Aiuta Wikitravel a crescere grazie al tuo contributo: scrivi un articolo! Ecco come.

Gorizia

Da Wikitravel.
Castello di Gorizia

Gorizia (in sloveno Gorica) [1] è una città del Friuli-Venezia Giulia con circa 36.000 abitanti, e un comune di circa 41 kmq.

Da sapere[Modifica sezione]

Geografia[Modifica sezione]

Frazioni: Lucinico/Luzzinìs, Piedimonte/Podgora/Pudigori, Piuma/Pevma, Sant'Andrea/Štandrež; insediamenti minori: Gardisciuta, Oslavia/Oslavje, San Mauro/Štmaver

Quartieri Centro, Montesanto-Piazzutta, San Rocco-Sant'Anna, Campagnuzza, Madonnina del Fante, Straccis

Storia[Modifica sezione]

Il nome della città deriva con ogni probabilità dalla parola slovena gorica, che significa montagnola, riferito al rilievo su cui intorno all'XI secolo sorse un castello, che venne diviso per volontà dell'imperatore Ottone III tra il patriarca d'Aquileia e un nobile. In quell'occasione, nel 1001 Goriza venne nominata per la prima volta. In seguito l'abitato si sviluppò lungo il fianco occidentale del colle. Fu capitale di un potentato, importantissimo nel XIV secolo, che prese a declinare dopo alcune sconfitte militari. Nel 1500 per volontà dell'ultimo conte morto senza eredi passò, dopo accese dispute con Venezia, agli Asburgo, cui Venezia tentò di sottrarla, ma vanamente, perchè Gorizia fu asburgica fino al 1918. Sotto i vari imperatori Gorizia patì alcune guerre con Venezia, come nel 1615-1617, ma soprattutto conobbe un grande sviluppo, come sotto il regno di Maria Teresa, quando, nella seconda metà del Settecento, la popolazione cittadina aumentò di un terzo. Successivamente fu dotata della ferrovia, altro grande stimolo di sviluppo. Furono per l'occasione aperti i corsi, fiancheggiati da eleganti palazzi e villette ottocentesche con giardino. Nella I guerra mondiale Gorizia fu sul fronte, che distrusse molti edifici, tra cui il castello, ricostruito poi nel 1932. L'8 agosto 1916 fu presa dagli Italiani, che la persero e la riebbero infine nel 1918, quando vinsero la guerra. Alla guerra è dedicato un museo nell'edificio dei Musei Provinciali. Successivamente venne il fascismo, che si accanì soprattutto con la popolazione slovena dando alle fiamme il Trgovski dom nel 1922, sede delle associazioni slovene, ed esasperò il nazionalismo contrapposto tra sloveni e italiani, proibendo lingua e cultura slovene, nazionalismo che si era formato già sotto gli Asburgo. Il fascismo se la prese poi con la comunità ebraica, che aveva dato alla città, oltre che eminenti intellettuali quali Carlo Michelstaedter che studiò a Firenze, un grande filosofo morto suicida a 23 anni, anche alcuni dei più ferventi patrioti italiani quali il glottologo Graziadio Isaia Ascoli e Carolina Luzzatto. Cominciò l'assimilazione del friulano all'italiano. La seconda guerra mondiale portò bombardamenti e l'occupazione nazista con il conseguente sterminio della locale comunità ebraica e i rastrellamenti. Il dopoguerra fu ancora drammatico: l'8 maggio 1945 i partigiani jugoslavi occuparono la città per 40 giorni, al termine dei quali erano sparite oltre 600 persone che non fecero più ritorno, probabilmente uccise e infoibate. Si trattava principalmente di impiegati, insegnanti, in sostanza rappresentanti dello Stato italiano. Nel 1947 Gorizia, dopo circa 2 anni di amministrazione alleata, tornò all'Italia, ma circa il 95 % del suo territorio storico, inclusi alcuni pezzi della sua periferia orientale passarono alla Jugoslavia, dove sorse dal nulla una città " sostituta " di Gorizia, che venne chiamata Nova Gorica. I rapporti sul confine, tesi e condizionati da ricorrenti crisi, colpirono soprattutto i contadini, che, da entrambe le parti, avevano il terreno oltrefrontiera, mentre i contadini rimasti in Jugoslavia avevano perso lo sbocco naturale dei loro prodotti, cioè il mercato di Gorizia. Nel 1953 gli accordi di Udine " allentarono " il confine, e resero possibili traffici di confine e la ripresa di parte dei rapporti economici - e umani - precedenti il 1947. Il 1 maggio 2004, l'ingresso della Slovenia nell'UE ha messo in crisi l'economia che viveva sul confine, ma ha aperto nuove opportunità, che la città vuole cogliere investendo soprattutto sul turismo.

