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Maiori

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Campania : Salerno : Maiori

Maiori è un centro turistico sulla Costiera Amalfitana, nella provincia di Salerno, nella regione Campania.

Da sapere[Modifica sezione]

Geografia[Modifica sezione]

Maiori è un suggestivo paese della Costiera Amalfitana disposto ad anfiteatro nel punto in cui la valle di Tramonti si apre sul mare. La fondazione viene diversamente attribuita dagli storici: secondo alcuni le città sarebbe nata come colonia greca nel VI sec a.C., secondo altri sarebbe stata fondata dagli Etruschi nel VII sec a.c., secondo Plinio fu dimora dei romani esuli dal saccheggio di Roma nel IV sec d.C., altri autori ancora sostengono che gli insediamenti originari scomparvero, e la fondazione dell'attuale Maiori si deve al Principe Longobardo Sicardo nel IX secolo.

Certo è che nell'antichità il nome originale fu Reghinna, poi diventato Reghinna Major per distinguerla dal vicino paese Reghinna Minor, oggi Minori. Durante il periodo romano il nome fu mutato in Majori da cui la volgarizzazione Maiori.

Nell'Alto Medio Evo Maiori fu parte del Ducato napoletano fino al IX secolo quando, saccheggiata dal duca di Benevento Sicardo, entrò a far parte della confederazione di Universitas della Repubblica Amalfitana. La Repubblica Marinara di Amalfi si estendeva all'epoca da Lettere a Tramonti sul versante interno e da Positano a Cetara sul versante costiero: Maiori fu il cuore mercantile della Repubblica, sede degli Arsenali Maggiori, dell'Ammiragliato, della Dogana e del Fondaco del Sale.

A difesa della città furono erette due linee concentriche di mura: la cinta esterna, il Baluardo di San Sebastiano, si estendeva dalla Rocca di Sant'Angelo fino al monte Brusario; la cinta era munita di merlature e di sei torrette circolari e si apriva sulla spiaggia con grandi porte dotate di ponte levatoio. Antistante alle mura Vi era un fossato che all'occorrenza veniva riempito d'acqua deviando il corso del torrente. Vi era poi una seconda cinta "pedemontana" (da qui via Pedamentina) articolata in tre torri cardinali ed una serie di torrette intermedie. All'interno di questa cinta si trovava il Castello di San Nicola de Thoroplano adibito ad estremo rifugio.

Sul finire dell'XI secolo lo splendore della Repubblica Amalfitana volgeva al termine: il Guiscardo detta legge in tutto il Sud Italia ed il tentativo di ribellione degli Amalfitani decreta la definitiva deposizione del Duca D'Amalfi nel 1096 e la perdita di tutti i privilegi.

Maiori e Ravello, dissociatesi dalla rivolta, scampano alla punizione del Guiscardo ma non alla furia dei pisani che saccheggiano la città nel 1135 e nel 1137 distruggendo gran parte delle fortificazioni, tra cui il Baluardo di S. Sebastiano e la Rocca di S. Angelo.

Nel 1204 viene ritrovata sulla spiaggia la statua lignea di S. Maria a Mare, venerata da tutti i Maioresi nel mondo.

Nel 1500 si aprì la lotta tra Angioini e Spagnoli: a largo di Capo D'orso fu combattuta una delle battaglie navali più sanguinose della storia, costata alla Spagna più di 1000 uomini. Tuttavia l'anno seguente fu questa a vincere la guerra. I Viceré spagnoli organizzarono all'uopo un imponente piano di difesa, tuttavia nel 1558 il pirata Barbarossa mise a sacco i paesi costieri e fece molti schiavi tra gli abitanti. Alcuni Maioresi durante la tratta verso Costantinopoli riuscirono a fuggire e tornati in patria offrirono le catene che ancora li cingevano alla Madonna: fu così edificata l'edicola di S. Maria delle Catene, ancora oggi visibile lungo il Corso Reginna.

Maiori mantenne una certa importanza portuale, e per questo nel 1622 Filippo V la elevò a città regia.

Nel 1735 e nel 1773 si abbatterono sulla città due violentissime alluvioni. La fede popolare vuole che Maiori sia scampata alla distruzione grazie all'intercessione di S. Maria a Mare. A ricordo, ogni anno la terza domenica di Novembre si celebra il patrocinio della Madonna.

Nel 1860 con la nascita del Regno D'Italia le aspettative meridionali vengono per l'ennesima volta deluse: molti maioresi emigrano, molti altri si danno al brigantaggio, eleggendo a covo il Monte Falerzio, dove tutt'oggi è possibile vedere la Grotta di Matteo Salese, dal nome del brigante che ivi si nascondeva.

L'8 settembre 1843 Maiori e Salerno sono il teatro dell'Operazione Avalanche: avvenuto lo sbarco il quartier generale delle operazioni fu fissato nel palazzo Mezzacapo e la Chiesa di S. Domenico adibita ad ospedale di prima linea.

Il 25 ottobre 1954 è un triste giorno per Maiori: una alluvione di portata eccezionale investe tutta la provincia, il torrente Reginna si gonfia e straripa in tre ondate successive portandosi via buona parte delle borgate alte, il centro cittadino ed alcuni edifici lungo il torrente Reginna il quale, ostruito dai tronchi degli alberi trascinati a valle dalle acque, erose le fondamenta dei palazzi lungo il suo corso, facendone crollare le facciate.

La ricostruzione stravolge completamente le sembianze di Maiori, conferendole l'aspetto moderno e cittadino attuale.

testo tratto da www.proloco.maiori.sa.it

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orari aggiornati su http://www.proloco.maiori.sa.it/it/trasporti-escursioni-29/default.aspx

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Contursi Terme (La città delle 100 sorgenti) - Il comune di Contursi Terme è un rinomato centro turistico-termale situato a sud della provincia di Salerno. Famosa da sempre, già nel primo secolo dopo Cristo, Plinio il Vecchio scriveva delle straordinarie proprietà delle acque termali di Contursi, a cui accennano anche Virgilio, Strabone e Silvio Italico. le acque di Contursi Terme danno vita a moderni complessi temali dove è possibile rilassarsi ed espletare cure termali.

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