Aiuta Wikitravel a crescere grazie al tuo contributo: scrivi un articolo! Ecco come.

Berat

Da Wikitravel.
Panorama di Berat

Berat è città dell'Albania, capoluogo dell'omonima prefettura. La città vanta un patrimonio culturale unico e dall’anno 1961 è stata proclamata “Città-museo”.

Da sapere[Modifica sezione]

Museo etnografico di Berat
Rovine del castello di Berat

Geografia[Modifica sezione]

la citta di Berat si estende nella zona sud-est di Albania sulle coordinate 40 gradi e 45 minuti di larghezza nord e 19 gradi e 52 minuti di larghezza est. Si estende parzialmente su pianura e parzialmente su colline, tra la quote 58-240m sopra il livelo del mare.

L’idrografia.

Il fiume Osum attraversa la nostra citta scaturisce dalla regione montagnosa di Vithkuq all’altezza 1050m sopra il livello del mare e finisce nel villagio Arez 17.5m sopra il livello del mare dove si unisce con il fiume Devoll creando cosi il fiume Seman. Il fiume rispecchia con il suo regime idrologico il carattere grandioso del clima. La portata massima e la portata minima e registrata nell’anno 1979 con 11.75 m3/sec .

Come si vede le portate arrivano i valori massimi nei mesi febbraio e marzo e i minimi nei mesi agosto e settembre.

Clima[Modifica sezione]

La citta di Berat ha un clima mediterraneo con inverno mite e umido ed estate calda e secca. I fattori climatici formativi sono:

1. La sua posizione geografica ha determinato che la radiazione solare abbia valori medi nella nostra citta. 2. La circolazione di atmosfera si compie mediante i netri barici generali e locali. 3. La direzione delle catene montuose rende difficile fino a un punto la penetrazione delle masse aeree continentali permettendo la penetrazione delle masse aeree marine, determinando cosi anche la direzione dei venti Nord-Est e Nord-Ovest. La frammentazione caratteristica del del rilieva causa la creazione del centro barico locale di tomor e quello della valle di osum. 4. La vicinanza con il mare influenza sulla circolazione generaledell’atmosfera, sulla mitezza del clima, sulla diminuzione del valore di amplitudine, sull’aumento dell’umidita dell’aria. 5. La vegetazione che circonda la citta sulle sue colline e un fattore importante climaformante per la creazione dei microclimi con caratteristiche molto positive.

La temperatura.

Osservando per alcuni decenni il clima della nostra citta risulta che il mese piu freddo e Gennaio. La sua temperatura media per il decennio 1971-1980 e 7.2 C0 e per il decennio 1980-1990 e 6.5 C0 . Il mese piu caldo e il Luglio, la sua temperatura media e 24 C0. La stagione di autunno e piu calda che quella di primavera, e questa ha un legame diretto con l’influenza del mare. L’amplitudine annuale della temperatura si avvicina a quella della Repubblica. Cosi per il decennio 1980-1990 e stata 17.5 C0.

Le precipitazioni

Guardando i dati per alcuni anni ci da nell’occhio il carattere irregolare delle precipitazioni nella nostra citta. Di piu piove nei mesi Ottobre-Novembre. Questo si spiega con la grande influenza del minimo barico di Islanda che porta precipitazioni abbondanti. Poi, a causa del rinforzo dell’anticipazione di siberia, la quantita delle precipitazioni oscilla, ma smpre diinuendosi. Dal marzo fino ad agosto l’influenza del massimo di Azzorre fa possibile la diminuazione della quantita delle precipitazioni. Il mese piu secco e luglio con la mediadi 291mm per il periodo 1971-1980 e per il periodo 1980-1990 la quantita di 26mm, mentre i mesi piu umidi sono ottobre e novembre.


Storia[Modifica sezione]

Nel medioevo Berat si distinse come città dalle molte scuole. Dei 100 codici manoscritti conservati nell'Archivio di Stato, 76 provengono da Berat e i più antichi risalgono al VI secolo d.C. mentre i più recenti sono del XIX secolo.