Come arrivare[Modifica sezione]

In aereo[Modifica sezione]

All'Aeroporto Friuli Venezia Giulia - Ronchi dei Legionari (TRS), a 20 km dalla città, atterrano voli diretti da Milano, Roma, Napoli, Genova, Torino, Londra, Monaco di Baviera e Belgrado, oltre ai voli stagionali da/per destinazioni turistiche.

In treno[Modifica sezione]

Collegamenti frequenti con Trieste e Venezia.

In auto[Modifica sezione]

In autobus[Modifica sezione]

http://www.aptgorizia.it/

Come spostarsi[Modifica sezione]

Da vedere[Modifica sezione]

Chiesa di Sant'Ignazio

Gorizia non ha grosse attrattive per il visitatore frettoloso che vuole vedere cose strabilianti nello spazio di una mattinata, chi invece vuole prendersi il tempo di scovarne gli angoli più nascosti e suggestivi, può scoprire pezzi stupendi di natura, opere d'arte umili ma belle e senz'altro storia in ogni dove. Può valutare gli effetti degli incontri come degli scontri di civiltà, e ripartire portandosi dietro quella sensazione di nostalgia che hanno le città che sono state importanti ma che sono decadute. Vedere ville aristocratiche costruite quando Gorizia era un centro di villeggiatura per danarosi, vedere le fabbriche abbandonate che raccontano di quando Gorizia era tra i principali centri tessili, vedere gli arredi sacri e le opere d'arte di chiese che dimostrano che Gorizia era una città molto più importante anche dal punto di vista ecclesiale, ecc., dà una sensazione di piacevole nostalgia e, unitamente al carattere accogliente e cordiale sebbene un po' brontolone e nostalgico di gran parte dei goriziani, instilla quasi certamente nel visitatore attento e paziente la voglia di ritornare.Qui di seguito c'è un elenco delle principali attrattive, più o meno in ordine di fama.

  • Castello di Gorizia Borgo Castello 36

Chi viene Gorizia generalmente inizia la sua visita partendo dal castello, probabilmente il suo monumento più noto. Il castello sorge sul punto più alto di un ripido colle. Il Castello di Gorizia accoglie i visitatori con un leone veneziano, resto della breve stagione di predominio veneziano sulla città. Spedito nel 1509 per esser collocato sulla torre civica, venne inserito all'ingresso del castello il 25 aprile del 1919. Il castello, pesantemente bombardato durante la Grande Guerra del ’15-’18, venne restaurato nel 1937. Il restauro non ripristinò l’edificio rinascimentale precedente, intonacato di bianco, ma diede al Castello le sembianze che aveva probabilmente nel Trecento, al tempo del massimo splendore dei Conti, con la pietra a vista. Una volta entrati, si percorre una rampa che corre tra la cinta esterna e il muro del maniero, e si raggiunge l’ingresso vero e proprio. Entrando, a sinistra c’è la biglietteria, dove viene anche distribuito il materiale informativo. Proseguendo, si arriva nella Corte dei Lanzi, le guardie del castello. Qui si possono vedere le fonde della torre, forse precedente al XIII secolo, abbattuta nel 1500. Di qui si può accedere al Palazzo degli Stati Provinciali e il Palazzetto Veneto. Sotto il loggiato che collega questi due edifici, ci sono ambienti quotidiani, come apparivano nel Medioevo: la cucina con tavoli e credenze, posate e sedie, il mobile apposito per impastare il pane, oggetti scelti in botteghe antiquarie dai fratelli Giovanni e Ranieri Mario Cossar negli anni Trenta. Tra le stanze interne, da notare la Sala dei Cavalieri, già sala per banchetti, prigione, caserma, e ora esposizione delle armi medievali, e la Camera della Tortura, al pianoterra, mentre al primo piano trovano posto la Loggia degli Stemmi, con opere scultoree e stemmi di varie casate goriziane, la Foresteria con la Sala della Musica, esposizione di strumenti medioevali filologicamente ricostruiti, il Salone degli Stati Provinciali,che fu il centro del governo cittadino dal 1500 in poi e che ospita mostre temporanee. Al secondo piano vi sono la Cappella di San Bartolomeo, con una madonna lignea e alcune tele rinascimentali, e la Sala Didattica, che illustra con dei plastici lo sviluppo urbano di Gorizia, l’espansione territoriale della Contea, e in un plastico è rappresentato l’assedio che il patriarca Bertrando strinse nella notte di Natale del 1340. A sud del castello si estende il Borgo. Le pendici del colle sono piuttosto variegate: a sud e sud-est sono punteggiate da ville e case con ampi giardini, a ovest si estende il borgo medievale esterno alle mura, mentre a est e a nord le pendici sono coperte da uno splendido bosco, proprietà in parte della Curia Arcivescovile, in parte del Comune, nella cui porzione, vasta all'incirca 4,5 ettari e piuttosto ripida, c’è un parco, già vivaio comunale.

