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Abbazia San Pietro a Ruoti

Da Wikitravel.

La bellissima abbazia di San Pietro a Ruoti sorge all'interno del borgo medioevale di Badia a Ruoti a pochi chilometri da Ambra (Ar). È stata trasformata recentemente in una struttura ricettiva extra alberghiera dove vengono portati avanti inserimenti socio-lavorativi per persone disabili e persone svantaggiate. L’origine della Badia di Ruoti è assai remota e fino ad oggi la data della sua fondazione non può essere stabilita con certezza. È però indubbio che questo monastero fosse stato eretto già prima dell’XII secolo. Il complesso abbaziale è costituito dalla chiesa, dalla cappella della Compagnia e dal convento con chiostro interno. La chiesa è a croce latina, con un’unica abside e la facciata ha un portico pensile risalente all’XI secolo. Nel 1070 alla Badia di Ruoti fu unito il monastero di Paterno presso Foiano (Ar) ed entrambi, in questa occasione, adottarono la regola camaldolese, mentre precedentemente apparteneva all’ordine benedettino, molto diffuso in Toscana intorno al X secolo. Nell’XI secolo la Badia aveva giurisdizione su numerose chiese e monasteri della Valdambra e del senese. L’importanza della Badia di Ruoti si evince anche dalle costituzioni di don Giovanni dell’ordine camaldolese, capitolo X, in cui San Pietro a Ruoti è citato tra i maggiori monasteri dell’ordine. L’anno in cui iniziò la decadenza della Badia fu il 1479, anno in cui le truppe papali e napoletane occuparono e in parte distrussero il monastero. Nel 1491 Alessandro III mise la Badia in commenda e, dopo il susseguirsi di alcuni abati commendatari, dal 1561 fu riunita perpetuamente al vescovado di Montepulciano. L'altare maggiore ospita la tavola di Neri di Bicci del 1472 considerata una delle più belle pale da altare dell’artista, rappresenta nel corpo principale «L’Incoronazione della Vergine» e nella lunetta superiore «L’Annunciazione». Quando il complesso monastico non fu più residenza del vescovo di Montepulciano, divenne abitazione del parroco e sede della fattoria, e nell’opera di ristrutturazione ad uso agricolo l’ala est subì particolari trasformazioni. Le ultime opere di restauro sono state eseguite nel 2007/2008 grazie al progetto «Abbazia per tutti» dell’associazione Sichem–crocevia dei popoli – Onlus.

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