.
  • Chiesa della Madonna Addolarata: costruita nel XVII secolo, è la chiesa patronale della frazione Cersuta. Di stile settecentesco, ospita un bel dipinto di San Biagio del 1862.
  • Chiesa della Madonna del Carmine: costruita nel 1931, è la chiesa patronale della frazione Massa. Lo stile interno si rifà ai modelli fine-ottocenteschi ed ospita pregievoli sculture in legno.
La città antica, oggi in stato di rudere.

Edifici civili[Modifica sezione]

  • Palazzo De Lieto: palazzo settecentesco, nel 1734 ospitò il primo ospedale della Basilicata. Oggi è sede di mostre, tra cui quella perenne di archeologia subacquea e la pinacoteca dell’artista Angelo Brando.
  • «Castello» di Maratea: è la città antica Maratea, posta in cima al monte San Biagio. Oggi ne rimangono solo rovine, dense di un misterioso fascino. Le piccole case, che si possono osservare tramite una strada sterrata panoramica, erano 1/4 più piccole del normale, e disponevano di una cisterna per la raccolta dell’acqua. Il sito, che sembra quasi uscito dalla fantasia di un bizzarro artista, ospita anche la grotta dell’Angelo, con affreschi del X-XI secolo.
  • «Borgo» di Maratea: è il centro storico e capoluogo comunale e punto di riferimento della comunità di Maratea. Caratteristici sono i suoi vicoli, che ospitano boutique e negozietti di ogni sorta, e i palazzi, ognuno dei quali dotato di un portone in pietra. L’abitato era difeso da tre torri, divenute simbolo della città, delle quali due sono ben visibili.
Il castello di Castrocucco.

Edifici militari[Modifica sezione]

  • Castello di Castrocucco: antico e grande baluardo medioevale, si trova sospeso su un costone di roccia a picco sulla SS 18. Oggi ne rimangono solo rovine, e il sito non è visitabile, se non agli escursionisti esperti, per la grande asperità del sentiero che vi conduce.
  • Torri costiere anti-corsare: sono sei torri di avvistamento cinquecentesche, dislocate lungo la costa: Torre dei Crivi, Torre di Acquafredda, Torre «Apprezzami l’Asino», Torre Santavenere, Torre di Filocaio e Torre Caina.

Attività ricreative[Modifica sezione]

  • Maratea offre, da maggio a settembre, gli eventi del Maratea Scena, il festival di spettacolo e musico-culturale-storico più lungo d'Italia

Acquisti[Modifica sezione]

  • la piazza del centro storico è ricca di negozi di moda e d'artigianato tipico

Dove mangiare[Modifica sezione]

Economici[Modifica sezione]

Prezzi medi[Modifica sezione]

  • Ristorante "La Torre": si trova al Borgo
  • Ristorante-pizzeria "El Sol": si trova a Fiumicello-Santavenere
  • Ristorante-pizzeria "La Bussola": si trova a Fiumicello-Santavenere
  • Ristorante-pizzeria "White Horse": si trova a Marina

Prezzi elevati[Modifica sezione]

Bere[Modifica sezione]

Vita notturna[Modifica sezione]

  • Discoteca «Le Stelle»: all'interno del Grand Hotel Pianeta Maratea
  • Santo Janni Club: nei pressi di Marina

Dove alloggiare[Modifica sezione]

Economici[Modifica sezione]

Bed & Breakfast:

  • Le Chiane: a Cersuta
  • Nefer: a Cersuta
  • La Torretta: a Cersuta
  • Laino: nella valle, contrada Rasi
  • Villa Cristiana: contrada Ogliastro
  • Zio Pino: a Fiumicello-Santavenere

Prezzi medi[Modifica sezione]

Hotel 3 stelle:

  • Hotel Gabbiano: ad Acquafredda, località Luppa
  • Hotel San Diego: ad Acquafredda, località Rotondella
  • Hotel Albatros: Acquafredda
  • Hotel Villa delle Meraviglie: contrada Ogliastro Sito web ().
  • Hotel Settebello: a Fiumicello-Santavenere
  • Hotel Fiorella: a Fiumicello-Santavenere
  • Hotel Villa degli Aranci: nella valle, contrada Profiti
  • Hotel La Dimora del Cardinale: al Borgo antico
  • Hotel Capo Casale: al Borgo antico
  • Hotel Martino[1]- Via Citrosello 16 Marina di Maratea 85040 PZ. L'Hotel Martino è una graziosa struttura 3 stelle situata a Marina di Maratea che gode di una posizione panoramica sul Golfo di Policastro.Tutte le camere si affacciano sul mare.
  • Hotel La Tana: a Castrocucco, con annesso ristorante

Hotel 4 stelle:

  • Villa del Mare: ad Acquafredda
    • Villa Cheta Elite (Romantik Hotel and Restaurant), 85041 Acquafredda Maratea (PZ) Italy, +39 0973 878134 (, fax: +39 0973 878135), [2].  edit
  • Locanda delle Donne Monache: sito in un antico convento nel Borgo antico

Prezzi elevati[Modifica sezione]

  • Grand Hotel Pianeta Maratea: a Santa Caterina
  • Hotel Santavenere: a Fiumicello-Santavenere, è stato il primo 5 stelle del sud Italia.

Comunicazioni[Modifica sezione]

Poste[Modifica sezione]

Maratea è dotata di tre uffici postali: uno in centro, in via A. Mandarini, uno al Porto e un terzo ad Acquafredda.

Telefoni[Modifica sezione]

Internet[Modifica sezione]

Sicurezza personale[Modifica sezione]

Uscire[Modifica sezione]

Escursioni[Modifica sezione]

Maratea ospita, sui suoi monti, splendide passeggiata ecologiche e sentieri immersi nel verde.

Itinerari[Modifica sezione]

Da Maratea ci si può addentrare nel Lagonegrese, visitando i paesi di Rivello, Trecchina e Nemoli.




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