  • Parco del Castello, benchè attualmente piuttosto trascurato, è frequentabile, e le fioriture primaverili, soprattutto dei narcisi, sono da vedere. Al parco si accede deviando a destra sotto le mura di contenimento della strada che conduce al portone d'ingresso del castello (venendo dal marciapiede panoramico che dà sulla Slovenia), si oltrepassa una transenna, si lasciano sulla destra degli edifici diroccati (forse le antiche foresterie), e poi, dirigendosi a sinistra, si raggiunge una scala d'acciaio che consente di superare il dislivello formato dal muro di cinta. Si viene quindi catapultati nel verde del bosco composto soprattutto da robinie e aceri, campestri e platanoidi, nonché di esemplari isolati di tiglio, gelso, castagno, ailanto, carpino, e un sottobosco con ricca presenza di noccioli,sambuchi e rovi. Il sentiero serpeggia lungo il pendio, e infine si raggiunge una vasta radura, attrezzata per i picnic con tavole e panche di legno. Oltre la piazzola vi è una leggera depressione, di là si è già in proprietà privata. Oltrepassata la depressione, è possibile scorgere, e dopo circa 5 minuti, raggiungere un magnifico bosco di circa 50 piante di castagni secolari: in documenti risalenti alla fine del Settecento i diametri dei tronchi di alcuni di essi misuravano già 80 cm, oggi nessuno di essi meno di 2m. Eppure sembra che abbiano superato indenni il cancro del castagno nonché le leggi che imponevano l’abbattimento delle piante malate, e ora, imponenti, presidiano la cima della collinetta. È tuttavia da ricordare che si tratta di proprietà privata, ma forse, accompagnati dal proprietario, è possibile visitare il bosco, con bunker risalenti alla seconda guerra mondiale, e una splendida casa colonica cinquecentesca, posta laddove era l’antico accesso a Gorizia dal nord prima del 1660.

Dalla piazzola il sentiero prosegue in leggerissima pendenza, e, dopo 50 m sbocca su via Giustiniani, all’incrocio di via Bombi che dopo una breve galleria conduce in piazza Vittoria. Dall’altra parte di questa strada si trova un parcheggio alberato, attualmente gratuito, attrezzato anche per la sosta dei camper. È senz’altro un’ottima idea lasciare qui l’auto e raggiungere il castello attraverso piazza Vittoria e via Rastello o direttamente, in circa 5 minuti, attraversando il parco.
Per arrivare al parcheggio di via Giustiniani

dal raccordo autostradale e dalla SS55 si prende dalla rotonda l’uscita per il centro, e al semaforo si svolta a destra. Dopodichè si prosegue sempre lungo la strada principale per circa 2 km, si supera, lasciandolo sulla destra, il vasto spiazzo prospiciente il Valico Internazionale di Casa Rossa (Mednarodni Mejni Prehod Rožna Dolina) e si trova il parcheggio dopo circa 100 m sulla sinistra.
Per chi arriva da Gradisca o da Udine ( rispettivamente dalle SS 305 e 56 ) : superato il ponte sull’Isonzo, si esce dalla rotatoria seguendo le indicazioni per il centro, si supera un incrocio oltrepassando il sottopasso ferroviario, si raggiunge un semaforo, dopodiché si procede dritti. Si segue la strada principale, e al terzo semaforo la si abbandona svoltando a destra. Si segue via Vittorio Veneto, e al secondo semaforo si svolta a sinistra. Quindi si lascia a destra lo spiazzo della Casa Rossa e dopo 100m a sinistra, si raggiunge il parcheggio. Questo parcheggio è quasi sempre semivuoto, tranne che durante le manifestazioni importanti, e in particolar modo durante la Fiera di Sant’Andrea.
  • Fontana del Nettuno piazza Vittoria
  • Chiesa di Sant'Ignazio piazza Vittoria
  • Chiesa dell'Esaltazione della Croce e il Palazzo Cobenzl via Arcivescovado 2
  • Sinagoga via Ascoli
  • Villa Coronini Cronberg con parco viale XX Settembre
  • Palazzo Attems-Petzenstein ove si svolgono annuali mostre artistiche
  • Duomo dei ss. Ilario e Tazianocorte Sant'Ilario. Deriva da una chiesetta, dedicata agli omonimi due santi, che venne costruita probabilmente a cavallo tra Duecento e Trecento. Vicino si trovava la cappella di Sant'Acazio. I due edifici, inglobati in un'unica struttura, formano il Duomo. L'edificio fu massicciamente modificato nel 1525 e tra 1688 e 1702, nel 1866 fu demolito un pezzo per far posto a una via, nella prima guerra mondiale bombardata pesantemente fu praticamente ricostruita nel 1924. E nonostante tutto, è possibile ammirare dei ricordi di tutte le epoche e gli stili che ha vissuto: affreschi quattrocenteschi, un cenotafio del 1497 dell'ultimo conte goriziano, statue e varie opere d'arte sette-ottocentesche, il tutto in una ricca cornice barocca a tre navate, con in fondo l'antica cappella di Sant'Acazio.

