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Discussione:Atene/Centro/Omonia

Da Wikitravel.

Questa piazza, dove c'è una fermata della vecchia metropolitana, è al centro di un rione abbastanza squallido e deprimente, soprattutto nei suoi angoli più reconditi. Sul vicino e lunghissimo rettifilo della via Fylìs sono ancora allineate parecchie case di tollerenza. In genere si tratta di bordelli di infimo grado dove Atene rivela la sua affinità con Amsterdam ma soprattutto con metropoli asiatiche del calibro di Bombay. Sudicia, meschina e maleodorante, la via Fylìs non è mai nominata nelle guide convenzionali, forse per pudore o perché a differenza del quartiere a luci rosse di Amsterdam non costituisce un'attrazione turistica (è solo un ghetto squallido oltre ogni immaginazione) Eppure è proprio qui che Atene svela il suo volto crudele di metropoli asiatica, sprezzante dei più elementari diritti umani, oltre all'attitudine innata dei suoi abitanti per il sesso mercenario e occasionale. Naturalmente le malattie veneree dovrebbero pullare anche se le norme preventive vengono rispettate ma è vano sperare di accodarsi ai "clienti" o ai gruppi di adolescenti che divertiti fanno il giro dei "casini", perorando la "tsatsà" (la tenutaria) che venga loro mostrata la "gòmena" (la ragazza), in quanto chi non è greco è escluso da questo "giardino dei bagordi", secondo la logica invalsa del paese che lo straniero, sia quello occidentale carico di quattrini che il povero immigrato dall'est è comunque foriero di sventura. A titolo di informazione riferiamo che sul web esiste un sito dal titolo emblematico "www.bourdela.com" ove gli iscritti si scambiano con un linguaggio fiorito (in greco) opinioni e consigli su questa o quella casa di tolleranza, compilando addirittura pagelle con relativi voti e tanto di commenti dettagliati, in linea con lo squallore di "odòs Fylìs".

Cito per intero questa descrizione della Piazza Viktoria ad Atene che mi sembra piuttosto fuori luogo nel tono e nello stile. Come si fa a dire che l'attitudine innata degli abitanti di Atene (di tutti i 3.700.000, compresi bambini e neonati evidentemente) sia il sesso mercenario? O che siccome Atene ha case di tolleranza legalizzate e' al livello di Bombay o di metropoli asiatiche? Una cosa del genere e' stata scritta anche per Amsterdam? Insomma, qualcosa bisogna cambiare. Utente Mauder

  • Σε καλωσοριζω. Ας Αρχίζουμε από εδω, από την ασπλαχνη καρδιά της Αθήνας Gobbler 21:50, 3 ago 2007 (CEST)
  • La mia affermazione circa "l'attitudine innata degli abitanti di Atene per il sesso mercenario" si basa su una indagine empirica svolta a fini non propriamente giornalistici ma comunque condotta con la stessa cura e metodo negli anni 2002 - 2003. Diverse pubblicazioni reperibili anche on line suffragano questa affermazione. Secondo le statistiche pubblicate dall'autorevole giornale "TO BHMA" (La Tribuna) sono 1,500,000 i frequentatori delle case di tolleranza sparse in tutta la Grecia. Quindi, fatte le debite detrazioni, si può azzardare una cifra (per difetto) di 500.000 clienti nella sola Atene. Che ne dici? Possiamo affermare con tranquillità che il 70% e oltre dei maschi ateniesi in età fertile si dedichi con regolarità a questo particolare "hobby" nella pausa del pranzo o al termine dell'orario di lavoro? (esclusi bambini e neonati evidentemente). Anche perché, come faccio notare nell'articolo, i "non greci" sono di norma banditi dalle case di tolleranza ateniesi. Se vuoi puoi leggere tu stesso la sottosezione dell'articolo intitolata "Parlano i numeri" (Η γλώσσα των αριθμών) seguendo questo link. L'articolo è stato pubblicato il 10 marzo 2002 e reca la firma di Κ. ΤΣΑΡΟΥΧΑΣ. Gobbler 21:50, 3 ago 2007 (CEST)
  • Καλώς σε βρήκα και ευχαριστώ για την απάντηση.

Non sto dicendo che hai torto. Sto dicendo che apri una discussione giustissima ma fuori luogo in questo contesto. Se i frequentatori delle case di tolleranza in Grecia sono 1.500.000 vuol dire il 15 per cento della popolazione. Immagino che tale percentuale si riscontri in qualsiasi altro Paese europeo. A Milano (citta' in cui sono nato e in cui ho vissuto fino al 2004) la sera si creano code pazzesche in vari punti della città perché bravi padri di famiglia, mariti e fidanzati pagano prostitute, prostituti e travestiti deportati in Italia da vari Paesi del mondo. A nessuno però è venuto in mente di scrivere che gli abitanti di Milano hanno un'attitudine innata al sesso con i travestiti (e spero che a nessuno venga in mente). È soprattutto quell'aggettivo, innata, a lasciarmi perplesso. I maschi ateniesi nascono con il gene dell'amore mercenario? O sono per natura sfruttatori della prostituzione? Perché non si apre una discussione del genere anche su Amsterdam allora? Allora sì che la battaglia civile per abolire le case di tolleranza avrebbe un senso (anche se io, personalmente, sono a favore dell'esistenza di case di tolleranza severamente regolamentate). Che ne pensi? Utente Mauder

  • Preferisco non esprimermi sui primi due punti. Per quanto riguarda le case di tolleranza sono a favore ma non ne spiego le motivazioni. (Sarebbe troppo lungo). Comunque ho letto il testo della legge greca per intero. Questa le permette ma eccezioni e cavilli sono così tanti che di fatto non potrebbero sussistere senza la protezione della buoncostume (Τμήμα ηθών)
    • La legge greca infatti consente le case di tolleranza. L'articolo di To Vima, se ho capito bene, riguarda più la prostituzione illegale che quella dei "bordelli". In ogni caso, ripeto che quello che più mi ha colpito nell'espressione "attitudine innata" è l'aggettivo. Se qualcuno dicesse che i napoletani hanno un'attitudine innata a rubare (basandosi sui dati delle immancabili statistiche)i napoletani probabilmente si offenderebbero (e a ragione) e sicuramente in nessuna guida turistica seria si troverebbe mai scritta una cosa del genere. Dopodichè si può anche aprire un dibattito sulle gravi emergenze della criminalità nel Sud Italia ma non mi pare che le pagine di Wikitravel siano la sede appropriata. Allo stesso modo, non capisco cosa significhi che la logica invalsa nel paese (immagino che per Paese si intenda la Grecia) sia che lo straniero, a prescindere ricco o povero, sia foriero di sventura. Che vuol dire? Non sono greco ma vivo in Grecia da anni a contatto con greci, conosco numerosi altri stranieri che vivono da anni qui, di ogni ceto sociale, e l'esperienza di tutti è, tirate le somme, generalmente positiva. Anche qui, fare di ogni erba un fascio mi sembra inutile, dannoso, controproducente e, in fin dei conti, anche lesivo del prestigio di Wikitravel. Mauder 03:06, 4 ago 2007 (CEST)

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