Il primo ad interessarsi dei codici di Berat fu lo studioso belga Pierre Batiffol che nel 1886 visitò la chiesa ortodossa della città lasciandoci un'accurata descrizione.

Al periodo paleocristiano risale “Il Codice Purpureo di Berat”, il quale, nell’elenco internazionale della letteratura evangelistica porta l’affiso “ f ” e il numero di identificazione 043. Il Codice Purpureo di Berat e una referenza fondamentale della letteratura evangelistica. Si pensa che sia più antico del VI secolo.

Il colore purpureo di questo manoscritto, simbolica espressione di un rispetto dividono per i scritti santi, la scrittura continua (scripta – continuae), con parole unite e con alcuni accenti caratteristici del greco premedievale, il periodo del quale si chiude con il VI secolo, il carattere prestandart (imparziale) dei testi evangelici, i quali, dal VII secolo in poi, presero carattere canonico).

Hanno fatto sforzi per trovare e appropriare il Codice cominciano dal Zar Uroshi 1356, gli austriaci durante la Prima Guerra Mondiale, e i nazisti durante la Seconda Guerra Mondiale.


La città di Berat, favorita dalla posizione geografica e dalla prosperità della zona attorno ha sviluppato una vita continua cittadina dell’inizio (IV-III secolo a.C.) fino ai nostri giorni. Gli splendori dei periodi storici non possono affievolire la sua importanza dalle cadute nelle lunghe tenebre durante variperiodi e la sua influenza che ebbe nella vita politica, economica e culturale.

Centro episcopale alle dipendenze degli arcivescovadi de Durazzo e di Ocrida, nel XVII secolo diventa autocefala mantenendo i legami diretti con il Patriarcato di Costantinopoli. “La Santa Metropolia” di Berat divento un centro importante della produzione e della conservazione dei valori importanti della pittura bizantina e postbizantina, e quali, giunto fino ai nostri giorni, costituiscono tesori importanti della cultura nazionale.

Dal periodo bizantino (VI sec.) sono ereditati alcuni elementi architettonici usati poi nelle chiese posteriori (XVI secolo), ma i famosi codici conservati nella biblioteca di Metropolia, Codex Purpureus Beratinus ( Codice porporeo del VI secolo) e Codex Aureus Anthimi (Codice aureo dell’IX secolo), l’Epitaffio di Gllaveniza (XIII secolo) e le pitture dell'epoca dei Paleologhi della Chiesa di Santa Trinita (XIV secolo) testimoniano l’importanza della citta e la ricchezza culturale ed artistica della città. Questi valori, le miniature dei codici, le pitture anonime delle chiese del XIV secolo, le icone realizzate qui a portare da altri centri ebbero un’influenza per i pittori postbizantini del XVI secolo, i quali presentano lineamenti relativamente chiari e svillupo unico realizzando opere importanti e valori artistici di prima mano.

La citta di Berat nella carta dell’impero si posiziona in periferia, alla confine dove la pressione del centro era debole e l’influenza della chiesa occidentale era in rivalita con la cultura e con l’arte dei centri periferici. La distanza dal metropolo fa vorizzava una liberta dalla presione del potere centrale e dei contatti degli atelier e degli artisti ella provincia, i quali mediante la forza del talento elaborarono e svilupparono elementi importanti. Nelle loro creazioni, benchè tradizionalmente seguono i programmi iconografici bizantini, si notano mescolanze dei modelli paleologhi, influenze cretesi, elementi iconografici macedoni, elemnti etnografici locali e influenze di origine occidentale.

Tranne un numero di artisti anonimi dal XIV secolo, sono identificati i nomi dei maestri piu grandi della Storia del’Arte Albanese. Onofrio e il rappresentante piu importante della pittura postbizantina nelle aree albanesi e oltre. Lui, nella sua creativita ereditata, si presenta come un maestro importante, professionalmente perfetto e che aveva anche funzioni ecclesiastici (protopapa Neokastron). La geografia della sua creatività include un vasto territorio: nei Balcani, in Albania centrale, nella Grecia settentrionale e occidentale, nella Macedonia occidentale e in Romania. Lui dipinge gli affreschi delle chiese degli Apostoli (1547) e degli Anargiri (dopo l’anno 1553) a Custur, delle chiese di San Nicola (prima dell’anno 1553) a Shelcan, di Santa Epremte (1553-1554) a Valesh. A lui vengono attribuite le pitture nelle chiese di Alterazione (1535) e di San Nicola (1535) a Zerce e Prilep e la chiesa nel monastero di Moldovita (1537) in Moldavia.