Il Parco del Castello non è più accessibile dal Castello stesso, ma solo da via Giustiniani. Spero che la immotivata misura di chiudere il passaggio con un portone abbia breve vita.

Attività ricreative[Modifica sezione]

Folclore e manifestazioni[Modifica sezione]

  • Festival Mondiale del Folklore nel mese di agosto, raduno di gruppi folkloristici provenienti da tutto il mondo
  • Gusti di frontiera degustazione e mercato di prodotti gastronomici tipici, soprattutto mitteleuropei, fine settembre-inizio ottobre
  • concorso per la sceneggiatura cinematografica "Sergio Amidei" , a fine luglio, da anni premia sceneggiatori di fama mondiale, si è svolto finora in Castello, ma l'ambientazione " di emergenza " in parco Coronini ( in castello era in corso un restauro ) dell'edizione 2007 ha suscitato tanti e motivati apprezzamenti e non si esclude che questa possa essere la sede della manifestazione anche per il prossimo anno

Acquisti[Modifica sezione]

Dove mangiare[Modifica sezione]

Trova sul Web[Modifica sezione]

  • Ristomagic ricerca specialità goriziane per portata, per ingrediente. Vedi i servizi offerti, menu completo, mappa geografica dei Ristoranti, Trattorie, Agriturismi che le offrono.

Economici[Modifica sezione]

Trattoria da Gianni via Morelli

Prezzi medi[Modifica sezione]

Prezzi elevati[Modifica sezione]

Dove bere[Modifica sezione]

Vita notturna[Modifica sezione]

Dove alloggiare[Modifica sezione]

Economici[Modifica sezione]

Prezzi medi[Modifica sezione]

  • Hotel Cristina [2] viale Martiri della Liberta 11 Grado 34073 GO.

Prezzi elevati[Modifica sezione]

  • Grand Hotel Entourage P.zza Sant'Antonio 2, tel. +39 (0)481 550235, fax +39 (0)481 30138 [3]


Comunicazioni[Modifica sezione]

Sicurezza personale[Modifica sezione]

Gorizia, date anche le sue esigue dimensioni, è tra i comuni capoluogo più sicuri in Italia, sebbene non manchino episodi - comunque relativamente sporadici - di microcriminalità. E' possibile camminare a qualsiasi ora in assoluta tranquillità anche nelle zone più periferiche o meno illuminate. I casi di molestie alle donne nell'arco di un anno si contano sulle dita di una mano. Un tempo Gorizia era nota per essere una delle porte d'ingresso degli immigrati clandestini in Italia,oggi il fenomeno dell'ingresso illegale e con esso le organizzazioni che lo sfruttano si sono in gran parte spostate altrove. Esiste un certo traffico di droga, con spacciatori e tossicodipendenti che si riforniscono in Slovenia. Il quartiere Centro e, forse, in un prossimo futuro, anche altri quartieri cittadini, è pattugliato a piedi da due poliziotti di quartiere. Quando nel gennaio 2008 la Slovenia entrerà in area Schengen decretando la fine dei controlli al confine, la minor presenza di forze dell'ordine potrebbe modificare lievemente la situazione.

Uscire[Modifica sezione]

Escursioni[Modifica sezione]

Itinerari[Modifica sezione]



Questo articolo è un outline ed ha bisogno di maggiori contenuti. Ha un template, ma non è abbastanza. Per favore, buttati e aiutalo!


Varianti

Azioni

Docenti dell'articolo

In altre lingue

Altri siti