A Berat lui ha una parte importante della sua creativita rappresentata da alcuni frammenti di affresco realizzato nella chiesa di San Teodoro (1547) e le icone dell’iconostasi della chiesa di “Vangelizmo” nel castello, nella chiesa di San Teodoro e nel cattedrale “Il sonno di Santa Maria”. L’arte di Onofrio si distingue per una conservazione della tradizione bizantina per una contrapposizione verso ogni eretizmo, per l’altra tecnica di esecuzione, per l’eleganza del disegno e per i rapporti coloristici molto attraenti ecc.

Benche la discussione per la sua origine continuano, noi appoggiamo l’argomento che l’altro maestro, Nicola, si formo come artista nell’atelier del padre, Onofrio. Come tale lui eredito lo stesso stile e lo stessi modelli di Onofrio. Ad eccezione di Krujan e Arbanas, in Bulgaria dove lui dipinse insieme ad un altro maestro chiamato Joan, la sua creatività si svolge a Berat dove dipinge la chiesa di Santa Maria Vllaherna, la pittura murale, l’iconostasi e le altre icone.

Onofrio Cipriota e il terzo grande maestro che si connete con l’arte e con la pittura nella chiesa di Berat. Lui realizza la pittura murale e le icone della chiesa di San Collo (1591), l’iconostasi della chiesa di San Costantino e di Elena e molte icone nelle quali lui scrive il suo nome. Sono sue anche “Le porte reali” dell’iconostasi della chiesa di Santa Maria Vllaherna, dipinte da Nicola.

Nel territorio della Santa Metropolia di Berat hanno svolto la loro attivita anche molti altri maestri nel periodo del XVI – XIX secolo. Tra di loro citano Costantino e Atanas Zografo, XVII secolo, i quali realizzano la pittura murale della chiesa di San Collo ad Ardeniza e molte icone. Questa pittura influenzo molti suoi maestri della famiglia Cetiri, i quali in questo periodo lavorano nel atelier. Nella chiesa di San Collo ad Ardeniza, un altro maestro del XVI secolo realizza le icone dell’iconostasi, Kostandin Shpataraku, il quale si presenta come un miniaturista eccellente.

Nel periodo tra XVII – XIX secolo e importante l’attivita dell atelier dei maestri di famiglia Cetiri. Loro realizzano il dipingere delle molte chiese e degliiconostasi di Berat e Museqe. Questi maestri hanno dipinto nello stesso atelier insieme ereditando la maestria su altre generazioni. I pittori di questa famiglia sono stati Giorgo e Joan, Naum e Nicola. Gli ultimi pittori di questa famiglia sono Giorgo e Prendi, con i quali si presentano le tendenze degradanti nell’arte del dipingere. Dopo di loro l’attività iconografica degenera in attività artigianale di pittori anonimi.

Come arrivare[Modifica sezione]

Come spostarsi[Modifica sezione]

Da vedere[Modifica sezione]

castelo ed quartieri storici

Attività ricreative[Modifica sezione]

Folclore e manifestazioni[Modifica sezione]

Acquisti[Modifica sezione]

Dove mangiare[Modifica sezione]

Economici[Modifica sezione]

Hotel Berati nel centro di Berat
  • Hotel Berati - Tel. +355 32 36953. Fax +355 32 36953

Prezzi medi[Modifica sezione]

Prezzi elevati[Modifica sezione]

Dove bere[Modifica sezione]

Vita notturna[Modifica sezione]

Dove alloggiare[Modifica sezione]

Economici[Modifica sezione]

Prezzi medi[Modifica sezione]

Prezzi elevati[Modifica sezione]

Comunicazioni[Modifica sezione]

Sicurezza personale[Modifica sezione]

Uscire[Modifica sezione]

Escursioni[Modifica sezione]